I nostri tesori nel Parco del Garda

Alla scoperta del Bus del luff

Parole chiave: -
Di Redazione
Silvano Bertoletti

Una breve e inter­es­sante escur­sione nel Bres­ciano par­tendo dal Rifu­gio Campei de Sima 1017 m. gesti­to dall’Associazione Nazionale Sezione Monte Suel­lo Salò.

Il rifu­gio si tro­va nel comune di Toscolano Mader­no rag­giun­gi­bile da Gaino per la val delle Cam­er­ate e la val di Campiglio, fino al ponte del Rilo, dove si las­cia la macchi­na per pros­eguire a pie­di con la pos­si­bil­ità di rag­giun­gere il Rifu­gio per tre itinerari.

Il pri­mo per la stra­da che por­ta al P.sso del­la Fob­bi­o­la sent. N° 7 e sent.N° 3 biv­io per il Rifu­gio, il sec­on­do sen­tiero N° 22 per i tre campei e il ter­zo N° 7b per la Sel­va Scu­ra, con­sigli­a­bile se fa molto caldo.

L’escursione che illus­tri­amo oggi è inter­es­san­tis­si­ma e breve, è la visi­ta alla grot­ta (cuel de la val de le grote) Bus del Luf.

Il tem­po di per­cor­ren­za è di cir­ca trenta minu­ti solo anda­ta, ma per chi si adden­tra nel­la got­ta, non c’è nes­sun peri­co­lo (munir­si di tor­cia elettrica)e l’occasione di vedere da vici­no, meglio non toc­care, pen­sare che per for­mare le sta­lag­mi­ti la goc­cia d’acqua ha imp­ie­ga­to mil­ioni di anni e se toc­chi­amo la sta­lag­mite formi­amo una invis­i­bile pati­na sul­la sua super­fi­cie e la goc­cia d’acqua scivola via e si inter­rompe il for­mar­si del calcare.

Dal­la chieset­ta inti­to­la­ta alla Madon­na del­la Neve nei pres­si del Rifu­gio si prende il sen­tiero N° 22 indi­cazione Bus del Luf, dopo cinque minu­ti si arri­va alla sel­l­et­ta dove si tiene la sin­is­tra o Il sen­tiero, man­te­nen­dosi in quo­ta, taglia tut­to il crinale a 1068 m. e sbu­ca in un pianoro con vista sul­la con­ca di Campei, sul Piz­zoc­co­lo e lo Spino.

Si pros­egue dirit­ti e, dopo poco, si arri­va dove il sen­tiero scende alla grot­ta; pic­co­la digres­sione a sin­is­tra e tro­vi­amo un pun­to panoram­i­co sul baci­no del­la Valvesti­no e sot­to di noi la sel­vaggia Val di Ves­ta. con l’omonimo lago che entra nel­la valle come un fiordo.

Ritor­ni­amo sui nos­tri pas­si e iniziamo a scendere

Arriv­i­amo a spun­toni di roc­cia che scen­dono da Cima Pra­calvis: all’ultimo spun­tone, la grotta.

Per entrare, non c’è nes­sun peri­co­lo, fate però atten­zione a non scivolare.

La grot­ta è dis­pos­ta in sali­ta, la parte più inter­na è ador­na­ta di sta­lat­ti­ti e sta­lag­mi­ti col­or rosa. Ne vale la pena!

Parole chiave: -