Apertura di Bortolazzi, presidente della Catullo Spa: «Prospetteremo scenari all’assemblea, decideranno i soci»

Aeroporto di Montichiari. “Tutto è possibile, ma servono progetti»  

20/03/2009 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gianluca Gallinari 

Pri­ma vengano i prog­et­ti. Gli sce­nari pos­si­bili e le soluzioni da adottare. Sul­la base di questi la val­u­tazione sul da far­si — e sul chi dovrà fare — spet­terà all’assemblea. Ossia ai soci. «Tut­to è pos­si­bile, così come tut­to non è pos­si­bile, pri­ma dev’esserci un’idea». Il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa, Fabio Bor­to­lazzi, è pos­si­bilista. La sua può essere let­ta come una grande aper­tu­ra, anche all’ipotesi di un D’Annunzio bres­ciano, ver­rebbe da dire più bres­ciano di adesso. Ma i «ma» sem­bra­no non pochi. E per affrontar­li il pri­mo ingre­di­ente nec­es­sario pare essere il tempo.Una richi­es­ta da metab­o­liz­zareSe si chiede a Bor­to­lazzi cosa pen­sa del­la richi­es­ta avan­za dal­la cor­da­ta bres­ciana e for­mal­iz­za­ta nel­la let­tera ormai giun­ta a des­ti­nazione, il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo non ha dub­bi: «Con­statare che vi sono inter­es­si per la soci­età da parte dei bres­ciani ci fa piacere, sarebbe peg­gio se nes­suno se ne curasse. Cer­to, si trat­ta di un’operazione com­p­lessa che richiederebbe una sor­ta di diges­tione, e che in ogni caso riguar­da più i soci del pres­i­dente, cui è affi­da­ta la gui­da del solo cda».Più arti­co­la­ta è la repli­ca alla doman­da sul «quan­to» del­la D’Annunzio pos­sa essere ced­i­bile. «Cre­do di aver dato una grande aper­tu­ra a Bres­cia. Tut­to è pos­si­bile o meno, ma dev’esserci un’idea, uno sce­nario. Anche davan­ti a queste pur legit­time richi­este, sti­amo pre­dispo­nen­do degli sce­nari. Per inten­der­ci sti­amo val­u­tan­do dove potrebbe andare a finire questo grup­po (Aero­por­ti del Gar­da, ndr). E il tut­to non può essere con­sid­er­a­to al di fuori di un pre­ciso contesto».La razion­al­iz­zazione e l’alleanzaIl rifer­i­men­to è all’operazione di riordi­no e razion­al­iz­zazione indus­tri­ale avvi­a­ta un anno fa al suo inse­di­a­men­to quale pres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa. «Abbi­amo dato un’impronta più pri­va­tis­ti­ca alla soci­età — spie­ga Bor­to­lazzi -, introdot­to le busi­ness unit per entram­bi gli scali, e una con­tabil­ità indus­tri­ale. Insom­ma, è una grossa oper­azione di ristrut­turazione. All’assemblea il mese prossi­mo illus­tr­ere­mo tut­to lo sta­to di salute del­la soci­età e quan­to è sta­to fat­to in ques­ta direzione. Ma illus­tr­ere­mo pure gli sce­nari immag­i­nati per il futuro, il nos­tro com­pi­to del resto è questo: abbi­amo indi­vid­u­a­to pos­si­bili inves­ti­men­ti, nuove aree di busi­ness al di là del set­tore “avi­a­tion”, in modo che le perdite siano meno impor­tan­ti. L’ad delle Fer­rovie, Mau­ro Moret­ti dice­va che non si può fare l’Alta veloc­ità con stazioni ogni 40 km, e lo stes­so non si può fare con gli aero­por­ti. Ma forse si trat­ta di immag­inare fun­zion­al­ità pre­cise» rib­adisce allu­den­do alla vic­i­nan­za annosa tra Mon­tichiari e Villafranca.«Noi abbi­amo già immag­i­na­to vari sce­nari pos­si­bili. Chi li real­izzerà? Saran­no nec­es­sari scor­pori di rami d’azienda, dis­mis­sioni? La scelta ai soci, tut­to è pos­si­bile. Ma davvero non cer­chi­amo di oper­are sul­la scia di ripic­che, ma lavo­riamo per lo svilup­po dei nos­tri ter­ri­tori: la log­i­ca deve essere quel­la dell’alleanza, del­la sin­er­gia, non del­la com­pe­tizione». Con­sid­er­azione per­al­tro espres­sa con altret­tan­ta chiarez­za anche dagli attori del­la cor­da­ta bres­ciana in occa­sione dell’annuncio dell’offerta. Quan­to poi al pre­sum­i­bile val­ore del­la D’Annunzio il dis­cor­so si fa più sot­tile: «Il val­ore di un’azienda dipende cer­to dai sol­di investi­ti, ma anche dalle prospet­tive che ha davan­ti. Tor­ni­amo agli scenari…».«Molti incontri»Intanto qui a Bres­cia si attende una rispos­ta alla let­tera. «Rispon­der­e­mo» assi­cu­ra Bor­to­lazzi, «siamo per­sone gen­tili» scherza. «Ma for­mal­mente spet­ta ai soci, non al presidente».Sullo sfon­do del risiko aero­por­tuale res­ta poi l’antica vicen­da dei con­tat­ti con Berg­amo. Che fine han fat­to? Lap­i­daria la repli­ca: «Ci sono molti incon­tri». A Ovest come a Est? Come a dire, con Venezia oltre che Berg­amo… «Ci sono molti incon­tri».