Domani approda in Consiglio provinciale la proposta di scorporo dal «Catullo». D’Annunzio: ai bresciani il 35% e il presidente

Aeroporto, ecco la società

04/02/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Montichiari

L’aeroporto di Mon­tichiari potrà con­tin­uare a volare alto. Tra pochi giorni vol­erà anco­ra più in alto. Ma, come suc­cede agli aquiloni, il filo resterà sal­da­mente in mano agli attuali con­dut­tori, la Cat­ul­lo Spa gui­da­ta da Fer­di­nan­do San­son. Pri­ma di tut­to per­chè la con­ces­sione dell’Enac (Ente dell’aviazione civile) è sta­ta asseg­na­ta, per tre anni, all’aeroporto del­la soci­età Cat­ul­lo per gli scali di Verona e di Bres­cia. Domani il Con­siglio provin­ciale dovrà comunque dis­cutere la pro­pos­ta di scor­poro del ramo d’azienda del D’Annunzio dal­la soci­età del Cat­ul­lo. Le linee gui­da di ques­ta pro­pos­ta sono già state approvate dal Con­siglio di ammin­is­trazione del­la soci­età veronese. Ques­ta prevede una «con­dizione irri­n­un­cia­bile» per la nasci­ta del­la nuo­va soci­età «Gabriele D’Annunzio Spa»: che la soci­età Cat­ul­lo Spa «man­ten­ga sem­pre la mag­gio­ran­za» del cap­i­tale, tale da con­sten­tir­le di «essere sem­pre in gra­do di deter­minare le diret­tive di uno svilup­po coor­di­na­to e mai con­flit­tuale o con­cor­ren­ziale tra i due scali aero­por­tu­ali». In sostan­za ai bres­ciani toc­cherà il 35% del­la nuo­va soci­età ed il pres­i­dente, da scegliere tra i tre con­siglieri (su nove) pro­posti da Bro­let­to e Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia. Per spie­gare i van­tag­gi di ques­ta oper­azione il pres­i­dente provin­ciale Alber­to Cav­al­li è par­ti­to da Car­lo Cat­ta­neo. L’economista e patri­o­ta fed­er­al­ista lom­bar­do nel 1836 scrive­va sul­la riv­ista «Il Politec­ni­co» sui van­tag­gi che sareb­bero derivati «alle cit­tà inter­poste» dal­la costruzione del­la fer­rovia -Venezia. Con la stra­da fer­ra­ta, nota­va Cat­ta­neo, lo svilup­po eco­nom­i­co avrebbe favorito oltre che le due cap­i­tali anche «altri cen­tri di pro­duzione e con­sumo». Ques­ta «cit­tà poli­cen­tri­ca lom­bar­do-vene­ta» sec­on­do Cav­al­li si adat­terebbe bene, nel­la fase attuale, a spie­gare i van­tag­gi che derivano a Bres­cia dal­la col­lab­o­razione con i part­ner verone­si. I motivi per cui i bres­ciani non pos­sono tagliare il filo dell’aquilone e volare da soli sono evi­den­ti. Pri­ma di tut­to i deb­iti. «Dal giug­no 1999 e fino alla fine del 2001 — ricor­da Cav­al­li — lo sca­lo di Mon­tichiari, per gli oneri derivati dall’avvio, ha gra­va­to sui bilan­ci del Cat­ul­lo per 12.911.000,00 euro (25 mil­iar­di di lire)». I con­ti sono sta­ti fat­ti da una per­izia di sti­ma di un tec­ni­co nom­i­na­to dal tri­bunale. Sec­on­do i cal­coli l’attuale sca­lo di Mon­tichiari avrebbe richiesto cir­ca 40 mil­iar­di di lire d’investimenti, con cir­ca 6 mil­iar­di di lire in strut­ture. Tut­tavia, nonos­tante il costante aumen­to di passeg­geri, che in questi due anni fan­no del­lo sca­lo bres­ciano uno degli aero­por­ti con una cresci­ta mag­giore in ter­mi­ni di uten­za (274.758 passeg­geri lo scor­so anno e » 66,7% sul 2000), il D’Annunzio, ricor­da Cav­al­li, «scon­terà fino al 2005 una perdi­ta lega­ta al suo avvio». Ma le prospet­tive per Bres­cia non sono nere. Le val­u­tazioni degli addet­ti ai lavori anzi pro­muovono sen­za ris­erve lo sca­lo di Mon­tichiari. «Le proiezioni di svilup­po — ricor­da Cav­al­li — indi­cano un incre­men­to del traf­fi­co gen­erale di un 5% all’anno nel decen­nio 2002–2011, men­tre lo svilup­po delle mer­ci si potrebbe trip­li­care entro il 2017. Il set­tore delle mer­ci e del tur­is­mo indi­cano lo sca­lo bres­ciano come uno dei siti lom­bar­di più favoriti per accogliere un vol­ume di traf­fi­co in forte cresci­ta nell’area lom­bar­da». Per val­utare le con­dizioni del­lo scor­poro del D’Annunzio, dopo il Con­siglio provin­ciale di domani, sono pre­visti altri due pas­sag­gi impor­tan­ti. Il 7 feb­braio la val­u­tazione del­la Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia, part­ner con la Provin­cia al 10% nel­la soci­età Cat­ul­lo Spa. Infine l’11 feb­braio la dis­cus­sione del­la pro­pos­ta da parte dell’assemblea dei soci del­la Cat­ul­lo Spa. Il pres­i­dente dell’Amministrazione provin­ciale val­u­ta molto pos­i­ti­va­mente la pro­pos­ta di scor­poro. «La nuo­va soci­età — sot­to­lin­ea Cav­al­li — per­me­t­terà anche ad altri enti eco­nomi­ci bres­ciani, ma anche a part­ner pri­vati, di essere coin­volti diret­ta­mente nei prog­et­ti di svilup­po del­lo sca­lo bres­ciano». Sec­on­do la pro­pos­ta la nuo­va soci­età avrà un organ­i­co iniziale di 41 addet­ti: 27 imp­ie­gati e 14 operai.

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