Ieri mattina la cerimonia nell’auditorium. Poi è stato proiettato, per la prima volta nel Nord Italia, il film «La figlia di Iorio». Ci sono anche 26 copie di medaglie al valor militare del Regno, tra cui quella di Gabriele D’Annunzio

Al Vittoriale i cimeli del legionario Ezio Pace

13/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ieri mat­ti­na a Gar­done Riv­iera, in occa­sione dell’anniversario del­la nasci­ta di (Pescara, 12 mar­zo 1863) i famil­iari del legionario Ezio Pace han­no dona­to al Vit­to­ri­ale i cimeli di Fiume. Ci sono la medaglia com­mem­o­ra­ti­va del­la mar­cia di Ronchi, appun­ta­ta su un labaro; 26 copie di medaglie al val­or mil­itare del reg­no, incise con i nomi di altret­tan­ti dec­o­rati, fra cui Lui­gi Riz­zo, Anto­nio Locatel­li, Elia Rossi Pas­si­van­ti, Ernesto Cabruna e lo stes­so D’Annunzio; 6 copie di medaglie al val­or mil­itare del­la repub­bli­ca ital­iana, non incise. E anco­ra: il labaro del­la sezione di , due bandiere con lo stem­ma dei Savoia, una del­la cit­tà di Fiume e altri ricor­di. Si trat­ta di tes­ti­mo­ni­anze che per­pet­u­ano la volon­tà del poeta. Saran­no col­lo­cate nel del­la guer­ra, ordi­na­to e cura­to dal finanziere Anto­nio Spa­da «che –ha spie­ga­to il suo brac­cio destro, Luciano Faverzani — è impeg­na­to in una visi­ta di Sta­to. Come ambas­ci­a­tore dell’Ordine di Mal­ta si tro­va infat­ti alle Sey­chelles, dove han­no appe­na cam­bi­a­to il pres­i­dente. Ne approf­itti­amo per ringraziare la sen­si­bil­ità del­la famiglia Pace». Alla cer­i­mo­nia, tenu­tasi nell’auditorium, han­no parte­ci­pa­to la pres­i­dentes­sa Anna­maria Andreoli, la vice Gio­van­na Cic­carel­li, il sin­da­co Alessan­dro Baz­zani e numerosi stu­den­ti. Dopo avere fat­to da tramite e da garante nel­la don­azione, Vit­to­rio Pir­lo (far­ma­cista, ex sin­da­co di Salò, ex numero 1 del­la Can­ot­tieri e dell’Ateneo) ha ricorda­to come il figlio di Ezio, Aldo Pace, abbia assolto con fer­vore le fun­zioni di seg­re­tario del­la «Legione Fiu­mana» e sia sta­to una colon­na por­tante dell’ «Asso­ci­azione ami­ci del Vit­to­ri­ale». Dieci legionari sono sepolti nel mau­soleo, col­lo­ca­to in splen­di­da posizione panoram­i­ca nel­la parte alta del Vit­to­ri­ale. Le loro urne fan­no coro­na all’arca cen­trale, che con­tiene le spoglie di D’Annunzio. «Da tutte le radi­ci di questi alberi — disse il poeta solda­to — sorg­er­an­no i nos­tri mor­ti». L’altare è for­ma­to da un mas­so dell’Adamello. Dopo la con­seg­na dei cimeli è sta­to proi­et­ta­to per la pri­ma vol­ta al Nord il film «La figlia di Iorio», regia di Mario A. Di Iorio, trat­to dal­la omolo­ga trage­dia, real­iz­za­to l’anno scor­so gra­zie ai con­tribu­ti dell’Amministrazione provin­ciale e del comune di Pescara, del­la Fon­dazione Caripe e del Vit­to­ri­ale. Gira­to in Abruz­zo (mon­ti del­la Maiel­la, grotte del Cav­al­lone, lago di Casoli, fiume Aventi­no, Abbateg­gio, cos­ta dei Tra­boc­chi, pro­mo­to­rio delle Ginestre, foce del San­gro, Caprafi­co di Guardia­grele, Lama dei Pelig­ni, ecc.), il film con­ser­va tutte le parole del testo orig­i­nale. I tagli sono sta­ti operati per ren­dere cin­e­matografi­co il lin­guag­gio teatrale, e riguardano le ripe­tizioni o le bat­tute che non c’è bisog­no di dire. Mario Di Iorio ha evi­den­zi­a­to la forza dei poten­ti, che sover­chia i deboli e gli emar­ginati, come Ali­gi e Mila, l’egoismo che rifi­u­ta la sol­i­da­ri­età, l’integrità e l’orgoglio (dis­posti a scon­trar­si con la morte, pur di non sog­giacere all’abuso), l’urlo dell’amore. Sul­lo sfon­do, un pae­sag­gio stra­or­di­nario, vivo e palpitante.