Per Ags ogni temporale provoca sversamenti nel Garda non gestibili dal collettore nonostante le migliorie. Zanetti: «Anticrittogamici e detersivi responsabili dell’aumento del fosforo»

Alghe, sotto accusa l’agricoltura

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La pre­sen­za di fos­fati che nelle acque del Gar­da si trasfor­mano in nutri­en­ti delle alghe deri­va non tan­to dagli sver­sa­men­ti del col­let­tore, ben­sì dal dilava­men­to dei campi trat­tati con prodot­ti chimi­ci e dai deter­sivi non dis­sol­u­bili pre­sen­ti nelle acque bianche che scar­i­cano diret­ta­mente a lago: lo dice Vit­tori­no Zanet­ti, pres­i­dente dell’, ente gestore del sis­tema di col­let­ta­men­to sub­lacuale del­la spon­da veronese del Garda.«Non sono cose che mi inven­to», spie­ga Zanet­ti, «si trat­ta di dati rac­colti da isti­tu­ti sci­en­tifi­ci che sono sta­ti illus­trati in un con­veg­no tenu­tosi a Gar­da nel mar­zo del­lo scor­so anno».All’origine di ques­ta ali­men­tazione forza­ta che por­ta all’incremento di pro­duzione delle alghe, inclusa quel­la Anabae­na lem­mer­man­nii poten­zial­mente tossi­ca, ci sarebbe dunque un fenom­e­no che poco ha a che vedere con l’efficienza del col­let­tore veronese; un’efficienza per altro rib­a­di­ta da Zanet­ti. «Negli ulti­mi anni abbi­amo spe­so diver­si mil­ioni di eruo per lavori di incam­i­ci­a­men­to inter­no del­la con­dot­ta sub­lacuale che, oggi, ha lim­i­ta­to al mas­si­mo le pro­prie perdite». «Diver­so», pros­egue il pres­i­dente di Ags, «è quel­lo che può suc­cedere in caso di for­ti tem­po­rali: il col­let­tore non riesce a rac­cogliere oltre alle acque nere anche quelle bianche frut­to delle piogge cadute. È in quei momen­ti che ci sono gli sversamenti».La con­fer­ma arri­va dai dati rel­a­tivi al pri­mo semes­tre 2006: in quel peri­o­do sver­sa­men­ti effet­tuati dai due col­let­tori, veronese e bres­ciano, sono sta­ti pari allo 0,18 per cen­to delle acque trat­tate; le per­centu­ali mag­giori di scari­co a lago coin­ci­dono con i mesi più piovosi.«Questi fenomeni», con­tin­ua Zanet­ti, «dipen­dono dal­la mas­sa d’acqua mete­or­i­ca scar­i­ca­ta da for­ti piogge e dal sis­tema fog­nario mis­to, acque bianche e nere, che con­voglia nel col­let­tore mag­giori quan­tità rispet­to alle por­tate del­lo stes­so cal­co­late per le sole acque nere».Il sis­tema fog­nario dei Comu­ni, cioè, dovrebbe sep­a­rare acque bianche e nere: lo ha rib­a­di­to Michele Bertuc­co, pres­i­dente di Legam­bi­ente Verona, e lo con­fer­ma Zanet­ti, pur non negan­do «la dif­fi­coltà per gli enti locali di affrontare inter­ven­ti cos­tosi e com­p­lessi, soprat­tut­to per i cen­tri storici».Zanetti ricor­da anche l’investimento di 16 mil­ioni, stanziati da Ags e Gar­daUno (ente gestore del col­let­tore del­la spon­da garde­sana bres­ciana) per il poten­zi­a­men­to del depu­ra­tore con­sor­tile di Peschiera, al quale arrivano le due con­dotte sub­lacuali. «I lavori sono già sta­ti appal­tati e dovreb­bero par­tire appe­na ulti­ma­ta ques­ta sta­gione esti­va. L’intervento si con­clud­erà nel 2008, quin­di occor­rerà tem­po pri­ma che l’impianto pos­sa depu­rare tut­to ciò che por­tano i due col­let­tori. Nel frat­tem­po resterà oper­a­ti­vo il by-pass real­iz­za­to pro­prio per sop­perire a ques­ta insuf­fi­cien­za e che scar­i­ca diret­ta­mente nel Mincio».Zanetti tor­na sul­la sua posizione: anche l’aumento del­la capac­ità idrauli­ca del depu­ra­tore non potrà inter­a­gire con l’afflusso nel Gar­da di acque che rac­col­go­no gli anti­crit­togam­i­ci e altre sostanze chimiche uti­liz­zate nell’agricoltura.«So che nel lago Mag­giore, dove si parti­va da una situ­azione ben più dram­mat­i­ca, sono sta­ti ottenu­ti buoni risul­tati. Come? Con provved­i­men­ti mirati a ridurre l’uso di queste sostanze. Dunque si può fare qual­cosa; ma anche in questo caso ser­vono la volon­tà e gli inves­ti­men­ti, e non cer­to da parte delle sole realtà locali». «Sul Gar­da», sot­to­lin­ea Zanet­ti, «le con­cen­trazioni di queste sostanze e la pro­duzione algale, con­tin­u­a­mente mon­i­torate, dimostra­no di subire un peg­gio­ra­men­to ma si trat­ta di un proces­so lento e la situ­azione non è così allar­mante. Una ragione in più per ragionare su cosa fare in con­cre­to per inver­tire la tendenza».Un invi­to all’operatività che è lo stes­so del sin­da­co di Peschiera, , il quale nei pri­mi anni del suo manda­to ha dovu­to fron­teggia­re emer­gen­ze causate da maree di alghe che invade­vano le rive e i por­ti. «Pen­so che l’allarmismo di questi giorni sia ecces­si­vo e più peri­coloso per la nos­tra econo­mia tur­is­ti­ca che per i bag­nan­ti. Ci sono meno sver­sa­men­ti, dal depu­ra­tore non escono più cat­tivi odori e l’acqua del lago non è mai sta­ta così puli­ta. L’Arpav fa il suo ruo­lo e legge i dati ma il vero prob­le­ma, se c’è un prob­le­ma, è trovare una soluzione evi­tan­do che, come la soli­to, i Comu­ni siano las­ciati soli. Un’altra occa­sione per rimpian­gere un’autorità di baci­no del Gar­da autono­ma», con­clude Chin­car­i­ni annun­cian­do l’incontro tec­ni­co, fis­sato pri­ma dell’allarme alghe, al depu­ra­tore con­sor­tile di Peschiera per il prossi­mo 25 luglio.