Nuova normativa regionale cancella un contenzioso decennale tra piani regolatori e dipartimento sanità. Riscritti gli standard delle camere in armonia con l’urbanistica locale

Alberghi con le carte in regola

01/04/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La Giun­ta del Vene­to, il 21 mar­zo, ha appor­ta­to un’ impor­tante cor­rezione per il set­tore tur­is­mo alla legge regionale 33 del 2002. Sono state adeguate le super­fi­ci e le vol­ume­trie delle stanze d’albergo sul­la base degli stan­dard pre­visti pri­ma dell’entrata in vig­ore del decre­to legge numero 97 del 29 mar­zo 1995, emes­so per adeguare le dimen­sioni delle camere alle dis­po­sizioni vigen­ti nei Pae­si dell’Unione Euro­pea. Il decre­to era sta­to poi con­ver­ti­to nel­la legge 30 nel mag­gio del­lo stes­so anno. A spie­gare l’importanza del­la mod­i­fi­ca, ieri mat­ti­na all’hotel Bis­es­ti davan­ti ad una affol­la­ta assem­blea di alber­ga­tori, si sono alter­nati il pres­i­dente dell’Ugav, Giuseppe Loren­zi­ni, l’assessore regionale alla San­ità, , il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 Rena­to Pic­coli con l’intero staff del set­tore pre­ven­zione servizio igiene san­ità pubblica.«Era da 10 anni», ha det­to Loren­zi­ni, «che aspet­tava­mo ques­ta mod­i­fi­ca alla legge, che andrà a risol­vere molti prob­le­mi al set­tore alberghiero. Nel 1995 è sta­ta introdot­ta una legge che sta­bili­va ci fos­sero 3 metri di altez­za nelle stanze degli alberghi, con vol­ume­tria pari a 42 metri cubi per le camere a due let­ti, con super­fi­cie di 14 metri qua­drati. La legge però si scon­tra­va con i rego­la­men­ti edilizi e i piani rego­la­tori dei Comu­ni, che invece preve­dono altezze mas­sime di 2,70–2,80 metri, anche nell’ottica del risparmio ener­geti­co». «Ci siamo così trovati con tut­ti gli alberghi costru­iti pri­ma del 1995», ha pre­cisato il pres­i­dente Ugav, «che non era­no a nor­ma con i nuovi stan­dard emes­si dal dipar­ti­men­to del­la san­ità, il quale si scon­tra­va anche con le indi­cazioni del dipar­ti­men­to al tur­is­mo, che invece sta­bili­va che le altezze dove­vano essere det­tate dai rego­la­men­ti comunali».Ha pros­e­gui­to Giuseppe Loren­zi­ni: «La san­ità però non riconosce­va ques­ta inter­pre­tazione, quin­di quan­do rilas­ci­a­va i cer­ti­fi­cati di idoneità san­i­taria, declas­sa­va le camere da doppie a singole».La legge del 1995 prevede­va comunque una dero­ga all’applicazione per le strut­ture già esisten­ti in quel­la data, con­sen­ten­do una riduzione del­la super­fi­cie pari al 25 per cen­to per gli alberghi ad una, due e tre stelle e del 20 per cen­to per quel­li a quat­tro, cinque o cinque stelle lus­so. In parole povere, esiste­va un con­tenzioso tra dipar­ti­men­to tur­is­mo e alber­ga­tori nei con­fron­ti del dipar­ti­men­to san­ità, che non riconosce­va cor­rette le altezze delle stanze sta­bilite dai Comuni.L’assessore alla San­ità, Flavio Tosi, che ha rac­colto le istanze del­la Fed­er­al­berghi Vene­to, ha così illus­tra­to la delib­er­azione regionale: «Abbi­amo cer­ca­to di trovare una soluzione che fos­se omo­ge­nea per tut­to il ter­ri­to­rio, poiché ognuno dava inter­pre­tazioni diverse. Abbi­amo fat­to una nor­ma che aiu­ta gli oper­a­tori a lavo­rare sen­za altre norme ves­sato­rie, scrit­ta in modo sem­plice e che dove­va essere fat­ta da anni». La legge del 1995 ave­va innalza­to le super­fi­ci min­ime delle stanze, por­tan­do da 6 a 8 metri quadri le sin­gole e da 10 a 14 metri quadri le doppie.Questa nuo­va nor­ma regionale inter­es­sa il 70 per cen­to dei cir­ca 400 alberghi del­la spon­da veronese del Gar­da, in quan­to costru­iti in base a leg­gi prece­den­ti alla nor­ma­ti­va del 1995. Con l’ammodernamento degli alberghi, tutte le stanze negli anni sono state dotate di bag­no in cam­era, e tale servizio ha sot­trat­to ulte­ri­ori metri nel cal­co­lo delle super­fi­ci delle stanze.Il prob­le­ma non si pre­sen­ta, invece, per gli alberghi costru­iti dopo il 1995, poiché sono state real­iz­zate le vol­ume­trie richi­este: in questi casi le altezze sono di metri 2,70, ma è sta­ta ampli­a­ta la super­fi­cie così da rien­trare nelle vol­ume­trie pre­viste. La giun­ta regionale ha quin­di ripristi­na­to la con­dizione antecedente alla nor­ma­ti­va del 1995. La delib­era, infat­ti, dice: «L’articolo 24 del­la legge regionale 33 del 2002 deter­mi­na le modal­ità di cal­co­lo delle super­fi­ci e delle cuba­ture min­ime delle stanze d’albergo. L’articolo così for­mu­la­to ha deter­mi­na­to notevoli dif­fi­coltà di inter­pre­tazione negli stes­si pro­fes­sion­isti delle aziende san­i­tarie, chia­mati a dare appli­cazione alla nor­ma. Le nuove indi­cazioni oper­a­tive dell’articolo 24 quin­di sono: per le camere a un let­to, super­fi­ci di 8 metri qua­drati, cubatu­ra di 21,6; stanze a due let­ti, 14 metri quadri e 37,8 c. Invece per le stanze degli alberghi esisten­ti pri­ma del 1995: 6 metri quadri e 16,20 per le sin­gole; 10,5 metri quadri e 28,35 cubi per le doppie ad 1,2,3 stelle; per le cat­e­gorie supe­ri­ori e lus­so: 6,4 mq e 17,28 mc per le sin­gole e 11,2 mq e 30,24 mc per le doppie».

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