Sempre sul banco, invece, Matteotti, Valandro, Daves e Ravanelli

Alberto Ballardini è il meno presente in aula

23/01/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Nel cor­so del 2000 il con­siglio comu­nale di Riva si è riu­ni­to 24 volte: così almeno risul­ta nel­la sta­tis­ti­ca degli uffi­ci comu­nali incar­i­cati di dirottare ai con­siglieri, per ogni sedu­ta, un get­tone di pre­sen­za pari a 50 mila lire lorde. In realtà c’è sta­ta anche una riu­nione inter­rot­ta sul nascere per man­can­za del numero legale; e ci sono state altre due riu­nioni «infor­mali», ded­i­cate alla (con Del­lai) e all’al­ter­na­ti­va «tun­nel lun­go» (con l’ingeg­n­er Pao­lo Ferrari).Ma al di là dei «get­toni» (che sicu­ra­mente non arric­chi­ran­no nes­suno), la sta­tis­ti­ca per­me­tte di sta­bilire la clas­si­fi­ca sia dei con­siglieri più assidui, che di quel­li meno appas­sion­ati dei lavori in aula. Sco­pri­amo così che i «sem­pre pre­sen­ti» (cioè 24 volte sui banchi) sono sta­ti il capogrup­po del­la Margheri­ta Pao­lo Mat­teot­ti, il col­le­ga di schiera­men­to Sal­vador Valan­dro e due con­siglieri di mino­ran­za: Giuseppe Ravanel­li (An) e Mario Dav­es (Comu­nità Rivana). Tra i meno affezionati ai lavori del­l’assem­blea elet­ti­va rivana la clas­si­fi­ca è invece gui­da­ta da Alber­to Bal­lar­di­ni (Ds, 15 pre­sen­ze), segui­to da Alfre­do D’Agosti­no (Margheri­ta, 18) e da Mar­co Man­zoni (Far) e Aure­lio Delai­ni (Forza Italia). Sem­pre per le sta­tis­tiche va ril­e­va­to che il con­siglio comu­nale più lun­go è sta­to di cinque ore e mez­zo, men­tre quel­lo più cor­to ha occu­pa­to i con­siglieri soltan­to per 62 minuti.La lunghez­za vari­abile dei con­sigli comu­nali intro­duce per­al­tro un altro aspet­to che la sta­tis­ti­ca non con­sid­era: l’ef­fet­ti­va pre­sen­za «in aula» al di là del­la «pre­sen­za» all’ap­pel­lo (che serve per il get­tone). Su questo ver­sante è lo stes­so pres­i­dente del con­siglio, Toma­so Bena­mati (assente una sola vol­ta e sem­pre dili­gen­te­mente inchioda­to al suo pos­to a dirigere i lavori), che non esi­ta a lan­cia­re ai con­siglieri rivani un sig­ni­fica­ti­vo appel­lo. «In aula — dice — esiste il prob­le­ma delle «com­parsate», vale a dire dei con­siglieri che arrivano, se e stan­no sedu­ti per un po’ e poi spariscono, mag­a­ri per tornare un’al­tra vol­ta dopo cena. E’ un prob­le­ma che spes­so mette in dif­fi­coltà la mag­gio­ran­za. Cre­do che vi dovrebbe essere una pre­sen­za più reale e responsabile».Detto questo, Bena­mati aggiunge anche un altro aspet­to che certe volte rende noiosi e poco oper­a­tivi i con­sigli: l’ec­ces­si­va pro­lis­sità di cer­ti inter­ven­ti. «Ma d’al­tra parte — dice — abbi­amo un rego­la­men­to che lo con­sente e io, quin­di, non pos­so far­ci nul­la. Per il resto il mio lavoro di pres­i­dente non incon­tra dif­fi­cot­tà. Ho un buon rap­por­to sia con i con­siglieri di mag­gio­ran­za che con queli di minoranza».