Il nuovo comitato di genitori e studenti vuole una sede unica per l’istituto che ospita 400 allievi. Si fa lezione in quattro posti, mancano palestra, cucina e sala

Alberghiero senza pace

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Di Luca Delpozzo
Alessandro Foroni

Non è più sop­porta­bile che l’Istituto alberghiero, una scuo­la supe­ri­ore con oltre 400 stu­den­ti, sia sud­di­vi­so in quat­tro suc­cur­sali diverse, apparte­nen­ti per lo più a pri­vati (cos­to 75 mila euro), e manchi inoltre di spazi adeguati per materie fon­da­men­tali come cuci­na, sala e rice­vi­men­to. Lo han­no rib­a­di­to i rap­p­re­sen­tan­ti di gen­i­tori e stu­den­ti dell’Istituto alberghiero Car­naci­na, sede stac­ca­ta di Valeg­gio, che si sono trovati per creare un comi­ta­to che si pon­ga come obi­et­ti­vo di spin­gere per la real­iz­zazione di una sede uni­ca. «Con la creazione di questo comi­ta­to», dichiara Quai­ni, rap­p­re­sen­tante dei gen­i­tori, «vogliamo ver­i­fi­care cel­er­mente quan­to ci sia di con­cre­to nelle tante promesse fat­te in questi anni, anche per­ché l’alberghiero vive una situ­azione sem­pre più dif­fi­cile». La scuo­la è attual­mente sud­di­visa in quat­tro spazi dif­fer­en­ti: l’interrato delle ele­men­tari, l’oratorio par­roc­chiale e il più grande ricre­ato­rio par­roc­chiale, inoltre un paio di stanze prese in affit­to da un pri­va­to. «È facile capire il dis­a­gio», riprende Quai­ni, «soprat­tut­to se si pen­sa che man­cano spazi per attiv­ità cur­ri­co­lari come cuci­na, sala, rice­vi­men­to, oltre nat­u­ral­mente alla palestra». Ed è dal 1992, quan­do sorse la sede stac­ca­ta del Car­naci­na, la cui sede prin­ci­pale è a , che si par­la di una sede per l’alberghiero, il quale dove­va essere col­lo­ca­to solo provvi­so­ri­a­mente nell’interrato delle scuole ele­men­tari. Poi dagli iniziali 50, gli allievi sono cresciu­ti fino a super­are quo­ta 400 e, di vol­ta in vol­ta, si affit­ta­va qual­cosa in più, con un impeg­no di spe­sa cres­cente. «Ulte­ri­ori trat­ta­tive per acquisire nuovi spazi da pri­vati sono in cor­so», con­tin­ua Quai­ni, «e spe­ri­amo ci per­me­t­tano di tirare avan­ti, ma non vor­rem­mo che questo diven­tasse un ali­bi per spostare in avan­ti la real­iz­zazione di una sede adegua­ta. Per questo inizier­e­mo una serie di con­tat­ti con Comune e Provin­cia, in modo da capire se sono sta­ti affrontati pun­ti chi­ave quali il luo­go in cui col­lo­care la nuo­va scuo­la e il prob­le­ma del finanzi­a­men­to». «Vogliamo anche coin­vol­gere l’Associazione ris­tora­tori; non dimen­tichi­amo­ci che la scuo­la è sta­ta pen­sa­ta qui pro­prio per­ché esiste una fiorente attiv­ità di set­tore». Da quan­to è emer­so nelle ultime set­ti­mane, la Provin­cia avrebbe tolto il finanzi­a­men­to di 2.582.000 euro pre­vis­to in prece­den­za nel pro­gram­ma delle opere per il 2004. La situ­azione risente del­la riduzione fon­di min­is­te­ri­ali per l’edilizia sco­las­ti­ca, che ha provo­ca­to le proteste dell’Anci (Asso­ci­azione dei Comu­ni ital­iani) e dell’Upi (Unione delle Province ital­iane), i quali han­no lan­ci­a­to l’allarme: «L’esercizio del­la fun­zione rischia di esaurir­si nel­la sem­plice manuten­zione ordi­nar­ia, com­pro­met­ten­do sia la sicurez­za sia la vivi­bil­ità degli edi­fi­ci sco­las­ti­ci». Questo il pro­gram­ma di azione del nuo­vo comi­ta­to: «Ci sarà una pri­ma fase», affer­ma Maria Tere­sa Per­sano, rap­p­re­sen­tante degli stu­den­ti, «che potrem­mo definire diplo­mat­i­ca, durante la quale cui con­tat­ter­e­mo i ref­er­en­ti isti­tuzion­ali. Poi, se non arriver­an­no le risposte che ci atten­di­amo, met­ter­e­mo in pie­di delle inizia­tive, d’accordo con i rap­p­re­sen­tan­ti dei gen­i­tori, che sen­ti­amo molto vicini».

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