Dagli incunaboli all’opera più piccola del mondo. Tutti i segreti dei libri spiegati ai bambini di elementari e medie

Alla «Ugo da Como»

24/01/2006 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Daniele Bonetti

Far vedere come nasce un libro, apprez­zarne la fat­tura e provare a crearne uno: questo pro­por­rà la di Lona­to con il lab­o­ra­to­rio «La sto­ria del libro: sup­por­ti e stru­men­ti del­la scrit­tura. Dal mano­scrit­to alla stam­pa», riv­olto alle clas­si di quar­ta e quin­ta ele­mentare e a quelle delle medie infe­ri­ori di tut­ta la Provin­cia. Gli incon­tri, che si ter­ran­no il lunedì e il mer­coledì mat­ti­na su preno­tazione, preve­dono un impeg­no di cir­ca tre ore, dalle 9 alle 12, scan­dite in tre momen­ti: in pri­mo luo­go gli stu­den­ti vis­it­er­an­no gli ambi­en­ti del­la casa- pre­stando mol­ta atten­zione ad alcu­ni lib­ri esposti nela . Ogget­to dell’attenzione dei vis­i­ta­tori saran­no alcu­ni incun­aboli, i pri­mi lib­ri a stam­pa, fra cui una Bib­bia del 1484 e il libro «Let­tera di Galileo a Madama Cristi­na di Lore­na», il più pic­co­lo del mon­do che misura 1,6 centrimetri di altez­za per 1,1 di larghez­za. La sec­on­da fase del­la pro­pos­ta preved­erà una car­rel­la­ta attra­ver­so i tem­pi su come l’uomo ha affronta­to il prob­le­ma di las­cia­re tes­ti­mo­ni­an­za scrit­ta del suo pas­sag­gio: questo avviene attra­ver­so l’uso di dia­pos­i­tive com­men­tate e al con­tat­to diret­to con veri fogli papiro, cala­mai, penne d’oca e alcune serie di carat­teri mobili in met­al­lo. L’ultima fase degli incon­tri con le clas­si sarà ded­i­ca­ta al lab­o­ra­to­rio oper­a­ti­vo nel cor­so del quale gli alun­ni delle clas­si ele­men­tari scriver­an­no, decor­eran­no e col­or­eran­no con la pen­na d’oca o il calamo il tito­lo e il capo­let­tera di una breve favola di Esopo e un seg­nal­i­bro con l’iniziale del pro­prio nome che resterà loro. Gli alun­ni del­la scuo­la media affron­ter­an­no invece le dif­fi­coltà del­la com­po­sizione teor­i­ca di una for­ma tipografi­ca per real­iz­zare un fas­ci­co­lo. Per la lezione saran­no uti­liz­za­ti carat­teri mobili recu­perati da alcune tipografie del­la zona.

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