Protesta delle associazioni di categoria. I sindaci: «Non vogliamo diventare esattori». Pioggia di fax a Prodi: «La Finanziaria danneggia il turismo»

Alberghi verso la serrata

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Gli alber­ga­tori del sono sul piede di guer­ra e con­tes­tano dura­mente l’ipotesi avan­za­ta dal Gov­er­no Pro­di di inserire nel­la Finanziaria la tas­sa di sog­giorno. Una deci­sione che, se accol­ta, potrebbe portare a una ser­ra­ta col­let­ti­va delle strut­ture ricettive alberghiere del­la spon­da veronese. La provo­cazione arri­va da Giuseppe Loren­zi­ni, pres­i­dente dell’Ugav, unione garde­sana alber­ga­tori verone­si che riu­nisce più di tre­cen­to hotel. «Siamo pron­ti a tut­to per com­bat­tere una tas­sa ini­qua, che dan­neg­gia oltremo­do la nos­tra cat­e­go­ria e di rif­lesso tut­to il sis­tema eco­nom­i­co col­le­ga­to all’industria del tur­is­mo», affer­ma il tito­lare dell’hotel Garde­sana di Tor­ri, che anche sol­lecita­to dalle asso­ci­azioni alber­ga­tori dei pae­si del­la riv­iera degli olivi ha invi­ta­to i soci Ugav a spedire un telegram­ma di protes­ta al Pres­i­dente del con­siglio Pro­di e al vicepres­i­dente con del­e­ga al tur­is­mo Francesco Rutelli.Poche righe dove si chiede di «Annullare il provved­i­men­to del­la rein­tro­duzione del­la tas­sa di sog­giorno nel­la nuo­va legge finanziaria per­ché è asso­lu­ta­mente impos­si­bile per noi sop­portare altre tasse aggiun­tive con il ris­chio di chiusura di molte attiv­ità alberghiere, soprat­tut­to nel peri­o­do invernale».«Solo a sono una quar­an­ti­na i telegram­mi già inviati a Roma», dice , pres­i­dente del­la locale asso­ci­azione alber­ga­tori, «in tut­ta Italia gli oper­a­tori tur­is­ti­ci si stan­no mobil­i­tan­do e in calce a ogni telegram­ma viene indi­ca­to il numero di dipen­den­ti di cias­cu­na attiv­ità ricetti­va». Pro­fon­da­mente con­trario all’azione del Gov­er­no anche Fer­nan­do Moran­do, pres­i­dente Con­f­com­mer­cio Verona. «Tra le mis­ure più crit­i­ca­bili di una Finanziaria oppres­si­va e penal­iz­zante per le aziende del com­mer­cio, tur­is­mo e servizi, vi è la ripropo­sizione del con­trib­u­to di ingres­so e sog­giorno che colpisce forte­mente il sis­tema dell’offerta tur­is­ti­ca in una fase in cui, invece, sarebbe fon­da­men­tale sosten­erne la capac­ità com­pet­i­ti­va, vis­to che pro­prio il tur­is­mo è la pri­ma risor­sa dell’Italia. Che reazione potrà avere un tur­ista, già dis­ori­en­ta­to da clas­si­fiche alberghiere diverse da local­ità a local­ità, quan­do in un Comune gli chieder­an­no di pagare la tas­sa di sog­giorno e in quel­lo vici­no no? E quali saran­no gli stru­men­ti con­creti per incam­er­ar­la? Su una tar­if­fa media di 50 euro ques­ta nuo­va tas­sa può arrivare ad incidere fino al 10 per cen­to. Non è affat­to poco in un con­testo di mer­ca­to che richiede, al con­trario, mod­er­azione e con­teni­men­to dei prezzi».Sul fronte degli ammin­is­tra­tori pub­bli­ci è dif­fi­cile, al momen­to, strap­pare antic­i­pazioni sull’eventuale deci­sione di appli­care o meno la tas­sa di sog­giorno. «L’intenzione è quel­la di non adot­tar­la, ma poi dob­bi­amo ten­er con­to del bilan­cio comu­nale», affer­ma , pri­mo cit­tadi­no di Tor­ri, «Cer­to tro­vo assur­do che si par­li d’incremento di tur­is­mo e poi si costringa a tas­sare chi lo pro­duce. Lo Sta­to vuole trasfor­mare i sin­daci in esat­tori». «La Finanziaria non l’ho anco­ra stu­di­a­ta», ammette Ren­zo Frances­chi­ni sin­da­co di Lazise, «e quin­di non me la sen­to di dare giudizi in mer­i­to. Ho chiesto comunque al nos­tro economo di fare un’analisi in mer­i­to alle even­tu­ali nuove dis­po­sizioni statali e sono in atte­sa di vedere i numeri. In Giun­ta abbi­amo par­la­to dell’eventualità dell’introduzione del­la tas­sa di sog­giorno e l’orientamento è quel­lo di non appli­car­la». «Non con­di­vi­do ques­ta poli-tica adot­ta­ta dal Gov­er­no», affer­ma Gio­van­ni Poz­zani, asses­sore al bilan­cio di Bar­dolino, «dif­fi­cile ora dire se sare­mo costret­ti, per avere la cop­er­tu­ra finanziaria, ad adottare ques­ta tas­sa di soggiorno».

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