BUFERA SUL BRESCIANO. La prima stima ufficiale curata dalla Provincia. Polpenazze il Comune più danneggiato Danni per 15 milioni, ma le conseguenze si vedranno il prossimo anno

Agricoltura in ginocchio, e non è finita

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

È Polpe­nazze del Gar­da a guidare la poco invidi­a­bile clas­si­fi­ca dei dan­ni causati all’agricoltura e al set­tore floro­vi­vais­ti­co dal­la ter­ri­f­i­cante grand­i­na­ta dell’altra notte: 1 mil­ione e 800 mila euro per quan­to riguar­da i vigneti, altri 300 mila euro sul ver­sante olivi­co­lo, per un totale di 2 mil­ioni e 100 mila euro, cir­ca 4 mil­iar­di di vec­chie lire. Segue Pueg­na­go con 1 mil­ione e 900 mila euro, men­tre in Fran­ci­a­cor­ta — che ospi­ta anche estese colti­vazioni di mais e pianta­gioni di alberi da frut­to — il mal­tem­po ha pre­so di mira soprat­tut­to Gus­sa­go (1 mil­ione 350 mila) e Roden­go Saiano, con 1 mil­ione e 300 mila euro. La pri­ma sti­ma uffi­ciale è del set­tore Agri­coltura del­la Provin­cia: som­man­do ai dan­ni riguardan­ti il set­tore agri­co­lo (in totale 11 mil­ioni e 555 mila euro) quel­li subiti dalle serre riscal­date e dai vivai a pieno cam­po, si arri­va alla cifra di 15 mil­ioni e 55 mila euro, sup­pergiù 29 mil­iar­di e 150 mil­ioni delle vec­chie lire. Ma il prob­le­ma non è solo eco­nom­i­co, o meglio, le con­seguen­ze eco­nomiche dei dan­ni subiti — spie­gano in Bro­let­to — si riper­cuoter­an­no sul­la prossi­ma anna­ta, in quan­to la grand­i­na­ta ha dan­neg­gia­to l’apparato ripro­dut­ti­vo delle piante, sia le viti, sia gli ulivi. Un dan­no eccezionale anche per­ché ver­i­fi­catosi qua­si in prossim­ità del­la e due-tre mesi pri­ma del­la rac­col­ta delle olive. Non solo: oltre alle colti­vazioni, lamen­tano dan­ni sia le strut­ture pro­dut­tive, sia gli impianti di sosteg­no dei vigneti, men­tre in diverse zone gli ulivi sono sta­ti srad­i­cati. Fenomeni mete­o­ro­logi­ci come quel­lo degli ulti­mi giorni, che rap­p­re­sen­tano vere e pro­prie tem­peste trop­i­cali, con­fer­ma Daniele Cernil­li (condi­ret­tore del «Gam­bero rosso», la riv­ista ded­i­ca­ta al buon cibo e al bere bene), «dis­trug­gono non solo i grap­poli, ma met­tono a dura pro­va anche le viti, com’è suc­ces­so nel­la zona del Gar­da e del Bres­ciano, dove risul­tano com­pro­mes­si interi vigneti e intere aree di pro­duzione del Bar­dolino sono state rase al suo­lo». Con­tin­ua Cernil­li: «Non siamo abit­uati a chic­chi di gran­dine gran­di come pesche, da 300 gram­mi cias­cuno. E poi le pre­cip­i­tazioni improvvise e così vio­lente, non pen­e­tran­do nel ter­reno, cre­ano para­dos­salmente una situ­azione di caren­za idri­ca». In questo quadro, «il prob­le­ma del­la pro­duzione di quest’an­no e del­la sua qual­ità appare rel­a­ti­vo, rispet­to ai rischi derivan­ti da una situ­azione des­ti­na­ta a essere carat­ter­iz­za­ta sem­pre più fre­quente­mente da fenomeni quali quel­lo reg­is­tra­to nel Bres­ciano». Sec­on­do Coldiret­ti, i gran­di vini sono comunque salvi, per­chè le zone col­pite dal mal­tem­po sono gen­eral­mente solo parte del ter­ri­to­rio inter­es­sato da una Denom­i­nazione di orig­ine (Doc/Docg). Nel Bres­ciano, in par­ti­co­lare — ricor­da Coldiret­ti — i dan­ni riguardano parte del­la Fran­ci­a­cor­ta, dove si pro­ducono vini Doc e una delle 24 Docg ital­iane, e le zone Doc del Bot­ti­ci­no e del Gar­da. Ma se le bot­tiglie del­la vendem­mia 2002 non saran­no numerose, «ci si potrà riv­ol­gere a quelle, ottime, delle ultime due annate». Intan­to, per definire una strate­gia comune d’intervento, l’assessore provin­ciale all’Agricoltura Giampao­lo Man­tel­li ha incon­tra­to il col­le­ga veronese Alber­to Martel­let­to: «Ho volu­to questo incon­tro anche alla luce dell’analogia dei nos­tri ter­ri­tori, vocati per quan­to riguar­da soprat­tut­to il lago di Gar­da alla viti­coltura e all’olivicoltura, che il mal­tem­po ha mes­so in ginoc­chio con gravi danne alle col­ture e alle strut­ture», ha spie­ga­to. Nel cor­so del col­lo­quio, Man­tel­li e Martel­let­to han­no deciso di avviare un’azione con­giun­ta — in col­lab­o­razione con le Regioni Lom­bar­dia e Vene­to — pres­so i min­is­teri di Inter­no e Agri­coltura «affinché in tem­po reale siano por­tati agli agri­coltori gli aiu­ti necessari».

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