Bettoni e Bettinsoli non hanno votato Soffia il vento dell’autodeterminazione

Aeroporto, i soci bresciani avvertono «E’ l’ora dei fatti»

15/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Sof­fia forte il ven­to dell’«autodeterminazione bres­ciana», con la Provin­cia e la Cam­era di Com­mer­cio in pri­ma fila, sul futuro dell’aeroporto «» di Mon­tichiari. L’assemblea dei soci ha approva­to ieri il bilan­cio del­la Cat­ul­lo spa, la soci­età che gestisce lo sca­lo bres­ciano e quel­lo di Vil­lafran­ca, ma al momen­to del voto i soci bres­ciani — Provin­cia e Cam­era di Com­mer­cio — sono usci­ti dal­la sala e non han­no parte­ci­pa­to alle votazioni. L’azione di protes­ta è scat­ta­ta dopo le «risposte delu­den­ti del pres­i­dente del­la Cat­ul­lo» agli inter­ven­ti in assem­blea di Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio, e di Vig­ilio Bet­tin­soli asses­sore ai Trasporti del­la Provin­cia di Bres­cia. Moti­vo prin­ci­pale del non-voto: il dis­ac­cor­do su come è sta­ta trat­ta­ta dal­la Cat­ul­lo la ques­tione del­la nuo­va ges­tione del­lo sca­lo mon­te­clarense. Due inter­ven­ti giu­di­cati dagli stes­si autori «deter­mi­nati, sen­za peli sul­la lin­gua e con sfu­ma­ture che han­no ben descrit­to il lim­ite del­la sop­por­tazione». «Non vogliamo entrare nel mer­i­to del bilan­cio, che ci pare oltre­tut­to pos­i­ti­vo» ha det­to Bet­toni «ma vogliamo esprimere il nos­tro pro­fon­do dis­ap­pun­to per come è sta­ta trat­ta­ta la ques­tione del­la nuo­va soci­età di ges­tione dell’aeroporto D’Annunzio in quest’ultimo anno di promesse, ritar­di e parole al ven­to». Promesse con­tenute anche in una delib­era che un anno fa l’assemblea veronese ave­va sot­to­scrit­to a mag­gio­ran­za, dove si ven­tila­va una nuo­va soci­età per il «D’Annunzio» con il 15% di azioni da far sot­to­scri­vere ai bres­ciani e il rima­nente 85% ai verone­si. Ma da allo­ra, nonos­tante il deside­rio bres­ciano di seder­si a dis­cutere attorno a un tavo­lo, nessun’altra con­vo­cazione è giun­ta dal­la Cat­ul­lo di Verona. «Non ci sti­amo più a quelle con­dizioni» ave­va già dichiara­to Bet­toni una set­ti­mana fa «dob­bi­amo ridis­cutere tut­to, ma con un occhio molto atten­to alle esi­gen­ze e all’autodeterminazione dei part­ner bres­ciani all’empatia che l’economia bres­ciana ha sul ter­ri­to­rio in cui si tro­va l’aeroporto, la sua voglia di impren­di­to­ri­al­ità, il coin­vol­gi­men­to degli indus­tri­ali e delle asso­ci­azioni di cat­e­go­ria. Abbi­amo fior di aziende e soci­età di ges­tione di altri aero­por­ti pronte subito a fare la loro parte, sia finanziaria che di prog­et­ti pron­ti». Fran­co Bet­toni ha poi giu­di­ca­to «molto delu­dente» la rispos­ta data in assem­blea da Fer­di­nan­do San­son, pres­i­dente del­la Cat­ul­lo. Sul­la stes­sa lunghez­za d’onda di Bet­toni anche Vig­ilio Bet­tin­soli (in con­tin­uo con­tat­to tele­fon­i­co con il pres­i­dente del­la Provin­cia Alber­to Cav­al­li) che ha accusato «pro­fon­da insod­dis­fazione per l’operato del man­age­ment veronese», men­tre ha trova­to con­for­to sulle «ragioni e l’equilibrio» dei bres­ciani «da molti altri soci del­la Cat­ul­lo, pri­mo fra tut­ti la Provin­cia di Verona, il comune di Verona e i man­to­vani». Anche il comune di Verona ave­va qual­cosa da ridire sul bilan­cio e si è astenu­to al momen­to del voto, dimostran­do forse che non si sono anco­ra sopite alcune dia­tribe aperte in Tri­bunale con­tro la Cat­ul­lo. Alear­do Mer­lin, pres­i­dente del­la Provin­cia di Verona (che con Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia bres­ciana, con­di­vide la pres­i­den­za dell’autostrada Serenis­si­ma), ha dimostra­to subito la sua sim­pa­tia per gli inter­ven­ti di Bet­toni e Bet­tin­soli. «Mi auguro ora» ha con­clu­so Bet­toni «che sia lo stes­so Mer­lin a con­vo­care un tavo­lo di con­fron­to a giorni per agevolare la definizione di un buon accor­do, per il D’Annunzio, tra la Cat­ul­lo e i soci bres­ciani. È il momen­to per pas­sare dalle parole ai fat­ti». Un pro­gram­ma d’accordo urgente, «per un pos­si­bile sec­on­do grande Hub nel nord Italia», aus­pi­ca­to recen­te­mente anche da Rober­to Formigo­ni, pres­i­dente del­la , e da Gior­gio Fos­sa, pres­i­dente del­la Sea, la soci­età che gestisce Malpen­sa e con­trol­la la Sacbo di Orio al Serio.