L’Agenzia regionale per l’ambiente vaglia lo stato di salute del Garda: l’inquinamento industriale non c’entra

Agite subito o il lago morirà» Sotto accusa gli scarichi fognari

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Di Luca Delpozzo
Chiara Tajoli

Un anno e mez­zo fa le spi­agge di Peschiera, Sirmione e Desen­zano sono state invase dalle piante acquatiche, impro­pri­a­mente chia­mate alghe. Nel luglio di quest’anno nel Bas­so Lago si è ver­i­fi­ca­ta una strana moria di pesci e subito dopo, a Peschiera, è avvenu­to il deces­so di nove cig­ni. Fat­ti inqui­etan­ti dei quali anco­ra non si conoscono le cause (per indi­vid­uar­le occor­reran­no anni, per­ché gli stu­di ambi­en­tali sono molto lunghi) che han­no fat­to sorg­ere dub­bi sul­la salute del . A mag­gior ragione dopo che la scor­sa estate sono state chiuse cinque spi­agge a Peschiera (due dal 3 al 18 giug­no, una dal 21 agos­to al 13 set­tem­bre, una a fine luglio e un’altra il 21 agos­to) e altre due a Lazise (entrambe chiuse a fine agos­to, con la dif­feren­za che una è sta­ta ria­per­ta il 15 set­tem­bre e l’altra pochi giorni dopo) per la pre­sen­za nell’acqua di col­ifor­mi totali e fecali, bat­teri poten­zial­mente pato­geni che si trovano negli scarichi delle fog­na­ture. Del­la ques­tione si sta occu­pan­do il biol­o­go Gior­gio Franzi­ni, respon­s­abile dell’ufficio lago di Gar­da dell’Arpav (Agen­zia regionale pro­tezione ambi­en­tale) dipar­ti­men­to di Verona. «Molti riten­gono». dice Franzi­ni, «che il lago sof­fra per l’inquinamento indus­tri­ale, ma la realtà è un’altra. Il vero prob­le­ma è la pre­sen­za degli scarichi delle fog­na­ture che han­no peg­gio­ra­to la qual­ità dell’acqua, facen­do aumentare anche la pro­duzione delle alghe e, di con­seguen­za, la pos­si­bile pre­sen­za di quelle tossiche, come l’ Anabae­na lem­mer­man­nii e la micro­cys­tis le cui tos­sine provo­cano prob­le­mi gas­troen­teri­ci a chi le ingerisce. Tut­tavia bisogna sot­to­lin­eare che per provo­care dolori occorre una pre­sen­za mas­s­ic­cia di alghe nel lago e che non bas­ta bere una sem­plice sor­sa­ta d’acqua».

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