Molte le presenze di olandesi e danesi, che sentenziano: «Il lago è bello ma anche caro, però i servizi sono migliorati nel tempo». Gli ambulanti: «Si sente la mancanza dei tedeschi»

Al mercato tanti curiosi e pochi affari

13/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Mer­ca­to set­ti­manale del­la vig­ilia di Fer­ragos­to, sul lun­go­la­go non si riesce qua­si a cam­minare, bisogna stare in fila e far­si trasportare dal­la fol­la di tur­isti che dan­no l’assalto ai banchi, dalle loro mani però non pen­zolano sac­chet­ti e borse di acquisti come ci si aspet­terebbe. Le tes­ti­mo­ni­anze degli ambu­lan­ti sem­bra­no un ritor­nel­lo, tut­ti si lamen­tano degli affari, su una piaz­za che è la più grande del­la spon­da veronese del : oltre 200 banchi dis­posti dal munici­pio lun­go tut­to il lun­go­la­go Regi­na Ade­laide, in direzione , per poi tornare ver­so il cen­tro pas­san­do dal­la par­al­lela via San Francesco.Nella piaz­za il mer­ca­to si inter­rompe, riprende nell’ultimo trat­to di lun­go­la­go pri­ma dell’attracco del­la , va a for­mare qua­si un sec­on­do mer­cati­no. Per gli ambu­lan­ti la sta­gione non va cer­to a gon­fie vele. «Sem­pre peg­gio», attac­ca , 54 anni di Desen­zano, che vende acces­sori per auto: «ho prova­to anche a cam­biare arti­co­lo, inte­gran­do sul ban­co l’abbigliamento, ma è rimas­ta una cosa trag­i­ca, la gente non spende. A Lazise e a Bar­dolino ho persi­no ven­du­to i posti-ban­co, per­ché ci sono solo dane­si e olan­desi mor­di e fug­gi, la con­cor­ren­za cinese è mor­tale e i plateati­ci costano 600 euro all’anno, negli altri pae­si qual­cosa meno. Sono 18 anni che fac­cio questo lavoro, pri­ma con mio padre, ed è sem­pre sta­ta una buona piaz­za Gar­da, ma una crisi così non l’avevo mai vista». Il dis­cor­so non cam­bia nei banchi suces­sivi. Leoni­da Zaglio, 47 anni di Castel­n­uo­vo, vende scarpe: «C’è un tur­is­mo povero, vogliono mer­ce buona a prezzi bassi. Non rius­ci­amo a vendere scarpe oltre i 25–30 euro, se solo costano dai 40 ai 50 riman­gono lì. Anch’io ho il ban­co da 30 anni, pre­so da mio padre, Gar­da fun­ziona, ma qua dove siamo noi, dal ponte Gusa in poi, gli spazi-ban­co si riducono da sei a cinque metri ed è un po’ poco».Sezione ali­men­ta­ri. Rena­ta Ridolfi, di Pes­cant­i­na, con la famiglia vende ortofrut­ta: «Oggi abbi­amo lavo­ra­to un po’ di più, ma gli altri ven­erdì così così. Da due anni ci han­no cam­bi­a­to pos­to, dopo 40 anni che veni­amo a fare questo mer­ca­to. Pri­ma erava­mo in piaz­za, ma qui in via San Francesco il pas­sag­gio di gente è 10 volte infe­ri­ore, servi­amo soprat­tut­to clien­tela garde­sana, i tur­isti non pas­sano da ques­ta parte».Una cop­pia di tur­isti ha appe­na acquis­ta­to frut­ta e ver­du­ra, ma non han­no altre borse. John Vergeer, olan­dese, ban­car­io in pen­sione, da 10 giorni sog­gior­na al campeg­gio La Roc­ca, con la moglie. Abbron­za­ti, quan­do rac­con­tano di avere tre figli dai 30 ai 34 anni qua­si non ci si crede: «Gar­da è molto bel­la, ci veni­amo da 15 anni, il lago è molto caro da sem­pre, ma per noi è il meglio e la qual­ità dei servizi è miglio­ra­ta, il denaro viene dopo, non è un grosso prob­le­ma per noi». Famiglia fortunata.Ed ecco i rap­p­re­sen­tan­ti sin­da­cali degli ambu­lan­ti, entra­no nel det­taglio e smorzano il mal­con­tento gen­erale. Daniele Arri­go, 51 anni di Vil­lafran­ca, vende abbiglia­men­to ed è pres­i­dente dell’Apoc (asso­ci­azione provin­ciale oper­a­tori com­mer­ciali): «Le pre­sen­ze ci sono, però di scarsa qual­ità. Tut­to som­ma­to abbi­amo tenu­to le ven­dite ma man­ca com­ple­ta­mente il tedesco, che è quel­lo che spende; ci sono molti olan­desi, dane­si e qualche inglese, ma sono qua­si tut­ti campeg­gia­tori che non han­no mol­ta disponi­bil­ità. Il mio ban­co, per for­tu­na, è riv­olto soprat­tut­to all’italiano per la qual­ità degli abiti, anche con loro però non è che siano rose e fiori. I cine­si ci stan­no dan­do molto fas­tidio per­ché abbas­sano la qual­ità dell’intero mer­ca­to: ven­dono tut­ti le stesse cose, soprat­tut­to abbiglia­men­to e usano prodot­ti con col­oran­ti chimi­ci che dan­neg­giano la pelle, per­ché in Cina l’etichetta sul capo non è obbli­ga­to­ria». «Una deci­na di anni fa», pros­egue, «il mer­ca­to era molto più vario, per for­tu­na almeno abbi­amo risolto i prob­le­mi con l’amministrazione. Ora c’è col­lab­o­razione con il Comune, è sta­ta ria­per­ta via San Francesco e si è cre­ato un anel­lo di per­cor­so tra la piaz­za ed il lungolago».C’è anche chi ha dovu­to accon­tentar­si del pos­to dall’altra parte del lun­go­la­go e non sem­bra molto felice del­la posizione: Enzo Paglialun­ga, vice pres­i­dente Apoc, vende anche lui con la moglie abbiglia­men­to, abi­ta a Lazise ed è su tutte le piazze del lago da 30 anni: «Gar­da è il mer­ca­to più grande ma ha un lavoro nor­male, a dif­feren­za di Bar­dolino e Lazise che sono le piazze migliori. È un mer­ca­to spezzetta­to e divi­so nelle due aree del lun­go­la­go, il tur­ista fa fat­i­ca a seguire il per­cor­so, meglio Lazise che è cir­co­lare; così il cliente pas­sa più volte, mag­a­ri vede una cosa e poi ritor­na. Qua la gente si sperde, quan­do è arriva­ta dall’altra parte di Gar­da non tor­na cer­to indi­etro. Ad ogni modo la situ­azione è molto miglio­ra­ta rispet­to ad un tem­po: cam­bian­do il sin­da­co anche i prob­le­mi logis­ti­ci del mer­ca­to sono migliorati».Della sta­gione Paglialun­ga non si lamen­ta: «Disc­re­ta, però chi com­pra­va due o tre capi, adesso ne com­pera uno solo. Si dovrebbe fare di più per atti­rare l’italiano, che rimane il cliente migliore».In piaz­za del munici­pio c’è una famiglia di tur­isti, anche loro olan­desi. La sig­no­ra Andrea Pool sog­gior­na per tre set­ti­mane al campeg­gio Serenel­la di Bar­dolino, è il quar­to anno che ritor­na. Sposa­ta con Jan, mil­itare dell’aereonautica olan­dese in servizio a Vil­lafran­ca, due figlie, Sheleen di 16 anni e Alessia di 12, è felice di essere a Gar­da. Spese non ne ha fat­te, si è lim­i­ta­ta a girare tra i banchi: «Ci piace la vacan­za qui, ma la vita è più cara che da noi, il rap­por­to qual­ità-prez­zo però va bene».

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