Sono i comuni mantovani di Ostiglia e Revere, con la loro cucina, l’arte, la musica e il folclore, a caratterizzare la quinta settimana del Natale tra gli olivi, di qui a Capodanno

Al Natale tra gli olivi il Po scorre tra folclore, musica arte cultura

27/12/2001 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Sono i comu­ni man­to­vani di Ostiglia e Revere, con la loro cuci­na, l’arte, la musi­ca e il fol­clore, a carat­ter­iz­zare la quin­ta set­ti­mana del tra gli olivi, di qui a . Il pro­gram­ma com­ple­to delle inizia­tive messe in cantiere a Gar­da dai due cen­tri vir­giliani sarà pre­sen­ta­to nel cor­so dell’incontro pro­gram­ma­to per domani alle ore 11.30 al munici­pio garde­sano, ma già molto pos­si­amo antic­i­pare. Ad esem­pio il palazzet­to delle espo­sizioni ospiterà «Un Po di etnia», una rasseg­na delle collezioni del del Po. Il museo ha sede nel pres­ti­gioso palaz­zo gon­za­gh­esco di Revere: arti­co­la­to su quat­tro sale, rac­coglie reper­ti stori­ci e ogget­ti mod­erni legati alle attiv­ità delle popo­lazioni del luo­go, e in par­ti­co­lare al loro rap­por­to col fiume. Un’altra mostra pre­vista in ques­ta set­ti­mana man­to­vana del Natale tra gli olivi di Gar­da è quel­la dei pit­tori del Po. Da saba­to aprirà anche l’Hostaria del Po sot­to il ten­done ris­torante: le spe­cial­ità saran­no quelle delle vec­chie osterie dis­sem­i­nate lun­go gli argi­ni del fiume. Uno stand pro­por­rà poi «Cose del Po», prodot­ti del­la gas­trono­mia, dell’artigianato e del­la tradizione rurale. Si par­la del Po anche nel cor­so di un «aper­i­ti­vo let­ter­ario» saba­to pomerig­gio alle 17.30 al bar Tav­er­na, in piaz­za Cat­ul­lo: Agosti­no Super­bi pre­sen­ta «Il Po», un testo tra leggen­da, sto­ria e realtà. Ampio spazio anche per la musi­ca. Domeni­ca pomerig­gio, alle 15, al palaz­zo dei con­gres­si ver­ran­no pre­sen­tati i tesori del­la musi­cale Greg­giati. Il fon­do prende nome da don Giuseppe Greg­giati, che las­ciò tutte le sue sostanze ad Ostiglia, paese natio, com­pre­sa una bib­liote­ca ric­chissi­ma, spe­cial­iz­za­ta in argo­men­ti musi­cali. Alle 17, sem­pre al pala­con­gres­si, con­cer­to del­la cele­bre corale . Isti­tui­ta nel 1947, la for­mazione ostigliese ha un reper­to­rio liri­co, poli­fon­i­co e sacro. Innu­merevoli i con­cer­ti tenu­ti in Italia e all’estero. E’ invece pro­tag­o­nista il can­to popo­lare nel pomerig­gio di Capo­dan­no. Per le vie di Gar­da sarà pos­si­bile incon­trare Waimer Maz­za, vero e pro­prio can­tore del Po. Maz­za è di Mot­teggiana. La sua arte, il suo stile, evo­cano quel­lo dei can­tas­to­rie del pas­sato: chi non ha sen­ti­to par­lare ad esem­pio, nel Veronese, del­la mit­i­ca figu­ra del Toro­totèla che gira­va di piaz­za in piaz­za? Ebbene, Wain­er Maz­za s’aggira tra le neb­bie padane con la sua chi­tar­ra a cantare le sto­rie, gli even­ti, la quo­tid­i­an­ità di una Pada­nia «minore». Con il fiume e la gente pro­tag­o­nisti asso­lu­ti dei suoi ver­si. Dice una delle sue can­zoni: «A Man­tua ad cat ’n amich ogni can­tun, na man sa’ t gh è ad bisogn it dà dabun», «A Man­to­va tro­vi un ami­co ad ogni ango­lo, e se hai bisog­no di una mano te la dan­no davvero». E un’altra par­la del Po: «I dis ch’a sun malà, che qua­si a sun sugà, che quand ariv al mar sun qua­si da butà. Ma mé a sun mia cun­vint». Traduzione: «Dicono che sono ammala­to, che qua­si sono asci­u­ga­to, che quan­do arri­vo al mare son qua­si da buttare. Ma io non ne sono con­vin­to». Un can­to di sper­an­za, un invi­to al rispet­to del­la natura.

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