Il presidente del sodalizio ha illustrato i 25 anni di attività del gruppo e il progetto di un nuovo edificio. L’appello ai comuni del Basso Garda, «Così amplieremo la sede di Desenzano»

«All’Anffas un euro ad abitante»

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il prossi­mo mese di novem­bre l’ di Desen­zano taglierà il tra­guar­do dei 25 anni, e ai sin­daci di 12 local­ità del­la zona ha pre­sen­ta­to il prog­et­to per la costruzione di nuo­vo edi­fi­cio, vici­no alla sede attuale, in via Durighel­lo, nel­la zona delle poste di Riv­oltel­la. Il pres­i­dente Gian­fran­co Bertolot­ti, ex asses­sore comu­nale, riper­corre il cam­mi­no com­pi­u­to. «Ren­zo Tira — ricor­da Bertolot­ti, nel cor­so di una ser­a­ta del Lions club “Desen­zano ”, guida­to da Car­lo Man­del­li, svoltasi al Monas­tero di Soiano. — ha com­in­ci­a­to con cinque ragazzi, nei locali all’interno del­la casa di riposo, in via Gram­sci, cre­an­do (all’inizio) un cor­so di for­mazione pro­fes­sion­ale, poi trasfor­ma­to in Sfa, un servizio che inserisce i dis­abili in un tirocinio o in una attiv­ità. L’impegno è grad­ual­mente aumen­ta­to: i due cen­tri socio educa­tivi, per i più gravi, la comu­nità allog­gio di via Goito (ora gesti­ta dal­la asso­ci­azione Mam­rè), l’apertura del­lo sportel­lo di ascolto per le famiglie». Il pres­i­dente spie­ga che, ora, ven­gono segui­te 55 per­sone. Giun­gono dal­la Valte­n­e­si e dai pae­si del Bas­so lago. C’è chi lavo­ra all’interno del­la strut­tura, real­iz­zan­do ogget­ti da dis­tribuire per regali o vendere sui mer­ca­ti­ni. E poi le numerose uscite: in pisci­na, in mon­tagna, sui campi di ten­nis, di boc­ce e di cal­cio («abbi­amo una nos­tra squadra, inoltre ci rechi­amo spes­so al Rig­a­mon­ti per assis­tere alle gare del Bres­cia»), a teatro («ogni anno rap­p­re­sen­ti­amo una com­me­dia»). L’ultima espe­rien­za, da un anno e mez­zo, è l’ippoterapia. Diego Mel­loni, il ter­apista che si occu­pa di questo prog­et­to, spie­ga che, al cen­tro «Spia d’Italia», in ter­ri­to­rio di Lona­to, vici­no alla sali­ta del Tira­col­lo, han­no com­in­ci­a­to otto ragazzi. Ora sono 15. Il cav­al­lo, Taffy, è un purosangue inglese. «Al pas­so, ripro­duce i movi­men­ti dell’uomo — spie­ga Diego, un bolog­nese che ha abban­do­na­to il mestiere di odon­totec­ni­co per trasferir­si sul , inseren­dosi in un mon­do com­ple­ta­mente diver­so -. I pri­mi giorni ero pre­oc­cu­pa­to che potesse cap­itare qual­cosa. Ma in breve, gra­zie a Taffy, i ragazzi han­no trat­to gran­di ben­efi­ci, impara­n­do a relazionar­si nel tem­po e nel­lo spazio. Un par­ti­co­lare curioso. Alcu­ni, all’inizio del cor­so, dis­eg­na­vano la loro tes­ta molto grossa, e il cor­po pic­col­i­no, come se si sen­tis­sero rat­trap­pi­ti. Al ter­mine, invece, le dimen­sioni dei dis­eg­ni sono cam­bi­ate». «In occa­sione delle nos­tre nozze d’argento — riprende Bertolot­ti — abbi­amo chiesto al comune di inti­to­lare una stra­da a Tira. E poi con­fidi­amo di portare a ter­mine rap­i­da­mente il nos­tro prog­et­to, già approva­to. Adesso siamo dis­lo­cati in tre strut­ture diverse: lo Sfa alla casa di riposo, un Cse nelle ex scuole di S.Martino e l’altro Cse (con la sede ammin­is­tra­ti­va) in via Durighel­lo: costru­ito nel 2003, ci ha con­sen­ti­to di las­cia­re la casci­na sot­to l’ospedale di Monte Croce. Ebbene, il munici­pio ci ha mes­so a dis­po­sizione un ter­reno con­tiguo alla sede di via Durighel­lo, dove inten­di­amo edi­fi­care un altro fab­bri­ca­to, in modo da riu­nifi­care tut­ti i nos­tri servizi. Un inves­ti­men­to da 800 mila euro. Noi, come Anf­fas, coprire­mo il 50%. Per quan­to riguar­da la parte rima­nente, abbi­amo coin­volto i 12 comu­ni del­la zona (Sirmione, Desen­zano, Lona­to, Poz­zolen­go, Bedi­z­zole, Cal­vagese, Padenghe, Maner­ba, Moni­ga, Soiano, Polpe­nazze e Pueg­na­go), invi­tan­doli a con­tribuire per alcu­ni anni con un euro ad abi­tante. Con­fidi­amo di iniziare i lavori nel 2006, e com­ple­tar­li nei pri­mi mesi del 2007». Il Lions Alta Veloc­ità ha deciso di restare vici­no ai dis­abili, dan­do loro un aiu­to con­sis­tente. «Sono ragazzi solari — assi­cu­ra Diego -. Stan­no bene con se stes­si, e giois­cono di cose minus­cole». Il sin­da­co di Desen­zano, Fioren­zo Pien­az­za: «Han­no la capac­ità di costru­ire e creare, con nat­u­ralez­za e spon­taneità. Dob­bi­amo far­ci cari­co delle loro esi­gen­ze». E Bertolot­ti ha let­to la stra­or­di­nar­ia di Ger­da Klein, ded­i­ca­ta alla figlia Jen­ny, sim­i­le a un gat­ti­no sen­za coda, che sente una musi­ca diver­sa, ha le ali corte e va pro­tet­ta. «Jen­ny è come una rosa blu, del­i­ca­ta e bel­lis­si­ma. Ma le rose blu sono così rare che ne sap­pi­amo poco, trop­po poco. Sap­pi­amo solo che han­no bisog­no di essere curate di più. Di essere amate di più».

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