I volontari dell’Adan al lavoro nel grande ricovero risolta la polemica tra le due realtà che lo gestiscono

Al canile è tornata la pace

Di Luca Delpozzo
Flavio Marcolini

Cal­ci­natel­lo. Il canile San Roc­co, a Cal­ci­natel­lo, dopo il dis­se­que­stro di aprile per­ché scadu­ti i ter­mi­ni del provved­i­men­to del­la mag­i­s­tratu­ra di Bres­cia del feb­braio ’99, era sta­to affida­to ai volon­tari del­l’Adan (Asso­ci­azione dirit­ti ani­mali e natu­ra) che si era­no prodi­gati per miglio­rare la situ­azione degli ospi­ti e lan­cian­do una cam­pagna di adozioni. Il canile è sta­to quin­di ogget­to di nuove tor­tu­ose vicende. La por­tav­oce del­l’as­so­ci­azione Chiara Pat­ti­ni, è intevenu­ra per fare il pun­to del­la situ­azione. «A quel tem­po la nos­tra pre­sen­za in canile era legit­ti­ma­ta dal provved­i­men­to di seque­stro con il quale il mag­is­tra­to ave­va asseg­na­to all’as­so­ci­azione la cus­to­dia degli ani­mali già pre­sen­ti nel rifu­gio, accor­dan­dosi sul pre­ciso impeg­no di ridurne il numero, cen­sir­li, pro­cedere ad affi­di, ter­apie e ster­il­iz­zazioni. «A segui­to del dis­se­que­stro — con­tin­ua — l’as­so­ci­azione “Com­pag­ni di Stra­da” ha fir­ma­to un con­trat­to in comoda­to con la pro­pri­etaria del ter­reno, Adeli­na Abeni, per gestire la strut­tura. In ques­ta occa­sione l’Adan si era impeg­na­ta comunque ad accud­ire i pro­pri cani pre­sen­ti (cir­ca 300), rimasti dai 627, in segui­to agli affi­di com­in­ciati dopo il seque­stro. «L’ac­cor­do fra le due asso­ci­azioni sem­bra­va profi­c­uo — com­men­ta la Pat­ti­ni — tut­tavia nel cor­so di alcu­ni mesi i “Com­pag­ni di Stra­da” han­no con­ces­so la pos­si­bil­ità di accud­ire i cani nel­la strut­tura solo ad alcu­ni volon­tari del­l’Adan, rifi­u­tan­do la pre­sen­za mas­s­ic­cia di tut­ti gli asso­ciati e sim­pa­tiz­zan­ti». Uno dei motivi prin­ci­pali del dis­ac­cor­do fra i due grup­pi, sec­on­do la Pat­ti­ni, era rap­p­re­sen­ta­to dal­l’ingius­ti­fi­ca­ta richi­es­ta, avan­za­ta all’Adan dai Com­pag­ni di Stra­da, di una quo­ta fis­sa men­sile per ogni sin­go­lo ani­male pre­sente nel canile. Una spe­sa che l’Adan non pote­va affrontare, vis­to che si impeg­na­va già di acquistare cibo med­i­cine. «Pri­vati del­la pos­si­bil­ità di man­tenere l’im­peg­no iniziale — pros­egue la por­tav­oce — e non aven­do a dis­po­sizione altro luo­go atto ad ospi­tar­li tut­ti, con­sul­tan­do­ci con l’Asl di Bres­cia e di Mon­tichiari e con il Comune di Cal­ci­na­to, abbi­amo riscon­tra­to che la soluzione migliore è che la sig­no­ra Abeni si assuma la respon­s­abil­ità degli ani­mali — come uni­ca pro­pri­etaria del­la strut­tura dis­se­ques­tra­ta — coa­d­i­u­va­ta da Adan, soci e sim­pa­tiz­zan­ti». La pro­pri­etaria ha acconsen­ti­to alla pro­pos­ta e dal 5 otto­bre l’Adan è rien­tra­ta a lavo­rare nel canile, con­tin­uan­do a con­tribuire anche eco­nomi­ca­mente ai bisog­ni degli ani­mali. La Pat­ti­ni ha anche annun­ci­a­to che nel mese di dicem­bre l’as­so­ci­azione «in accor­do con la pro­pri­etaria del rifu­gio sarà pre­sente con alcu­ni banchet­ti per sen­si­bi­liz­zare i cit­ta­di­ni riguar­do al prob­le­ma del randag­is­mo e per rac­cogliere fon­di che con­tribuis­cano a man­tenere gli oltre 300 cani di Cal­ci­natel­lo». Chi volesse aiutare questi cani può ver­sare una quo­ta lib­era all’a­gen­zia n. 2 del­la Ban­ca Nazionale del Lavoro di via Cro­ci­fis­sa di Rosa sul n. 1292 (Abi 1005 e Cab 11202), oppure donare mate­ri­ale di vario genere (cop­erte, vesti­ti, strac­ci, deter­sivi, ciotole, pen­tole, sec­chi, scope, spugne, dis­in­fet­tan­ti, garze, sir­inghe, reti, can­cel­li, leg­na, segatu­ra, gior­nali). Ma si cer­cano anche per­sone che aiuti­no volon­tari del canile nel­l’­opera di accud­i­men­to degli ani­mali, anche con lavori di muratu­ra e impian­tis­ti­ca. Chi inten­desse acquisire ulte­ri­ori infor­mazioni può riv­ol­ger­si alla pro­pri­etaria Adeli­na Abeni allo 0302731690, alla sig­no­ra Mari­na allo 030.253234 oppure recar­si al canile il saba­to e la domeni­ca dalle 9 alle 12.