Alla presenza di Luigi Veronelli, Luciano Imbriani e Angelo Peretti si è svolta ieri mattina, sabato 13 aprile, presso lo stand del Consorzio Tutela Lugana DOC la presentazione del nuovo libro titolato “Il Lugana”.

Al Vinitaly presentato il volume “Il Lugana”

13/04/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Verona

Alla pre­sen­za di Lui­gi Veronel­li, Luciano Imbri­ani e si è svol­ta ieri mat­ti­na, saba­to 13 aprile, pres­so lo stand del Con­sorzio Tutela la pre­sen­tazione del nuo­vo libro tito­la­to “Il Lugana”. Oltre all’autore Ange­lo Peretti era­no pre­sen­ti anche il pres­i­dente del Con­sorzio Pao­lo Fabi­ani e l’editore Pao­lo Mor­gan­ti e Elis­a­bet­ta Seraiot­to del . Foltissi­ma l’affluenza di pub­bli­co com­pos­ta in mag­gior parte da gior­nal­isti spe­cial­iz­za­ti nel set­tore. Una real­iz­zazione forte­mente volu­ta dal nuo­vo diret­ti­vo del Con­sorzio Tutela, in car­i­ca dal giug­no 2001, per con­sol­i­dare l’importanza e l’immagine di questo , apprez­za­to nei sec­oli. Tes­ti­mo­ni­anze storiche certe, infat­ti, ripor­tano la par­ti­co­lar­ità del­la natu­ra, ove si real­iz­zò il felice con­nu­bio di un’e­cono­mia rurale basa­ta in prevalen­za sul­la pescosità del Lago e sul­la colti­vazione di “viti gen­erose” come ricor­da­va Ottavio Rossi nel XVII sec­o­lo. In ques­ta peniso­la visse per lun­go tem­po Gaio che esalta­va nei suoi can­ti ques­ta ter­ra ed il suo pres­ti­gioso vino bian­co. Re ed ostro­goti furono gran­di esti­ma­tori del vino Lugana, tan­to che Re Teoda­to, vis­su­to ver­so il 500 d.C., lo definì vino regale. Il Lugana è sem­pre sta­to predilet­to nei son­tu­osi banchet­ti del­la con­sul­ta nonché pres­so la corte scalig­era oltre che, e lo è anco­ra, pres­so le mense papali. Un vol­ume par­ti­co­lar­mente impor­tante per­ché trac­cia ed anal­iz­za un insieme di val­ori pro­pri di ques­ta ter­ra che, lam­ben­do le sponde del bas­so Gar­da, si inoltra lun­go le pen­di­ci delle colline moreniche toc­can­do 5 comu­ni apparte­nen­ti a 2 province (Bres­cia, Verona) ed altret­tan­ti Regioni (Lom­bar­dia e Veneto).Luigi Veronel­li, grande ed appas­sion­a­to conosc­i­tore delle terre e dei vini Lugana, a ricorda­to ai pre­sen­ti il suo mot­to, scrit­to anche nel­la pre­sen­tazione del vol­ume “Bevi il tuo Lugana gio­vane, gio­vanis­si­mo e godrai del­la sua fres­chez­za. Bevilo di due o tre anni e ne godrai la com­pletez­za. Bevilo decenne, sarai stu­pe­fat­to del­la com­pos­ta autorev­olez­za. I Lugana, cosa rara nei vini, han­no una stra­or­di­nar­ia capac­ità di far­si riconoscere. Tu assag­gi un Lugana e se sei un buon assag­gia­tore, non puoi dimen­ti­car­lo”. Ange­lo Peretti, autore dei testi, ha invece affer­ma­to che “Il Lugana è un vino notis­si­mo e forse tan­ta noto­ri­età potrebbe cos­ti­tuire un osta­co­lo. Voglio dire: siamo sicuri che i con­suma­tori abbiano davvero una cor­ret­ta percezione delle pre­rog­a­tive di questo vino? Per cer­care di capir­lo, ho dap­pri­ma ricorda­to l’im­mag­ine del Lugana offer­ta dal­la crit­i­ca vini­co­la nel cor­so degli anni, aven­do con­fer­ma che fino a giorni recen­tis­si­mi (ma in molti casi anco­ra oggi) si ten­de­va a pre­sen­tar­lo come un bian­co di facile beva e poco impeg­no. Allo­ra ho volu­to tentare di ren­dere gius­tizia a un vino che amo definire un rosso trav­es­ti­to da bian­co, aven­do dei rossi l’in­ten­sità e anche, in certe sue espres­sioni, la longevità (che buoni cer­ti Lugana d’oltre cinque anni!) e dei bianchi la fra­grante ele­gan­za. E per capire ques­ta curiosa com­mistione di carat­teri, è sta­to nec­es­sario par­tire dal­la ter­ra lugan­ista, dal Gar­da che sem­bra placida­mente assor­to finché non s’im­biz­zarrisce in tem­peste qua­si marine (per dirla con Vir­gilio), dalle argille di Lugana sec­che come pietra nei tem­pi di sic­c­ità, infide come sab­bie mobili dopo gli acquaz­zoni. Ter­ra dif­fi­cile, sul­la quale solo un grande vit­ig­no può dare otti­mi risul­tati. E il Treb­biano di Lugana un grande vit­ig­no lo è di sicuro”.