A sorpresa la partecipazione dell’ex capo della P2 al concorso internazionale Gelli, Gran Maestro di poesia

Al Venerabile, premio speciale per i versi dedicati ai miti

19/03/2003 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Dal­la P2 alla . Licio Gel­li ha parte­ci­pa­to al pri­mo con­cor­so inter­nazionale di poe­sia e «Cit­tà di Salò» vin­cen­do un pre­mio spe­ciale del­la giuria con il suo libro ded­i­ca­to ai miti, da cui è trat­to «Il seg­no del­l’ac­quario». «L’au­tore — spie­ga la moti­vazione — si pro­pone di col­le­gare i seg­ni zodi­a­cali ai miti dai quali sono sta­ti orig­i­nati. Il seg­no del­l’ac­quario, rap­p­re­sen­ta­to da un gio­vane che mesce ambrosia agli dei, nasce dal mito di Gianimede, il bel­lis­si­mo giovinet­to di cui si innamorò Giove che, per ren­der­lo immor­tale, lo pose nel fir­ma­men­to come costel­lazione di astri. Al di là del­la mera sto­ria, pure affasci­nante, restano l’im­pec­ca­bile stile dimostra­to nel­la com­po­sizione dei ver­si, la pro­pri­età e l’ampiez­za del lin­guag­gio e l’e­qui­lib­rio del verseg­gia­re a ren­dere sug­ges­ti­va una lir­i­ca di alto con­tenu­to». Gel­li non si è pre­sen­ta­to a Salò alle pre­mi­azioni, svolte­si nel salone con­sil­iare: a riti­rare la tar­ga ha manda­to il suo seg­re­tario. Il «Ven­er­a­bile» era diven­ta­to famoso quan­do, nel­la vil­la di Cas­tiglion Fiboc­chi, in provin­cia di Arez­zo, gli seques­trarono la lista degli apparte­nen­ti alla log­gia mas­son­i­ca P2. Era il 17 mar­zo ’81, gius­to 22 anni fa. In mag­gio l’e­len­co dei 962 iscrit­ti fu reso pub­bli­co dal­la Pres­i­den­za del Con­siglio. C’er­a­no numerosi nomi di politi­ci, gior­nal­isti, uomi­ni d’af­fari, diri­gen­ti dei servizi seg­reti (Miceli, Malet­ti, La Bruna, D’Am­a­to, Fanel­li, Viezzer), Giuseppe San­tovi­to, Wal­ter Pelosi, capo del Cesis, fun­zionari del Sis­de, ecc. La relazione del­la Com­mis­sione par­la­mentare d’inchi­es­ta, con­seg­na­ta ai pres­i­den­ti del­la Cam­era e del Sen­a­to nell’84, ha affer­ma­to che «le liste sono da con­sid­er­are aut­en­tiche e attendibili». Ma la Corte d’as­sise di Roma ha nega­to la fon­datez­za del­la accusa di cospi­razione, esclu­den­do che la P2 fos­se una strut­tura in gra­do di inter­ferire a un liv­el­lo diver­so da quel­lo del­lo scam­bio di favori e di rac­co­man­dazioni. Dopo l’es­pe­rien­za da fascista nel­la Rsi di Salò (la Repub­bli­ca sociale ital­iana di Ben­i­to Mus­soli­ni, che durò 600 giorni, tra il ’43 e il ’45), Gel­li si iscrisse alla mas­sone­r­ia. E, rap­i­da­mente, acquisì enorme potere, gra­zie ai lega­mi con la Cia. All’ho­tel Excel­sior, nel­la cap­i­tale, incon­tra­va politi­ci (Andreot­ti, Cos­si­ga, Craxi, Fan­fani), mil­i­tari, alti fun­zionari del­lo Sta­to, min­istri, banchieri. L’at­tiv­ità del­la P2 era fre­net­i­ca. Fra le oper­azioni trat­tate: Eni-Petron­im, il Ban­co Ambrosiano, il crack del­la Ban­ca Pri­va­ta di Michele Sin­dona, la sca­la­ta al «Cor­riere del­la Sera», il caso Cir­il­lo. Tor­na­to a vita… pri­va­ta, Gel­li, che com­pirà 84 anni il prossi­mo 21 aprile, ha inten­si­fi­ca­to l’at­tiv­ità di scrit­tore, sag­gista e poeta. Col­lab­o­ra anche a gior­nali e riv­iste («Il Piave», «Mon­do libero», «Flash», «Cul­tura & ambi­ente»). Nel ’90 si è aggiu­di­ca­to il pre­mio Dante Alighieri, nel ’91 il Magna Gre­cia, poi il Cinque Terre, il Gri­fo d’oro, lo Jaco­pone da Todi, il Cal­liope, il Delfi­no d’ar­gen­to, il Tus­col­o­rum, la Felce d’oro, il Cit­tà di Cora­to, il Man­fre­do­nia, il Pom­pei, l ‘Hall­sta­ham­mar, la Roc­ca, l’Ouse Val­ley Poet­ry. Un elen­co lunghissi­mo, come quel­lo seques­tratogli a Cas­tiglion Fiboc­chi. Nel ’96 gli ami­ci lo han­no (inutil­mente) can­dida­to al Nobel per la let­ter­atu­ra. Numerosi anche i volu­mi pub­bli­cati. Con «Miti nel­la poe­sia» Gel­li ha rice­vu­to il riconosci­men­to spe­ciale al Cit­tà di Salò, che ha vis­to la parte­ci­pazione di 670 con­cor­ren­ti.

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