Assente solo l’Arpav all’incontro indetto dalla Comunità per coordinare i tecnici delle tre Regioni. Frau: «Atteggiamento in linea con la lontananza della Provincia»

Alghe, Verona snobba il vertice

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Ieri alle 9,30, a solo mezz’ora dall’inizio del­la riu­nione indet­ta una set­ti­mana fa dal­la Comu­nità del Gar­da in accor­do con le tre Agen­zie region­ali per la pre­ven­zione e pro­tezione ambi­en­tale di Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no, Attilio Tac­coni, diret­tore del dipar­ti­men­to di Verona dell’Arpav, fa sapere che non parteciperà all’incontro sul­la qual­ità delle acque per impeg­ni di lavoro. Comu­ni­ca di aver del­e­ga­to il respon­s­abile dell’Ufficio lago di Gar­da, Gior­gio Franzi­ni, che però si sape­va avere prob­le­mi inderogabili.Così, per par­lare tra le altre cose del­la fior­it­u­ra algale apparsa la set­ti­mana scor­sa, del­la ipo­tiz­za­ta orga­niz­zazione di un Cen­tro di stu­di sul Gar­da e per decidere di far par­tire a breve un cen­si­men­to degli scarichi a lago, i gran­di assen­ti sono sta­ti pro­prio gli esper­ti verone­si, quel­li che stan­no tenen­do sot­to osser­vazione l’acqua del­la Riv­iera degli Olivi. All’incontro, dura­to poco più di un’ora e pre­siedu­to da Pier­lu­cio Cere­sa, seg­re­tario gen­erale del­la Comu­nità, han­no così parte­ci­pa­to solo i col­leghi Anto­nio Dal Miglio, diret­tore del dipar­ti­men­to di Bres­cia dell’Arpa lom­bar­da con il respon­s­abile dell’ufficio lago di Gar­da com­pe­tente Mat­teo Galviati e Chiara De Francesco, diret­tore dell’ufficio tutela delle acque dell’Appa di Tren­to. Anche questi ulti­mi, al ter­mine del­la sedu­ta, si sono dileguati las­cian­do al dot­tor Cere­sa e al pres­i­dente Frau il com­pi­to di tirare le fila di ques­ta con­cer­tazione non com­ple­ta, da una set­ti­mana concordata.«Abbiamo insis­ti­to affinché da Verona arrivasse qual­cuno, ma non pote­vano del­e­gare nes­suno. In ogni caso», pre­cisa Cere­sa, «la riu­nione è sta­ta profi­cua. I respon­s­abili delle agen­zie per l’ambiente pre­sen­ti, sem­pre tra loro in con­tat­to, han­no fat­to sapere che il tap­peto di alghe è scom­par­so e che il fenom­e­no ril­e­va­to la set­ti­mana scor­sa è lega­to al cli­ma. Si è pure riscon­tra­to sul lago Mag­giore nel 2005 e si è è risolto». Però il prob­le­ma c’è sta­to. Tan­to è vero che le ric­og­nizioni quo­tid­i­ane in lago era­no subito scat­tate per val­utare la quan­tità di Anabae­na lem­mer­manii pre­sente. «La nor­ma­ti­va ital­iana è molto sev­era e i val­ori lim­ite sono i più restrit­tivi, tan­to che sta per esserne approva­ta una nuo­va che cam­bierà tut­ti i para­metri legati alla qual­ità delle acque di bal­neazione», ricor­da Cere­sa. Viene il dub­bio che sarà un legge como­da, fat­ta per pren­dere atto che ormai il lago ha un tas­so di ele­men­ti organi­ci irre­versibile. «Non abbi­amo cer­to ragion­a­to in questi ter­mi­ni», pun­tu­al­iz­za Cere­sa, «Anzi. Abbi­amo con­corda­to che ci saran­no incon­tri ogni tre mesi per mon­i­torare il lago. E poi si è par­la­to di pro­muo­vere un’indagine che fac­cia il cen­si­men­to degli scarichi a lago. Potrebbe par­tire tra qualche giorno, vis­to che ora i liv­el­li sono bassi, per cui incar­icher­e­mo una per­sona di uscire in bar­ca e fotogra­far­li». L’incarico potrebbe dato pro­prio dal­la Comu­nità, «ma agirem­mo sem­pre con le agen­zie per l’ambiente per avere un col­lega­men­to scientifico».Poi spet­terà ai Comu­ni dar­si da fare: «È inutile avere un depu­ra­tore e un sis­tema di col­let­ta­men­to cir­cum­lacuale che fun­zio­nano se poi ci sono reti fog­nar­ie che non divi­dono acque nere da acque bianche», dice Cere­sa rib­aden­do quan­to avreb­bero sostenu­to gli esper­ti delle due Agen­zie per l’ambiente pre­sen­ti. Intan­to Frau, ‚che durante la notte non è sta­to bene e per questo ha affida­to al dot­tor Cere­sa la con­duzione dell’incontro, com­men­ta: «È vero che il dipar­ti­men­to Arpav di Verona fa capo alla Regione, ma l’assenza di Verona rispec­chia il fat­to che anche la Provin­cia scalig­era è fuori dal­la Comu­nità del Gar­da. Pren­do atto che non sono venu­ti e cre­do che ciò rispec­chi l’atteggiamento del lato veronese del Gar­da, spero che Comu­ni e cit­ta­di­ni ne pren­dano atto a loro vol­ta. Da parte mia ho già pre­so un appun­ta­men­to con i respon­s­abili dell’Istituto per lo stu­dio degli eco­sis­te­mi del Cnr (Cen­tro nazionale di ricerche) di Roma, che ha sede a Ver­ba­nia di Pal­lan­za e che stu­dia i prob­le­mi delle acque dol­ci, pro­prio per fare il pun­to sul­la situ­azione del Garda».L’incontro sarà il 24 agos­to. Frau ha par­la­to anche di isti­tuire un cen­tro di stu­di lim­no­logi­ci con Pal­lan­za, in col­lab­o­razione con le tre Arpa: «Chiederò una “branch” (cioè una specie di sezione ram­i­fi­ca­ta) per il Gar­da. Non so dire dove potrebbe avere sede». Forse a Verona? «Pri­ma affron­ter­e­mo la ques­tione anche con gli ammin­is­tra­tori dei Comu­ni che sono nel­la Comu­nità. Va tenu­to con­to di chi met­terà a dis­po­sizione spazi. Intan­to, dopo il col­lo­quio avu­to con il pre­siedente del­la Provin­cia Elio Mose­le, atten­do di sapere se questo ente rien­tr­erà a fare parte del­la Comunità».Attualmente tra i pae­si verone­si ader­en­ti ci sono Bren­zone, Tor­ri, Bar­dolino, Gar­da. Man­cano Mal­ce­sine, Peschiera, «Lazise dovrebbe rien­trare, men­tre l’entroterra è con noi», affer­ma Frau.

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