Il popolare conduttore televisivo avrebbe dovuto alternarsi con lo chef Gianfranco Vissani al volante dell’autovettura numero 365 «bocciata» da un giudice

Alfa Romeo ’non idonea’. Giletti escluso a sorpresa

16/05/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Daniele Bonetti

Era con­tentis­si­mo di parte­ci­pare. Mas­si­mo Gilet­ti, con­dut­tore Rai nel cuore di tan­ti tele­spet­ta­tori, parte­ci­pan­do alla avrebbe volu­to entra­to ancor di più, se pos­si­bile, in sin­to­nia con suo padre, ter­zo clas­si­fi­ca­to nel­la Frec­cia Rossa del 1952. Un impre­vis­to, però, lo ha mes­so fuori gio­co ancor pri­ma di salire sul­la mit­i­ca pedana di viale Venezia. Un giu­dice del­la Fiva ha ritenu­to la sua Alfa Romeo 8C 1900, appe­na usci­ta dal Museo del­la Casa, «non indonea» a parte­ci­pare alla Mille Miglia. Da qui la clam­orosa esclu­sione. Com­pren­si­bile l’amarezza del con­dut­tore tele­vi­si­vo e del­la stes­sa Alfa Romeo, part­ner dell’organizzazione del­la corsa.«Partecipo a ques­ta Mille Miglia per mio padre, per ricor­dar­lo e per sen­tir­mi molto vici­no alla sua figu­ra — ave­va dichiara­to Gilet­ti in piaz­za Log­gia, dove ave­va fat­to capoli­no a metà mat­ti­na­ta -: mio padre era un grande appas­sion­a­to di motori, ma anche un pilota di grande val­ore. Nel 1952 prese parte alla Mille Miglia stor­i­ca e arrivò ter­zo con la Maserati nel­la cor­sa che fu vin­ta da Mar­zot­to. Il vinci­tore ave­va una macchi­na molto più potente, mio padre com­pì un’impresa stra­or­di­nar­ia che mi ha reso molto fiero di lui».Ora la cor­sa è cam­bi­a­ta: il più veloce ha las­ci­a­to il pos­to al più rego­lare, lo ster­ra­to è sta­to sos­ti­tu­ito dall’asfalto, e i piloti del mito sono sta­ti sos­ti­tu­iti da gen­tle­man dri­ver che han­no fat­to del­la Mille Miglia una passerel­la inter­nazionale. Una man­i­fes­tazione in gra­do di atti­rare vip e non solo.Al fian­co di Gilet­ti ci sarebbe dovu­to essere lo chef Gian­fran­co Vis­sani, volto molto noto agli ital­iani, che ave­va annun­ci­a­to l’intenzione di evitare peri­colose soste ai ristoranti.«Gianfranco è un ami­co — ave­va det­to Gilet­ti -. L’altra sera, sul­la stra­da per Bres­cia, abbi­amo esplorato una bel­la fet­ta di Italia alla ricer­ca di un buon ris­torante, sco­pren­do posti che mai avrem­mo vis­to se non ci fos­si­mo prati­ca­mente persi».Vissani e Gilet­ti ave­vano annun­ci­a­to l’intenzione di alternar­si al volante dell’Alfa Romeo 1900 C numero 365. «Nes­suno di noi è un grande pilota, siamo solo aman­ti delle auto — ave­va ammes­so Gilet­ti -: per questo fare­mo a turno: all’inizio toc­cherà a lui, poi mi met­terò io al volante e sarà dif­fi­cile far­mi cam­biare postazione».Il for­fait forza­to dell’equipaggio Gilet­ti-Vis­sani non è sta­ta l’unica defezione dell’ultima ora del­la Mille Miglia 2008 rispet­to all’ordine di parten­za annun­ci­a­to dagli orga­niz­za­tori: mer­coledì ave­vano las­ci­a­to Bres­cia «mis­ter Tod’s» Diego Del­la Valle e l’attore Rena­to Pozzet­to, che avreb­bero dovu­to cor­rere insieme; una dia­tri­ba con la Mer­cedes è sta­ta invece la causa del­la rin­un­cia dell’ex pilota del­la Fer­rari in F.1 Jean Ale­si. Semaforo rosso anche per Alber­to Bom­bas­sei, ex vice-pres­i­dente di Con­find­us­tria, che ha las­ci­a­to la macchi­na al cog­na­to. In ques­ta epi­demia di Vip, il «ripescag­gio» in extrem­is di Giu­liano Canè con­sente alla Mille Miglia di sal­vare almeno la sfi­da fra i più gran­di rego­lar­isti in cir­co­lazione­mai. Ieri sera le prove spe­ciali di Bres­cia e di Desen­zano sono state trop­po bre­vi per fornire già indi­cazioni di clas­si­fi­ca, ma già ques­ta mat­ti­na nelle prove emil­iane si capirà chi potrà puntare alla vit­to­ria asso­lu­ta fra Canè, Viaro, Fer­rari e Sielecki.

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