L’ordigno individuato sul fondale Poteva finire in tragedia, come accaduto tre anni fa sull’Adriatico Ma il proprietario della barca ha preferito chiamare i carabinieri

Aggancia la bomba con l’àncora: salvo

15/08/2003 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Pote­va finire in trage­dia il ritrova­men­to di un ordig­no del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, avvenu­to nel bas­so Gar­da, vici­no alla cos­ta sirmionese. A sco­prire la bom­ba, lun­ga cir­ca 30 cen­timetri, posa­ta su un fon­dale pro­fon­do poco meno di 60 metri, non è sta­to un sub­ac­queo ma un’àn­co­ra. Già, pro­prio un’àn­co­ra lan­ci­a­ta da un diportista che, nel­lo spec­chio acqueo anti­s­tante le di Sirmione, una delle zone preferite dai tur­isti in bar­ca, ave­va fer­ma­to i motori del suo moto­scafo per pren­dere la tintarel­la con i suoi ami­ci. Calan­do l’àncora si è però accor­to di aver toc­ca­to qual­cosa di stra­no, ed ha avu­to davvero un bel fiu­to. Per­ché quel­la cosa strana che trat­tene­va la cor­da del­l’àn­co­ra l’ha insospet­ti­to. Per evitare prob­le­mi, l’uomo ha sag­gia­mente chiam­a­to i del­la motovedet­ta, in servizio a Desen­zano. Il fat­to è accadu­to domeni­ca scor­sa, ma la notizia è trapela­ta soltan­to ieri. I due cara­binieri si sono così por­tati sul pos­to e gra­zie alla dotazione di stru­men­ti che ave­vano a bor­do han­no avu­to la rispos­ta: si trat­ta­va di un ordig­no di mod­este dimen­sioni ma sicu­ra­mente anco­ra cari­co di esplo­si­vo. Se il diportista l’avesse trasci­na­to in super­fi­cie oggi, prob­a­bil­mente, avrem­mo scrit­to un’al­tra sto­ria di cronaca nera. Un fat­to anal­o­go avvenne tre anni nel mare Adri­ati­co, dove alcu­ni pesca­tori pro­fes­sion­isti pescarono un ordig­no che esplose nei pres­si del motopescherec­cio, cau­san­do la morte di due mari­nai. La notizia del rin­ven­i­men­to del­l’ordig­no è sta­ta subito comu­ni­ca­ta alla Prefet­tura di Bres­cia, che ha diram­a­to l’or­dine di pro­cedere alla delim­i­tazione del­la zona di lago inter­es­sa­ta con la col­lab­o­razione del Comune di Sirmione. Questo per impedire qual­si­asi attiv­ità di e di pesca o l’avvic­i­na­men­to di curiosi. Saran­no prob­a­bil­mente gli uomi­ni del Grup­po Som­moz­za­tori del­la Mari­na mil­itare a recu­per­are l’ordigno bel­li­co per con­seg­narlo, prob­a­bil­mente, agli arti­ficieri del­la quin­ta Direzione del Genio Mil­itare di Pado­va. Ma si trat­ta di una bom­ba minus­co­la rispet­to a quelle fat­te bril­lare sul­la ter­rafer­ma il 18 luglio 2000, a Lugana di Sirmione. Quel giorno ven­nero trasportate dal­l’ac­qua fino al molo ben 76 bombe d’aereo da 23 lib­bre cias­cu­na, un’au­t­en­ti­ca santabar­bara rin­venu­ta nelle acque di Sirmione dopo una bonifi­ca casuale oper­a­ta quan­do i sub del­la nos­tra Mari­na era­no alla ricer­ca delle famose cinque bombe a gui­da laser, sgan­ci­ate da un F15 del­la Nato in emer­gen­za il 16 aprile 1999 nelle acque del Gar­da. Una ricer­ca costa­ta anni di fatiche e di ingen­ti spese, che non ha però chiar­i­to il mis­tero di quelle bombe «intel­li­gen­ti». Mis­tero che riguar­da un solo inqui­etante aspet­to: che esplo­si­vo con­tenevano quegli ordig­ni? Davvero era innocuo? E come mai, nonos­tante il vas­to spie­ga­men­ti di mezzi e uomi­ni, non sono state più trovate? Sul­la vicen­da sem­bra essere cala­to il sipario. Men­tre, di tan­to in tan­to, riemer­gono come fan­tas­mi di una trage­dia lon­tana gli ordig­ni di aerei o di con­traerea lan­ciati durante i com­bat­ti­men­ti del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, soprat­tut­to tra il 1944 e il 1945.