Da Sirmione a Verona, premio all’ex internato e artista

AGOSTINO ALBERTI: «Impossibile dimenticare»

26/01/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Uno dei pochi sopravvi­su­ti ai lager nazisti, l’artista e scrit­tore Agosti­no Bar­bi­eri, 92 anni nel prossi­mo mese di mar­zo, sarà pre­mi­a­to domani al palaz­zo del­la Gran Guardia di Verona per i suoi trascor­si di capo-par­ti­giano durante la guer­ra di Lib­er­azione. Ma Bar­bi­eri, nati­vo di Iso­la del­la Scala (Verona) e abi­tante a Sirmione da oltre un decen­nio, è per­son­ag­gio anco­ra più noto come artista e scrit­tore, autore di molte pub­bli­cazioni e ricerche. E pro­prio di una ricer­ca sug­li artisti tedeschi che si opposero stren­u­a­mente alla nasci­ta del nazis­mo, Bar­bi­eri par­lerà nel­la sala del­la Comu­nale di Sirmione dopodomani saba­to alle 17. Introdot­to da Michele Nocera, asses­sore alla cul­tura di Sirmione, l’ex depor­ta­to nel lager di Mau­thausen rie­vocherà la vita degli sfor­tu­nati pro­tag­o­nisti di un’arte fig­u­ra­ti­va che con­dan­nò, pri­ma di ogni altra, l’ondata di bar­barie nazista che sta­va abbat­ten­dosi sull’Europa. Bar­bi­eri si è fat­to quin­di inter­prete di questo doloroso appel­lo degli artisti scriven­do anche un libro, “L’urlo di Munch” (Van­ni­ni Editrice). Nel­la pub­bli­cazione, copia del­la quale ver­rà dis­tribui­ta gra­tuita­mente ai pre­sen­ti alla riu­nione di saba­to, l’autore pas­sa in rasseg­na le opere dei pit­tori di Dix, Pankok, fino ad arrivare agli artisti ital­iani antifascisti come Car­lo Levi, Rena­to Gut­tuso, Birol­li, Manzù, Mario Mafai ed altri. Agosti­no Bar­bi­eri è sta­to par­ti­giano subito dopo l’8 set­tem­bre con i resisten­ti di Iso­la del­la Scala nel rag­grup­pa­men­to «Lupo», inser­i­to nel movi­men­to arma­to di lib­er­azione. Bar­bi­eri, col nome di battaglia «Fuo­co», assunse il coman­do mil­itare del battaglione «Lupo» e la respon­s­abil­ità del servizio infor­mazioni nel­la zona sud pia­nu­ra. Poi l’arresto il 22 novem­bre 1944 e la depor­tazione nel lager di Mau­thausen il suc­ces­si­vo 13 dicem­bre. Alla vig­ilia dell’incontro pub­bli­co di Sirmione, Bar­bi­eri ci ha las­ci­a­to questo ulte­ri­ore mes­sag­gio: «La gior­na­ta del­la memo­ria non è che un solo giorno nel cor­so di un anno, ma per chi ha sof­fer­to la depor­tazione è sof­feren­za di tut­ti i giorni, di tutte le ore e di ogni sec­on­do per­ché è impos­si­bile dimen­ti­care com’era un cam­po di ster­minio. Come non è pos­si­bile non ricor­dare — con­tin­ua l’artista — i lunghi strazianti lamen­ti di chi sta­va esa­lan­do l’ultimo respiro, le fievoli voci invo­can­ti aiu­to, un aiu­to che nes­suno pote­va dare per­ché nel lager anche la pietà era mor­ta, lo sguar­do assente dei bam­bi­ni sep­a­rati dai gen­i­tori men­tre invo­ca­vano il loro nome, pic­coli esseri vagan­ti nel nul­la che cer­ca­vano di accostar­si ai gran­di in cer­ca di affet­to e di calore umano e che, invece, trova­vano solo il fred­do del­la morte e lo strazio del­la disperazione».

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