Un investimento di 300 milioni per riaprire i vecchi percorsi storici che collegavano il comune di Ferrara alla val d'Adige

Alla riscoperta dei vecchi sentieri

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Antonella Traina

Un inves­ti­men­to di 300 mil­ioni per riaprire i vec­chi per­cor­si stori­ci che col­le­ga­vano il comune di Fer­rara alla val d’Adi­ge. Il prog­et­to riguar­da cir­ca dieci chilometri dì sen­tieri, che dal Comune di Brenti­no rag­giun­gono Naole e che è sta­to com­mis­sion­a­to dal­la Comu­nità mon­tana del . I pri­mi lavori di sis­temazione e ripristi­no dovreb­bero iniziare a giorni, per con­clud­er­si poi entro mar­zo 2001. Ad eseguir­li sarà il cor­po regionale fore­stale del­lo sta­to. n trac­cia­to attra­ver­sa anche i Comu­ni di Brenti­no e San Zeno di Mon­tagna, ma ricade prin­ci­pal­mente nel ter­ri­to­rio di Fer­rara. «Da Pian di Fes­ta, attra­ver­so il Pas­so del Casel­lo arriv­i­amo alla local­ità Gam­bori e, di qui, all’or­to botan­i­co di Novez­za», spie­ga il sin­da­co Guer­ri­no Coltri. «Poi, dal­la poz­za del pas­tori attra­ver­so il sen­tiero delle mule giun­giamo alla mal­ga Val­fred­da per finire poi a Naole. Di fat­to, m questo modo, arriv­i­amo a col­le­gare i due ver­san­ti del Bal­do, ma il pun­to d’ar­ri­vo prin­ci­pale, o meglio il per­no attorno a cui ruo­ta tut­to il prog­et­to, è l’or­to botan­i­co che vor­rem­mo val­oriz­zare in modo particolare».I lavori preve­dono la sis­temazione di una serie di cartel­li che indi­cano meta e chilome­trag­gio, la dis­po­sizione di una seg­nalet­i­ca oriz­zon­tale, che indi­ca il sen­tiero, ma soprat­tut­to la pulizia e la risis­temazione di alcu­ni trat­ti par­ti­co­lar­mente inter­es­san­ti anche dal pun­to di vista stori­co culturale.«Il sen­tiero delle mule, ad esem­pio,» spie­ga il sin­da­co, «è così chia­ma­lo per­ché una vol­ta era uti­liz­za­to da quan­ti anda­vano sul Bal­do alla ricer­ca di erbe offic­i­nali, che veni­vano ripor­tate a valle appun­to car­i­cate nel bas­to dei mun. Ma ci sono anche la stra­da del Crior, che funge­va da col­lega­men­to fra la val d’ Adi­ge e la mon­tagna. La stra­da det­ta del­la Pertea attra­ver­sa­va tut­to il ter­ri­to­rio del­la mal­ga Gam­bon per arrivare a quel­la chia­ma­ta Praz­zonego, sul monte Cuc­co, vici­no alla local­ità Albarè. Per­cor­si che a noi oggi dicono poco. ma che sono sfati i tragit­ti uti­liz­za­ti abit­ual­mente per sec­oli dal­la gente di montagna».

Parole chiave: