23 gravidanze nel 2000: il totale nei 16 anni di attività sale così a 280

Aiuto alla vita: islamici 12, cristiani 11

06/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Col con­cer­to di saba­to all’Au­di­to­ri­um del , con l’assem­blea pub­bli­ca e con la rac­col­ta di aiu­ti pro­mossa nelle chiese, il Cen­tro di aiu­to alla Vita di Riva ha pre­sen­ta­to alla cit­tad­i­nan­za il con­sun­ti­vo di un anno di attiv­ità. Il Cen­tro offre un aiu­to con­cre­to a donne che accetti­no di portare e ter­mine una gravi­dan­za, anche non pro­gram­ma­ta ed in con­dizioni di dif­fi­coltà. Nel 2000 sono state 23 le nascite segui­te dal cen­tro: 11 di con­nazion­ali e 12 di extra­co­mu­ni­tari. Fra gli ital­iani, in 7 casi si trat­ta di donne merid­ion­ali rimaste sole dopo un abban­dono e pre­oc­cu­pate per il futuro loro e del figlio che atten­dono; le altre sono del­la Busa. I dis­a­gi derivan­ti dal­la con­viven­za con un part­ner tossi­codipen­dente sono in dimin­uzione: era­no intorno al 50% fino al’99. Dei 12 casi di stranieri, maroc­chi­ni, tunisi­ni ed albane­si, si trat­ta per lo più di per­sone di fede islam­i­ca che attra­ver­sano pesan­ti dif­fi­coltà di inser­i­men­to. In genere si trat­ta di lavo­ra­tori in rego­la con le carte, che las­ciano metà o più del­la paga nelle spese per la casa. Con una moglie e due figli, quan­do al net­to del­l’af­fit­to res­ta un mil­ione o meno al mese, una gravi­dan­za appare una dif­fi­coltà insor­montabile. Anche se l’abor­to, nel­la mag­gio­ran­za dei casi, è estra­neo alla loro cul­tura, un aiu­to è nec­es­sario anche per­chè, iro­nia del­la sorte, con la paga dei mar­i­ti (al lor­do del­l’af­fit­to, nat­u­ral­mente) si super­a­no i lim­i­ti del min­i­mo vitale, che darebbe loro il dirit­to di essere segui­te dalle assis­ten­ti sociali. L’ac­cor­do con il Cen­tro, che è diret­to da Giuseppe Gia­copi­ni, prevede una base stan­dard che con­siste nel­la cop­er­tu­ra delle spese di lat­te e pan­no­li­ni per il pri­mo anno di vita: in genere 300.000 lire al mese. In casi più gravi è pos­si­bile prevedere un aiu­to dal­lo «scaf­fale ali­menta­re», una specie di super­mar­ket dei generi di pri­ma neces­sità. E si può arrivare anche ad una inte­grazione per l’af­fit­to, da quan­tifi­care caso per caso. Nel 2000 il Cen­tro ha eroga­to aiu­ti per 50 mil­ioni. Qua­si sem­pre la vic­i­nan­za e l’am­i­cizia con le donne ed i pic­coli con­tin­u­ano anche dopo il pri­mo anno. I volon­tari del Cen­tro (il dot­tor Gia­copi­ni ricor­da che c’è pos­to per tut­ti quel­li che abbiano voglia di dare una mano) si impeg­nano per­chè riten­gono di dover vivere così il loro cat­to­lices­i­mo. La «clien­tela» islam­i­ca non rap­p­re­sen­ta un prob­le­ma: a nes­suno, nat­u­ral­mente, ven­gono chi­este con­tropar­tite di alcun genere per l’aiu­to con­ces­so. Solo, quan­do inevitabil­mente si sentono chiedere per­chè lo fac­ciano, rispon­dono che la gen­erosità si rad­i­ca nel­la croce. E basta.

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