La voce si è rapidamente sparsa nella serata di lunedì: «il casello della finanza», l'antica dogana dell'imperial regio governo del Tirolo meridionale, è stato venduto.

Alienato edificio storico

28/06/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

La voce si è rap­i­da­mente sparsa nel­la ser­a­ta di lunedì: «il casel­lo del­la finan­za», l’an­ti­ca dogana del­l’im­pe­r­i­al regio gov­er­no del Tiro­lo merid­ionale, è sta­to ven­du­to. Un fat­to di per sé del tut­to nor­male, per la ver­ità. Una com­praven­di­ta, come tante altre avven­gono tra pri­vati cit­ta­di­ni. È cer­to però che se la com­praven­di­ta riguar­da questo pic­co­lo edi­fi­cio sul por­to di Tor­bole, cari­co di sto­ria e al tem­po stes­so tan­to grazioso e pit­toresco, la cosa cam­bia. Per lo meno, incu­rio­sisce. E parec­chio, vis­to che se ne par­la e se ne spet­te­go­la molto tra tor­bolani. Per giun­ta — dice una fonte «ben infor­ma­ta» — ven­du­ta ad un pae­sano. Un tor­bolano, in ogni caso, sconosci­u­to e che per ora anco­ra non si è riv­e­la­to. Ammes­so che il fan­tomati­co com­pra­tore tor­bolano sia.Il prez­zo? In questi casi, di soli­to, quel­lo real­mente ver­sato non trapela. Ma la fonte (sem­pre quel­la «ben infor­ma­ta») spara una cifra vici­no ai 600 mil­ioni. Un’enor­mità, se si con­sid­era l’e­si­gu­i­tà degli spazi calpesta­bili del­la caset­ti­na. Dis­pos­ta su due piani (piano ter­ra e pri­mo piano), con­sideran­do la scala inter­na, si arriverà a mala­pe­na ai 30/35 metri qua­drati, anche meno.Come dire 20 mil­ioni al metro quadra­to. Prati­ca­mente un capric­cio per un ama­tore orig­i­nale. Però, vuoi met­tere possedere quel­la pic­co­la e sin­go­lare ex dogana, tan­to sim­i­le alla caset­ta dei sette nani? In tan­ti se ne sono, in effet­ti, innamorati. Anzi, pare che all’a­gen­zia immo­bil­iare, incar­i­ca­ta del­la ven­di­ta, si sia pre­sen­ta­to più di un inter­es­sato a com­per­are. Anche se, tut­to som­ma­to, non si capisce per cosa farsene. I locali, infat­ti, sono piut­tosto angusti. Poi c’è la pri­va­cy: ques­ta del tut­to inesistente. In prat­i­ca è come stare in mez­zo ad una piaz­za, sot­to lo sguar­do di tut­ti, quan­do si entra o si esce. Abit­abile, se non per pochi giorni di ferie, non sem­bra quin­di pro­prio. In realtà, fino­ra l’an­ti­ca dogana, per la quale dove­vano pas­sare a far con­trol­lare bagagli e mer­ci i nos­tri non­ni per rag­giun­gere l’I­talia e vicev­er­sa l’Aus­tria, fino­ra è sta­ta ben poco uti­liz­za­ta. Fino all’an­nes­sione del Trenti­no alla «madre patria» fu, appun­to, sede del pos­to di guardia del­la finan­za. Poi passò ad una facoltosa cop­pia milanese. Lui la usa­va, fre­gan­dosene del­la pri­va­cy, come garçon­nière: gli bas­ta­va starsene lon­tano dagli occhi del­la moglie, rac­con­ta un tor­bolano che dal­l’ho­tel Gar­da, ricor­da anco­ra l’e­s­po­sizione al ven­to dei seni pro­rompen­ti del­la gio­vane amante sul pic­co­lo bal­cone. Pec­ca­to, rac­con­ta anco­ra lo stes­so, che la gio­vane amasse anche andarsene in bar­ca con un coeta­neo, focoso bar­caio­lo di Tor­bole, sem­pre pron­to alla bisogna. Poi per anni non s’è vis­to più nes­suno. All’inizio degli anni Ottan­ta, ci fu un altro cam­bio di pro­pri­età. La vedo­va cedette alle insis­ten­ze di Michele Tobli­ni, scom­par­so un paio d’an­ni fa: un mat­tac­chione di cui si ricor­dano anco­ra le spas­sose estrosità e gli scherzi. Comunque pure lui un tor­bolano, che di tan­to in tan­to tor­na­va al paese, pren­den­do allog­gio nel suo «casel­lo», da cui ama­va uscire di mat­ti­no in vestaglia rossa e cia­bat­te, capel­li rit­ti in tes­ta, per andarsene al vici­no bar per il pri­mo caf­fè. Una peri­o­do breve. Già nell 1985, anche lui cedette la pro­pri­età del­la caset­ta. Ques­ta vol­ta ad un tedesco. Lo stes­so che, a quan­to si dice con insis­ten­za, avrebbe ven­du­to in questi giorni.