Sabato appuntamento a Gargnano. La scuola, nata nel 1961, è diventata il primo istituto di formazione di maitre e chef di alto livello del Bresciano: un patrimonio culturale

Alberghiero, grande ritrovo degli ex allievi

17/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gardone Riviera

Saba­to gli ex allievi del­l’Is­ti­tu­to pro­fes­sion­ale alberghiero di Gar­done Riv­iera si ritro­ver­an­no al «Mean­dro» di Gargnano per il tradizionale incon­tro d’au­tun­no. Non mancherà l’anziano pre­side, Costante Bel­let­ti. Ver­ran­no con­seg­nati riconosci­men­ti spe­ciali al pro­fes­sor Ben­i­to Cru­ciani e al bidel­lo Anto­nio Rosi­na. Vil­la Alba fu la pri­ma scuo­la del genere in Lom­bar­dia. Ce n’era una a Stre­sa, in Piemonte, l’al­tra ad Abano, nel Vene­to… L’idea nacque durante una crociera nel Mediter­ra­neo. Ne par­larono l’onorev­ole Gian­ni Pedi­ni, il diret­tore gen­erale al min­is­tero del­la Pub­bli­ca istruzione Alear­do Sac­chet­to (poi diven­ta­to pres­i­dente del Vit­to­ri­ale, dal ’64 al ’74), il pro­pri­etario del Grand Hotel (Enri­co Miz­zaro) e i respon­s­abili delle scuole alberghiere esisten­ti. Tut­ti con­cor­darono sul fat­to che Gar­done Riv­iera sarebbe sta­ta la cor­nice adat­ta, e Vil­la Alba la sede ide­ale. Ma c’era un osta­co­lo da super­are: l’ed­i­fi­cio appartene­va alla Saf­fa di , la dit­ta pro­dut­trice dei fiammiferi. Che fare? Il comune vendette uno spic­chio del par­co, autor­iz­zan­do la costruzione del­l’Eu­ro­tel. E, coi sol­di incas­sati, acquistò per 40 mil­ioni lo splen­di­do immo­bile. Molti oper­a­tori tur­is­ti­ci locali fir­marono le cam­biali, garan­ten­do il paga­men­to. Insom­ma, un’­op­er­azione che coin­volse parec­chia gente. Nel ’61 la scuo­la iniz­iò, con 23 ragazzi. Proveni­vano un po’ da tut­ta la provin­cia. Le iscrizioni furono rac­colte nel sot­toscala del munici­pio. Nei pri­mi mesi il pre­side Bel­let­ti, i pro­fes­sori e gli stu­den­ti man­giava­mo assieme ai mura­tori. In dicem­bre ven­nero instal­late le cucine. L’an­no dopo, con tre sezioni (Cuci­na, Sala-bar, Seg­rete­ria d’al­ber­go), gli allievi diven­tarono novan­ta. I seg­reti del boom imme­di­a­to? L’ar­ri­vo di due per­son­ag­gi di spic­co: Mari­no Tri­gari, maitre del Savoy, e Car­lo Pag­gi, cuo­co del Grand Hotel. Quest’ul­ti­mo ave­va avu­to tra i suoi cli­en­ti Win­ston Churchill, il capo del gov­er­no inglese. Appe­na andati in pen­sione, Bel­let­ti li con­vinse a inseg­nare. Davvero un gran colpo. Il pre­side, allo­ra, pote­va scegliere i pro­fes­sori, sen­za dover seguire le grad­u­a­to­rie. E rispon­de­va a un con­siglio di ammin­is­trazione. Tri­gari e Pag­gi rap­p­re­sen­tarono, in un cer­to sen­so, le stelle comete. L’u­ni­co difet­to? La scarsa dimes­tichez­za con la tenu­ta dei reg­istri. All’inizio gli stu­den­ti era­no ospi­tati in case pri­vate o nelle pen­sioni di Gar­done Riv­iera: Paoli­na, Gar­de­nia, ecc. E la scuo­la dava un con­trib­u­to per far fronte alle spese sostenute dalle famiglie. Il pran­zo di mez­zo­giorno, nel salone al piano ter­ra, rien­tra­va nelle ore di… eserci­tazione. D’es­tate e nel peri­o­do natal­izio i ragazzi anda­vano a fare prat­i­ca in alberghi e ris­toran­ti. Una vol­ta usci­ti, pren­de­vano le strade più svari­ate. Ivan Per­net­ti, ad esem­pio, ora ha l’al­ber­go «Baci e abbrac­ci» a Mia­mi, negli Sta­ti Uni­ti; Andrea Bulfer­etti, del «Mirella», è sta­to sin­da­co di Ponte­di­leg­no; Gian­ni Panel­la, una car­ri­era da sin­da­cal­ista (e un inten­so peri­o­do da sin­da­co di Bres­cia), era un eccel­lente cameriere. Vil­la Alba ha ospi­ta­to nomi d’al­to ran­go: Andrej Gromiko, min­istro degli Esteri del­la Rus­sia, accom­pa­g­na­to da Giuseppe Luraghi (Alfa Romeo) e Gino Luc­chi­ni; Gio­van­ni Leone, pri­ma di essere elet­to pres­i­dente del­la Repub­bli­ca; Raoul Fouller­au; l’ed­i­tore Arnol­do Mon­dadori. La scuo­la, dopo avere figlia­to le sezioni stac­cate di , sul­la spon­da veronese, Dar­fo Boario, in Val­ca­mon­i­ca, Desen­zano e Bres­cia, nel quartiere Noce, ha cam­bi­a­to sede e nome. Adesso si chia­ma «Cate­ri­na de’ Medici». Saba­to gli ex allievi — chi fa il pas­tic­cere, chi ha aper­to un’enote­ca, chi gestisce un ris­torante o un alber­go — si ritro­ver­an­no a Gargnano per ricor­dare i vec­chi tempi.