Se alghe e macrofite sono tenute sotto stretta osservazione un motivo c’è: la loro presenza può provocare seri danni.

Alghe pericolose anche per bagnanti e navigazione

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Di Luca Delpozzo
c.t.

E non si trat­ta tan­to di prob­le­mi che potreb­bero causare ai moto­scafi (all’intasamento del cir­cuito di raf­fred­da­men­to che potrebbe aspi­rar­le) o all’ambiente (se l’acqua si abbas­sa trat­ten­gono i rifiu­ti atti­ran­do i topi. Tan­to che a Peschiera in questi giorni il grup­po eco­logi­co del paese sta provve­den­do allo sfal­cio mec­ca­ni­co delle piante acquatiche attorno alle mura con un’apposita imbar­cazione provvista di fal­ci­atrice). Il vero prob­le­ma è un altro: più aumen­tano le alghe più aumen­ta il ris­chio che si dif­fon­dano anche quelle tossiche, Anabae­na lem­mer­man­nii e micro­cys­tis in tes­ta. Pro­ducono tos­sine che se ven­gono ingerite provo­cano seri prob­le­mi gas­troen­teri­ci. Di qui il ris­chio per i bag­nan­ti, oltre che per gli ani­mali che vivono nell’acqua. Un fenom­e­no che fino­ra non si è mai man­i­fes­ta­to in modo peri­coloso sul , ma che comunque viene sem­pre tenu­to sot­to stret­to con­trol­lo. Sen­za con­sid­er­are che una vari­azione con­sis­tente del numero delle alghe preesen­ti nel lago è anche indice che nell’acqua qual­cosa non va. Una sor­ta di carti­na tor­na­sole, quin­di, che aiu­ta gli stu­diosi a risalire alla causa del fenomeno.

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