L’Asl dà la caccia al tumore al seno

Al via un progetto di prevenzione

Di Luca Delpozzo
Ilaria Martini

Ques­ta sera alle ore 20.30 pres­so la sala con­sil­iare di palaz­zo Gon­za­ga a Cas­tiglione ver­rà pre­sen­ta­ta l’Associazione onco­log­i­ca dell’alto man­to­vano. Il prog­et­to, pro­mosso dal­la stes­sa dall’Asl, con il patrocinio del Comune di Cas­tiglione, è denom­i­na­to «Obbi­et­ti­vo Sereno». L’associazione ha vara­to un impor­tante prog­et­to di diag­nosi pre­coce dei tumori al seno per le donne tra i 40 e i 50 anni, da affi­an­care allo screen­ing regionale ind­i­riz­za­to alle donne tra i 59 e i 79 anni. Il prog­et­to è ind­i­riz­za­to a tutte le donne del dis­tret­to, poco più di 4mila, alle quali ver­rà invi­a­to rego­lare invi­to. La prestazione par­tirà dal 1° gen­naio e sarà esente da paga­men­to del tick­et. Ver­ran­no rac­colti dati su schede ana­gra­fiche ed effet­tuate mam­mo­grafia in sei proiezioni, visi­ta seno­log­i­ca ed even­tuale ecografia che, se pos­i­ti­va, darà luo­go all’immediato agospi­ra­to con rispos­ta cito­log­i­ca entro 48–72 ore. Se neg­a­ti­va ver­rà fis­sato un con­trol­lo bien­nale. Nei casi di pos­i­tiv­ità ver­rà con­seg­na­ta la relazione clin­i­ca per il medico curante con l’appuntamento per il pos­si­bile inter­ven­to chirur­gi­co (max 5 giorni), con il suc­ces­si­vo pro­gram­ma ter­apeu­ti­co defin­i­ti­vo: visi­ta onco­log­i­ca e/o radioter­apia. Oper­a­no in tale servizio un medico radi­ol­o­go mam­mo­grafista, un medico chirur­go, un medico oncol­o­go, un’operatrice pro­fes­sion­ale per l’inserimento e l’aggiornamento dei dati. Il tumore del­la mam­mel­la è un prob­le­ma di grande ril­e­van­za sociale: rap­p­re­sen­ta il 28% di tut­ti i tumori. Ogni anno in Italia ven­gono col­pite cir­ca 31mila donne con 11mila deces­si ogni anno. Una don­na ogni 66 donne tra i 40 e i 50 anni rischia di svilup­pare un tumore al seno. Solo il 5% dei casi si pre­sen­ta al di sot­to dei 30 anni. È la pri­ma causa di morte per neo­pla­sia nel­la don­na tra i 35 e i 55 anni. La pre­ven­zione ha un ruo­lo ril­e­vante. Una pre­ven­zione pri­maria, cioè l’eliminazione delle cause che lo provo­cano, non è pos­si­bile, essendo le cause sconosciute. I fat­tori di ris­chio di cui tan­to si par­la (famigliar­ità, ali­men­tazione, ter­apie ormon­ali, carat­ter­is­tiche ripro­dut­tive) sono solo fenomeni che si asso­ciano più fre­quente­mente alla com­parsa del tumore sen­za esserne la causa. Altret­tan­to mira­ta è la pre­ven­zione sec­on­daria, cioè la diag­nosi pre­coce, che sal­va il 71% delle pazi­en­ti e per­me­tte di real­iz­zare una chirur­gia con­ser­v­a­ti­va: l’approccio diag­nos­ti­co di tali tumori è essen­zial­mente mam­mo­grafi­co. La strate­gia diag­nos­ti­co — pre­ven­ti­va rac­co­man­da­ta dal­la Soci­età di senolo­gia e dall’American can­cer soci­ety prevede un cal­en­dario di con­trol­li in base all’età del­la don­na: dai 40 ai 50 anni, mam­mo­grafia ogni 2 anni; dopo i 50 anni, mam­mo­grafia ogni anno.