Il presidente Sanson spiazza i bresciani: la società di gestione può attendere ma Verona è pronta a investire. «Basta contese, Montichiari è lo scalo italiano che può crescere di più»

Aeroporto, la concessione resta al Catullo

24/07/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Sornione, prag­mati­co e di poche parole, Fer­di­nan­do San­son, da cir­ca un anno pres­i­dente del­la «Cat­ul­lo spa», l’azienda veronese che gestisce gli aero­por­ti di Vil­lafran­ca e Mon­tichiari. Non fa molti giri di parole, non si esprime in politich­ese ma, da buon impren­di­tore, erede del­la pro­fes­sion­al­ità e del pres­ti­gio che ha reso grande l’azien­da di famiglia famosa per i gelati (è anche vicepres­i­dente del­la Cam­era di com­mer­cio di Verona), sa andar dirit­to al cuore del prob­le­ma. E così è sta­to anche l’al­tra sera nel­la sala con­veg­ni del­l’Eu­ro­con­gres­si Hotel di Cavaion, davan­ti all’assem­blea del Rotary club di Peschiera e del Gar­da Veronese. Tema del­la ser­a­ta un’ar­go­men­to-chi­ave sot­to il pro­fi­lo eco­nom­i­co e tur­is­ti­co per tut­ta l’area del bas­so lago, dove con­vivono splen­di­da­mente impren­di­to­ria alberghiera e arti­gianale, e che guar­da con conc­re­ta atten­zione allo svilup­po delle due piste aero­por­tu­ali più vicine, appun­to Vil­lafran­ca e Mon­tichiari. Due piste per un’u­ni­ca soci­età di ges­tione che guar­da allo «Svilup­po del Sis­tema Aero­por­tuale del Gar­da», l’ar­go­men­to che San­son ha trat­ta­to stuzzi­can­do le domande degli impren­di­tori e dei gior­nal­isti bres­ciani e verone­si… Sor­ride­va sot­to i baf­fi con esplici­ta sod­dis­fazione, il pres­i­dente, quan­do ha enu­mer­a­to i suc­ces­si ottenu­ti in questi anni dal­la «Cat­ul­lo spa», i cui aero­por­ti sono con­siderati a ragion vedu­ta tra i migliori in Italia per il servizio reso ai passeg­geri e per la rapid­ità di ese­cuzione dei tem­pi di sali­ta e di disce­sa dei passeg­geri, nonché di ritiro dei rispet­tivi bagagli. Ma sod­dis­fat­to, soprat­tut­to, si è det­to per il rin­no­vo del­la con­ces­sione aerea su Mon­tichiari alla «Cat­ul­lo» da parte del min­is­tero dei Trasporti, per almeno tre anni. Una ques­tione rimas­ta in bil­i­co per sei mesi e che alcune fonti davano per sicu­ra «in cas­saforte ai bres­ciani». «Ma ora occorre una svol­ta — ha det­to il pres­i­dente -. Dob­bi­amo accel­er­are i tem­pi di svilup­po per il “D’An­nun­zio” di Mon­tichiari, che van­ta l’area disponi­bile più ampia che un aero­por­to ital­iano abbia mai avu­to. Disponi­bile per l’es­pan­sione dei servizi di car­go cen­ter, per i voli char­ter, per qualche volo di lin­ea. Sti­amo investen­do uomi­ni e risorse, altro che “far morire Mon­tichiari” come qual­cuno ha accusato. «Sarem­mo dei pazzi — ha sot­to­lin­eato San­son -. Il nos­tro futuro, il futuro dei mer­cati veneti e lom­bar­di è pro­prio in quel­l’area e lì dob­bi­amo unire le nos­tre forze, met­ten­do al ban­do le con­tese politiche o le vetrine di ques­ta o quel­la per­son­al­ità. Quelle stesse con­tese che han­no imped­i­to ai bres­ciani, in cinquant’anni, di trasfor­mare una pista piena di erbac­ce in un aero­por­to civile deg­no di tale nome». Impre­sa invece rius­ci­ta agli uomi­ni del­la «Cat­ul­lo» — ha aggiun­to il pres­i­dente — che in sei mesi han­no aper­to, con 60 mil­iar­di, la «loro sec­on­da pista» e l’han­no inau­gu­ra­ta nel mar­zo ’99 alla pre­sen­za del pri­mo min­istro Mas­si­mo D’Ale­ma. E che fine ha fat­to la nuo­va soci­età di ges­tione per il «D’An­nun­zio» di cui tan­to si par­la da almeno due anni? «Atten­do seg­nali da Bres­cia ha aggiun­to San­son — so che i due pres­i­den­ti delle provin­cie di Bres­cia (Cav­al­li) e di Verona (Mer­lin) dovreb­bero incon­trar­si per super­are certe incom­pren­sioni». Le stesse che han­no imped­i­to ai soci bres­ciani del «Cat­ul­lo» (Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio) di votare il bilan­cio nel­l’assem­blea di giug­no, «per la mes­sa in sof­fit­ta del­la nuo­va soci­età di ges­tione», dove Bres­cia (com­pre­so il Comune) vor­rebbe più vis­i­bil­ità ed equi­lib­rio di quote. E la nuo­va com­pag­nia aerea bres­ciana Air Italy? «Stiano all’er­ta — sug­gerisce San­son — è facile met­ter­le in pie­di, ma è anche facile far­le morire in poco tem­po». Intan­to si cer­cano altre aree di busi­ness, come «gli hangar-offic­i­na per le com­pag­nie aeree», che in tal modo ter­reb­bero a Mon­tichiari i loro aero­mo­bili (soprat­tut­to i nuovi jet) in parcheg­gio. Altro prob­le­ma trat­ta­to, la ricon­ver­sione delle aree occu­pate dai mil­i­tari. «Una ricon­ver­sione che com­porterebbe un cos­to enorme per la nos­tra soci­età a Vil­lafran­ca, fig­uri­amo­ci per l’even­tuale futu­ra trasfor­mazione di Ghe­di». Per crescere bisogn­erà in ogni caso immet­tere gran­di cap­i­tali, forse anche esteri, forse quel­li del­la Sea di , che sem­bra stia val­u­tan­do di spostare a Mon­tichiari il set­tore dei car­go in movi­men­to a Malpen­sa. Una ser­a­ta, quel­la di Cavaion, utile anche per il Rotary di Bres­cia Sud-Est-Mon­tichiari, pre­sente alla riu­nione con il suo neo pres­i­dente Francesco Puc­cio, accom­pa­g­na­to dal­la con­sorte Elis­a­bet­ta Gnut­ti. Un ospite spe­ciale che non ha per­so l’oc­ca­sione per invitare a Mon­tichiari il pres­i­dente del «Cat­ul­lo» per un incon­tro sim­i­lare (subito accolto da San­son, rotar­i­ano anche lui per Verona Est), che prob­a­bil­mente si svol­gerà nel mese di ottobre.

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