«Qui rischiamo di cancellare quarant’anni di turismo»

Albergatori sul piede di guerra

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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

La Garde­sana chiusa fino al 2002? Limone non ci sta. E non ci stan­no nem­meno ammin­is­tra­tori e alber­ga­tori dell’intero alto Gar­da bres­ciano. La frana che è cadu­ta alla Roc­chet­ta, vici­no a Riva, e che ha can­cel­la­to una trenti­na di metri di car­reg­gia­ta, è una patate bol­lente che adesso pas­sa nelle mani dei politi­ci di Provin­cia e . Il prob­le­ma è sem­plice: il prog­et­to del tun­nel elab­o­ra­to dal­la Provin­cia di Tren­to — 1250 metri di lunghez­za per 75 mil­iar­di di spe­sa, lavori ulti­mati a metà del 2002 — non deve impedire la ria­per­tu­ra in tem­pi bre­vi dell’unico col­lega­men­to fra la spon­da bres­ciana e il Trenti­no. Costi quel che costi. Altri­men­ti da Salò a Limone sono pron­ti ad affi­lare le armi. In tema di carte da met­tere sul tavo­lo, Gian­fran­co Mon­tag­no­li, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione alber­ga­tori di Limone, par­la sen­za mezzi ter­mi­ni: «È il momen­to di gio­care briscole pesan­ti». E aggiunge: «Gli alber­ga­tori limone­si non guarder­an­no in fac­cia nes­suno. Atten­di­amo le prossime mosse». E così, la pre­oc­cu­pazione che pare­va — fino a ieri — cir­co­scrit­ta o qua­si a Limone, da oggi si allarga all’in­tera spon­da occi­den­tale del Gar­da, dove si sentono «scav­al­cati» — meglio anco­ra «tra­di­ti» — nelle deci­sioni, sen­za essere sta­ti pre­ven­ti­va­mente con­tat­tati. E iniziano a fioc­care prese di posizione dure, fino a qualche giorno fa appe­na sus­sur­rate. Nodo del con­tendere non è tan­to la scelta del­la Provin­cia di Tren­to di pro­cedere alla real­iz­zazione di un nuo­vo tun­nel, che servirà a garan­tire l’in­co­lu­mità degli auto­mo­bilisti, risol­ven­do defin­i­ti­va­mente il prob­le­ma su quel trat­to di stra­da. Piut­tosto, la pre­oc­cu­pazione è mat­u­ra­ta e la polem­i­ca va esplo­den­do sul­l’al­tro inter­rog­a­ti­vo, lega­to alle pos­si­bil­ità di tran­si­to nei prossi­mi due anni, sul­l’at­tuale statale 45 bis. Questo è l’ar­go­men­to forte sul tavo­lo, attorno al quale l’anal­isi si fa più appro­fon­di­ta e sulle cui con­seguen­ze ci si inter­ro­ga. Mon­tag­no­li pre­cisa: «Garde­sana chiusa sig­nifi­ca met­tere in ginoc­chio l’e­cono­mia di tut­ta la parte occi­den­tale del Gar­da, non solo quel­la limonese. È una deci­sione dele­te­ria. Cer­ti provved­i­men­ti non van­no pre­si a porte chiuse, ma con­vo­can­do la gente e par­lan­do». Fino ad ora, nes­suno vuole credere che una maz­za­ta di queste dimen­sioni pos­sa essere davvero ammis­si­bile. Limone — oltre 50 alberghi, più di un mil­ione di pre­sen­ze tur­is­tiche all’an­no, qua­si 8000 posti let­to, un migli­aio di dipen­den­ti nel set­tore tur­is­ti­co, per buona parte prove­ni­en­ti pro­prio dal Trenti­no — sta con il fia­to sospe­so. E, con Limone, il resto del­la spon­da occi­den­tale. Da non molto tem­po, in quest’area, opera il «Con­sorzio Riv­iera dei Limoni», che rac­coglie l’ade­sione di 250 alberghi. Alla pre­sa di posizione dira­ma­ta con un comu­ni­ca­to uffi­ciale (lo ripor­ti­amo qui a fian­co) fa segui­to una dichiarazione del vice pres­i­dente, Mar­cel­lo Beschi. «In pri­mo luo­go non pos­si­amo accettare che, di pun­to in bian­co, vengano prese deci­sioni di sim­i­le por­ta­ta, sen­za che vengano inter­pel­late asso­ci­azioni dal ril­e­vante peso eco­nom­i­co come la nos­tra. Il prob­le­ma non è solo limonese, ma garde­sano, e bisogna ricor­dare che almeno l’80 per cen­to del nos­tro tur­is­mo di pas­sag­gio proviene da Riva. «Due anni di chiusura del­la stra­da potreb­bero can­cel­lare 40 anni di lavoro e pro­mozione tur­is­ti­ca. Noi cer­chi­amo col­lab­o­razione, e vogliamo anche sot­to­lin­eare che al set­tore alberghiero si accos­ta tut­to l’in­dot­to: ris­toran­ti e negozi. Al momen­to è pre­maturo par­lare di perdite eco­nomiche da parte degli oper­a­tori, ma va sen­z’al­tro ril­e­va­to che nel­la nos­tra zona il set­tore alberghiero offre occu­pazione ad almeno 7000 dipen­den­ti, oltre a quel­li impeg­nati nel­l’in­dot­to». Atmos­fera pesante, quin­di, e dichiarazioni in lin­ea da parte di Mara Samuel­li (alber­ga­trice a Gargnano): «La Garde­sana è l’u­ni­ca vera risor­sa, specie in estate. È impens­abile chi­ud­er­la così, e non cre­do sia nep­pure cor­ret­to. Con Limone dob­bi­amo muover­ci tut­ti». Le fa eco Clau­dio Arrigh­i­ni, pres­i­dente del­la Pro loco di Tremo­sine: «Siamo alla dis­per­azione, in questo modo non è pos­si­bile pros­eguire. Bisogna garan­tire la sicurez­za anz­i­tut­to, ma neces­si­ta anche sal­vare la sta­gione esti­va. A questo pun­to diviene fon­da­men­tale un coor­di­na­men­to di movi­men­ti tra gli oper­a­tori del­la “Riv­iera dei Limoni” e gli ammin­is­tra­tori locali».

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