Alberi sradicati, sentieri stravolti o cancellati per lunghi tratti, pericolo di frane La Valsorda vuole essere ascoltata Affi e Cavaion sollecitano interventi di bonifica e sicurezza sul torrente

Allarme ambiente.

Di Luca Delpozzo

Affi — All’inizio del­lo scor­so autun­no, uno degli ulti­mi for­ti tem­po­rali ha provo­ca­to lo sradica­men­to e la cadu­ta di decine di piop­pi che crescono nell’alveo del tor­rente Val­sor­da che da Incaf­fi scorre fino a : i sen­tieri ed i per­cor­si lun­go il fon­dovalle sono sta­ti stra­volti o can­cel­lati per alcune centi­na­ia di metri, così come in alcu­ni pun­ti, lo stes­so tor­rente è sta­to devi­a­to dai tronchi cadu­ti. La Val­sor­da è una valle sca­v­a­ta dal tor­rente omon­i­mo all’interno di deposi­ti moreni­ci qua­ter­nari, che pre­sen­ta sin­go­lari calanchi e pirami­di di ter­ra dovu­ti all’erosione, oggi ricop­er­ti da una veg­e­tazione lus­sureg­giante, dom­i­na­ta da alti piop­pi e con una flo­ra umi­da rara. «Pro­prio il ter­reno moreni­co, facil­mente erodi­bile e fran­abile, ci ha già costret­ti due anni fa ad un inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to del­la stra­da comu­nale sul ver­sante destro del­la valle» — spie­ga il sin­da­co di Affi Car­lo De Beni -. «Ora ci vor­rebbe un inter­ven­to organ­i­co del­la Fore­stale per sis­temare e bonifi­care tut­to l’alveo, toglien­do quel­la veg­e­tazione che dis­trugge le stesse briglie di con­teni­men­to del tor­rente». Lavori di sis­temazione e con­teni­men­to dell’erosione con la costruzione di mura­ture di sosteg­no e di appo­site briglie, ven­nero real­iz­zate dal­la Fore­stale nel sec­o­lo scor­so per pre­venire eson­dazioni nel paese di Bar­dolino. I gran­di e mas­s­ic­ci piop­pi, «albare» in dialet­to, possiedono una rap­i­da cresci­ta in altez­za a cui non cor­risponde un adegua­to appa­ra­to rad­i­cale, inser­i­to in un ter­reno insta­bile come quel­lo moreni­co; si trat­ta di gigan­ti dai «pie­di d’argilla» che pos­sono venir srad­i­cati da repen­tine folate di ven­to, inde­boli­ti anche da un mas­s­ic­cio assalto di edera che ne avvinghia i tronchi, sof­fo­can­doli. Anche il sin­da­co di Cavaion Gian­car­lo Sabai­ni da diver­si anni sostiene la neces­sità di un inter­ven­to con­sis­tente di bonifi­ca del­la Fore­stale lun­go tut­ta la valle. «Nel 1998, gra­zie ad un prog­et­to inter­co­mu­nale tra Affi, Cavaion e Bar­dolino, con il con­trib­u­to del­la Provin­cia abbi­amo recu­per­a­to alcu­ni per­cor­si tradizion­ali in Val­sor­da, tabel­lan­doli e seg­na­lan­doli, ma ora questi risul­tano spes­so imper­cor­ri­bili dal­la cadu­ta di questi gran­di alberi. Sono nec­es­sari inter­ven­ti urgen­ti pri­ma delle piogge pri­maver­ili che, ingrossan­do il tor­rente, potreb­bero provo­care effet­ti — diga con la veg­e­tazione cadu­ta, orig­i­nan­do frane lun­go la valle e pos­si­bili eson­dazioni nel ter­ri­to­rio di Bar­dolino». Gli inter­ven­ti sono pos­si­bili in quan­to l’alveo del tor­rente, sot­to­pos­to a vin­co­lo idro — geo­logi­co, è di pro­pri­età demaniale.