Bilancio trionfale per la manifestazione dell’Aeronautica: sui costi soltanto stime. Nessun dubbio: «Giornata azzurra» l’evento dell’anno

«Air Show», festa miliardaria

27/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Milena Moneta

Anche se la tem­per­atu­ra, con i suoi 31 gra­di, non ha penal­iz­za­to la fol­la di domeni­ca e il gra­do di umid­ità si è man­tenu­to rel­a­ti­va­mente bas­so per non infierire, forse l’assenza di ven­to oppure il trovar­si gomi­to a gomi­to, non già in mez­zo al verde ma a ridos­so del­la pista, sta di fat­to che la fol­la per tut­ta la dura­ta del­la «Gior­na­ta azzur­ra» ha prova­to la sen­sazione di «arrosti­men­to». E allo­ra, quna­do le auto­bot­ti mil­i­tari han­no neb­u­liz­za­to acqua in diver­si pun­ti dell’aerobase per dis­tribuire un po’ di refrige­rio, il piacere e l’entusiasmo si sono spre­cati, come han­no fes­tosa­mente nota­to dal­la torre di con­trol­lo. Sono state con­su­mate in questo modo sei auto­bot­ti, cir­ca 15 mila litri di acqua cias­cu­na, in totale 75 mila litri. Inoltre i mil­i­tari, vis­to che la fol­la non pote­va rag­giun­gere i rubi­net­ti dell’acqua dis­posti ai lati degli hangar, han­no provve­du­to con delle canne finchè il pub­bli­co potesse bag­nar­si a gogò tut­to il giorno. Dif­fi­cile dire quan­ta se ne sia con­suma­ta. Sin dal pri­mo pomerig­gio i pun­ti ris­toro ave­vano esauri­to le scorte, com­pre­si i 20 mila pani­ni pre­dis­posti soltan­to dai pun­ti di ris­toro del pro-Cse (Cen­tro socio educa­ti­vo di Ghe­di). Alle due solo il bar del repar­to Vip ave­va con­suma­to cinquemi­la bic­chieri di car­ta. I numerosi inter­ven­ti del­la Croce rossa, che ha fun­zion­a­to per­fet­ta­mente, sono dovu­ti qua­si tut­ti a inso­lazione, benchè molti spet­ta­tori si fos­sero provvisti, oltre che di cap­pelli­no, anche di ombrel­li e di ombrel­loni e, a sot­to­lin­eare l’atmosfera da spi­ag­gia, non sono man­cati nep­pure cos­tu­mi da bag­no e sdraio. Pre­so d’assalto anche il fur­gone delle poste. Alle ore 13 era­no ter­mi­nate le car­to­line com­mem­o­ra­tive del­la gior­na­ta con un annul­lo filatelico spe­ciale. Molto gra­di­ti i gad­get pre­dis­posti per vip e super­vip. Il man­i­festo del­la gior­na­ta, cap­pelli­no blu e magli­et­ta nera con il sim­bo­lo dei diavoli rossi sono sta­ti così gra­di­ti che qual­cuno se ne è accap­pa­ra­to da solo anche cinque o sei. Alcu­ni team di infor­mazioni fis­si e alcu­ni a squadre che si muove­vano in mez­zo alla fol­la han­no for­ni­to tutte le indi­cazioni del caso. Molto apprez­za­ti anche i prezzi fis­si sta­bil­i­ti dall’Aeronautica dai ven­ti pun­ti di ris­toro all’interno del­la base: per pren­derne visione bas­ta­va leg­gere la brochure dis­tribui­ta a chi­unque oltrepas­sasse i can­cel­li dell’aerobase. Si sono evi­tate così sor­p­rese ed ecces­sive spec­u­lazioni in modo che la fes­ta fos­se davvero tale per tut­ti. Se il fun­zion­a­men­to non ha avu­to intop­pi lo si è dovu­to anche a un pub­bli­co che ha rispet­ta­to tut­ti i con­sigli dira­mati, anche recan­dosi all’Aerobase preferi­bil­mente a pie­di e in bici­clet­ta, ser­ven­dosi dei cas­sonet­ti per buttar­ci l’immondizia o comunque per met­ter­gliela vici­no, cosi che il «day after» è appar­so molto meno dis­as­troso di quan­to si potrebbe immag­inare. Già oggi la base pro­cede­va a smontare la macchi­na orga­niz­za­ti­va in modo piut­tosto ordi­na­to. Cor­ret­to anche il deflus­so: la gente ha ascolta­to l’invito a non pre­cip­i­tar­si subito fuori dai can­cel­li una vol­ta ter­mi­na­ta l’esibizione delle , ma si è sof­fer­ma­ta mag­a­ri per vis­itare la mostra sta­t­i­ca. In questo modo alle 9 già si pote­va cir­co­lare lib­era­mente e i vig­ili han­no potu­to smontare dal lavoro. Ciò nonos­tante durante la gior­na­ta si era dovu­ta chi­ud­ere al di là di quan­to sta­bil­i­to in prece­den­za la stra­da che da Ghe­di por­ta­va all’Aerobase. A mez­zo­giorno si è imped­i­to il flus­so delle mac­chine e alle 14 anche quel­lo dei pedoni, tan­to era l’intasamento. La gior­na­ta è sta­ta all’insegna del diver­ti­men­to; chi si aggi­ra­va tra la fol­la vede­va gente stare sì col naso all’insù ma anche passeg­gia­re, chi­ac­cher­are e osser­vare quan­to le sta­va attorno. Affinchè tut­to fun­zionasse il Ses­to Stor­mo ha mes­so in pista, tra mil­i­tari civili, un migli­aio di per­sone soltan­to all’interno dell’Aerobase. Ma affinchè tut­ti potessero cantare con Moran­di «Una domeni­ca così non la potrò dimen­ti­care», quan­to si è spe­so? «C’erano gli spon­sor, e il per­son­ale e i mezzi mil­i­tari non han­no cos­ti­tu­ito una spe­sa in più e inoltre non abbi­amo anco­ra tira­to le somme», nic­chia il coman­dante Nor­dio. Tut­tavia ha affer­ma­to che la cifra totale è molto lon­tana dai 10 mil­iar­di di cui si sta vociferan­do. Da infor­mazioni rac­colte, l’ipotesi di un cos­to di poco infe­ri­ore ai 5 mil­iar­di appare comunque plau­si­bile. A chi­ud­ere con un toc­co di sim­pa­tia la gior­na­ta, l’hangar par­ty che, in ser­a­ta, si è tenu­to per salutare i col­leghi stranieri ospi­ti a Ghe­di, e ha vis­to tut­ti i pre­sen­ti abbron­za­ti ma con il seg­no degli occhiali a mo’ di masche­ri­na. Una curiosità: con tut­ta quel­la bramosia di acqua che ha acco­mu­na­to cir­ca 400 mila per­sone (la sti­ma, cred­i­bile, è fat­ta dal coman­dante delle frec­ce tri­col­ori che di fol­la ne ha vista), una per­sona si è dis­tin­ta su tutte. È sta­ta soc­cor­sa per­chè in crisi di asti­nen­za da alcol.

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