La nuova insidia è una gelatina di colore verde

Alghe pazze: arriva l’anabaena

18/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Remo Cat­toni ha trascor­so 48 dei suoi 62 anni ad affittare barche (e ora ped­alò) nel por­tic­ci­o­lo del Bro­lio. Ma in qua­si mez­zo sec­o­lo di quo­tid­i­ana fre­quen­tazione del minus­co­lo spec­chio di lago, ricovero di imbar­cazioni da tem­pi immem­o­ra­bili, un fenom­e­no come quel­lo che ha sot­to gli occhi in questi ulti­mi tre-quat­tro giorni non lo ha mai vis­to. Trasporta­ta dal­l’on­da e dalle cor­ren­ti, ogni mat­ti­na si accu­mu­la nel por­tic­ci­o­lo una mas­sa ver­das­tra e leg­ger­mente gelati­nosa, com­pos­ta da tan­ti pic­coli fil­a­men­ti e gran­ulet­ti in sospen­sione. «E’ una mucil­lagine di lago?» — si sono chi­esti i fre­quen­ta­tori dei moli rivani. Potrebbe esser­lo, per­chè di cer­to — sen­ti­to anche l’odore di mar­cio che sale dal­la super­fi­cie del­l’ac­qua — il fenom­e­no è di tipo organ­i­co: non è da esclud­ere, sec­on­do lo stes­so Cat­toni e gli altri osser­va­tori del lago, che si trat­ti di un’al­ga pri­ma mai vista. A parte il col­ore (che come abbi­amo det­to tende al verde, un verde pisel­lo) il nuo­vo ospite del­la spon­da rivana del lago — si insin­ua anche nel canale del­la Roc­ca e nel por­to di piaz­za Cate­na; però qual­cuno dice d’aver­lo nota­to anche nel por­to di Tor­bole — ha un aspet­to sim­i­le a quel­lo che pro­duce la fari­na gial­la quan­do viene but­ta­ta a fred­do nel paio­lo e non è anco­ra rap­pre­sa dal calore del­la fiamma. Per sve­lare il mis­tero di ques­ta poltiglia, brut­ta a ved­er­si, abbi­amo chiesto lumi, ieri, alla dot­tores­sa Chiara De Francesco, del lab­o­ra­to­rio provin­ciale di anal­isi di por­to San Nicolò. «Abbi­amo prel­e­va­to dei cam­pi­oni già ven­erdì — ci ha det­to — Si trat­ta effet­ti­va­mente di un’al­ga mono­cel­lu­lare, l’an­abae­na, pre­sente da sem­pre nel lago. Le chi­azze era­no già state notate in pas­sato nel bas­so Gar­da. Ma a Riva sono una novità, prob­a­bil­mente lega­ta a par­ti­co­lari situ­azioni cli­matiche. E’ un fenom­e­no da tenere d’oc­chio, non c’è dub­bio, e da chiarire. Da parte nos­tra cercher­e­mo di capire i motivi di ques­ta anomalia».