L’Asl di Brescia illustra la situazione del lago dopo l’imponente «fioritura» delle ultime settimane. Desenzano: rete idrica a posto con la «Cabina nuova»

Alghe, acqua senza rischi

Di Luca Delpozzo

E’ la fior­it­u­ra algale più con­sis­tente degli ulti­mi anni, quel­la in atto sul­la spon­da bres­ciana del lago, anche se il fenom­e­no non è cer­to nuo­vo. Lo sot­to­lin­ea l’Asl di Bres­cia, ricor­dan­do che diver­si fat­tori (sostanze nutri­en­ti nell’acqua, par­ti­co­lari con­dizioni del baci­no idri­co, aspet­ti meteo-cli­mati­ci) con­tribuis­cono a creare le con­dizioni per­ché il fenom­e­no si ver­i­fichi. Ma la situ­azione sta miglio­ran­do grad­ual­mente e ogni allarme per la popo­lazione sarebbe ingius­ti­fi­ca­to. Cer­to, il prob­le­ma va con­sid­er­a­to con la dovu­ta atten­zione. «L’interesse san­i­tario del­la fior­it­u­ra in atto sca­tur­isce dal­la capac­ità delle specie algali indi­vid­u­ate di pro­durre sostanze tossiche (tos­sine), peri­colose per l’uomo e per gli ani­mali, anche se — per for­tu­na — con espres­sione di un quadro clin­i­co per lo più benig­no nell’uomo». Nes­sun peri­co­lo, insom­ma, dice l’Asl, che aggiunge: «Le alghe in ques­tione sono molto pic­cole e ven­gono ritenute veri e pro­pri bat­teri con qualche carat­ter­is­ti­ca sim­i­le a quel­la delle piante (foto­sin­te­si clo­ro­fil­liana), tant’è che sono denom­i­nate cianobat­teri». Due le tipolo­gie cianobat­teriche: Anabae­na e Plank­tothrix (Oscil­la­to­ria) rubescens. «La pro­duzione delle tos­sine algali non è affat­to sicu­ra e sta­bile — spie­gano i tec­ni­ci -, poten­do vari­are nel tem­po e nei luoghi di vol­ta in vol­ta, addirit­tura nel cor­so di una stes­sa fior­it­u­ra algale». L’Asl di Bres­cia ha quin­di con­dot­to i suoi con­trol­li come se fos­sero pre­sen­ti le sostanze tossiche, con­sideran­do che nel 50–75% dei casi effet­ti­va­mente le fior­i­t­ure di cianobat­teri risul­tano tossiche». Il lab­o­ra­to­rio di san­ità pub­bli­ca dell’Asl ha con­trol­la­to tut­ti i cam­pi­oni di acqua prel­e­vati dal dis­tret­to socio-san­i­tario del Gar­da «effet­tuan­do al micro­sco­pio il riconosci­men­to delle cel­lule algali e il loro con­teg­gio (numero di cel­lule per litro di acqua); ciò è molto impor­tante per­ché la peri­colosità del­la fior­it­u­ra algale per pre­sen­za di tos­sine è diret­ta­mente cor­re­la­ta alla con­cen­trazione delle cel­lule». L’Istituto supe­ri­ore di san­ità, inoltre, «sta con­ducen­do ricerche speci­fiche per indi­vid­uare esat­ta­mente l’eventuale pre­sen­za di tos­sine in cam­pi­oni di acqua del lago». Nel frat­tem­po il dis­tret­to di med­i­c­i­na vet­eri­nar­ia di Salò «ha con­trol­la­to even­tu­ali con­seguen­ze sug­li ani­mali, con par­ti­co­lare atten­zione al pesce, sen­za ritrovare fino­ra prob­le­mi sig­ni­fica­tivi; comunque si con­siglia di con­sumare il pesce cat­tura­to nel Gar­da, evis­ceran­do­lo, come di soli­to avviene». Con­clusa la sta­gione bal­n­eare, l’attenzione dei san­i­tari si è con­cen­tra­ta sull’acqua uti­liz­za­ta per il con­sumo umano, «dal momen­to che gli acque­dot­ti pub­bli­ci dei Comu­ni di Sirmione, Desen­zano, Moni­ga, Maner­ba, San Felice si approvvi­gio­nano pro­prio dal baci­no del Gar­da». L’acqua viene usa­ta dopo trat­ta­men­ti di pota­bi­liz­zazione: si trat­ta di «pro­ces­si auto­mati­ci di fil­trazione e di dis­in­fezione, che sono effi­caci nel trat­tenere anche le alghe, ma la qual­ità dell’acqua nelle reti idriche comu­nali varia sec­on­do le carat­ter­is­tiche degli impian­gi di pota­bi­liz­zazione». Lo svilup­po algale in super­fi­cie, nel­la pri­ma quindic­i­na di otto­bre, ha par­ti­co­lar­mente inter­es­sato il Bas­so Gar­da (Desen­zano e Sirmione), con con­cen­trazioni di cel­lule algali di centi­na­ia di mil­ioni per litro di acqua, esten­den­dosi poi lun­go la cos­ta ver­so Nord, fino a Gargnano, pur pre­sen­tan­do con­cen­trazioni minori nelle local­ità a set­ten­tri­one. L’acqua in pro­fon­dità (30–60 metri), dove pes­cano gli acque­dot­ti, «ha sem­pre evi­den­zi­a­to un con­tenu­to algale notevol­mente minore rispet­to alla super­fi­cie». Ques­ta la situ­azione. Sirmione : nell’acqua pota­bile, sia alla pre­sa a lago che nel­la rete di dis­tribuzione, sono sta­ti sem­pre trovati val­ori infe­ri­ori al lim­ite di 5 mil­ioni di cel­lule algali per litro (lim­ite con­sid­er­a­to dis­crim­i­nante, al di sopra del quale viene inibito il con­sumo d’acqua); comunque, poiché si è nota­to un pro­gres­si­vo incre­men­to del­la pre­sen­za algale — che il giorno 12 otto­bre ha sfio­ra­to i due mil­ioni di cel­lule per litro -, sono state pro­poste al Comune delle mis­ure di fil­trazione, a tito­lo cautel­a­ti­vo, in atte­sa dell’attivazione del nuo­vo impianto di pota­bi­liz­zazione, ormai pron­to. Tra il 15 e il 19 otto­bre la situ­azione è notevol­mente miglio­ra­ta, con con­cen­trazioni algali nell’acquedotto infe­ri­ori al mil­ione di cel­lule e pro­gres­si­va­mente in dimin­uzione. Desen­zano : l’acquedotto comu­nale cap­ta l’acqua attra­ver­so due impianti, la «Cab­i­na nuo­va» e la «Cab­i­na vec­chia». Per il pri­mo la tubazione è pro­fon­da 60 metri e l’acqua è otti­ma­mente trat­ta­ta con ozono, fil­trazione, dis­in­fezione finale con bios­si­do di cloro; tale pota­bi­liz­zazione ha elim­i­na­to com­ple­ta­mente la pre­sen­za di alghe nell’acqua pota­bile. Per la «Cab­i­na vec­chia», la tubazione è invece meno pro­fon­da (cir­ca 30 metri) e l’acqua è dis­in­fet­ta­ta con bios­si­do di cloro sen­za fil­trazione. «Il pro­gres­si­vo aumen­to delle alghe, che il 12 otto­bre scor­so han­no rag­giun­to in rete acque­dot­tis­ti­ca, la con­cen­trazione di tre mil­ioni di cel­lule per litro, ha indot­to l’Asl di Bres­cia a con­cor­dare con il Comune di Desen­zano la sospen­sione dell’approvvigionamento con tale impianto, intro­ducen­do un urgente col­lega­men­to idrauli­co per dis­tribuire ai cit­ta­di­ni l’acqua dal­la «Cab­i­na nuo­va»; tale provved­i­men­to ha notevol­mente ridi­men­sion­a­to la pre­sen­za delle alghe nell’acqua con­suma­ta dai cit­ta­di­ni (300.000 cel­lule per litro). Moni­ga, Maner­ba, San Felice del Bena­co : la situ­azione qui è abbas­tan­za uni­forme e tran­quil­la. L’acqua, cap­ta­ta a grande pro­fon­dità, «è già in parten­za di miglior qual­ità rispet­to a quel­la dei Comu­ni merid­ion­ali, con­te­nen­do, allo sta­to grez­zo, alghe fino a una con­cen­trazione mas­si­ma di 360.000 cel­lule per litro; ognuno dei Comu­ni suc­c­i­tati è dota­to di un vali­do impianto di pota­bi­liz­zazione, com­pos­to almeno da fil­trazione e dis­in­fezione, sic­ché l’acqua trat­ta­ta, des­ti­na­ta al con­sumo umano e dis­tribui­ta con gli acque­dot­ti, alla fine o risul­ta pri­va di alghe o ne con­tiene quan­tità molto lim­i­tate (mas­si­mo 30.000 cel­lule per litro).