Legambiente, Italia Nostra e Comitato parco colline moreniche puntano l’indice contro il proliferare di passeggiate, piste ciclabili, darsene e pontili che mettono a repentaglio l’habitat costiero del Benaco

«Allarme, così scompare il lago»

Di Luca Delpozzo
e. s.

Sal­vare le sponde nat­u­rali del Gar­da. Fin che si è in tem­po. È pre­ciso l’appello che Legam­bi­ente, Italia Nos­tra e Comi­ta­to par­co han­no deciso di lan­cia­re in questi giorni. Nel miri­no delle tre asso­ci­azioni ambi­en­tal­iste sono fini­ti i numerosi inter­ven­ti che mod­i­f­i­cano e stravol­go­no le rive del più grande lago ital­iano, deter­mi­nan­do una strisciante quan­to pesante mod­i­fi­ca o dis­truzione dell’habitat naturale.Sotto accusa sono finite passeg­giate a lago, piste cicla­bili, pon­tili e darsene, muret­ti, por­ti, costruzioni. I rep­p­re­sen­tan­ti delle tre asso­ci­azioni, Cristi­na Milani per Legam­bi­ente, Gabriele Loviset­to per il par­co e Rossana Bet­tinel­li per Italia Nos­tra, han­no deciso di atti­vare una forte mobil­i­tazione, ma anche una decisa azione di con­trasto dei prog­et­ti che riguardano le rive del Bena­co che sono pat­ri­mo­nio di tutti.Quella cam­pagna degli anni ’70«Se il Gar­da muore è per sem­pre», recita­va effi­cace­mente lo slo­gan del­la cam­pagna lan­ci­a­ta negli anni Set­tan­ta dalle sezioni del Wwf di Vene­to, Lom­bar­dia e Trenti­no. Allo­ra i nemi­ci del­la regione garde­sana era­no le nuove autostrade, il cemen­to, nuovi por­ti tur­is­ti­ci, le zone indus­tri­ali che avreb­bero por­ta­to sul lago più auto, rumore, inquina­men­to, spi­agge super­af­fol­late, meno qui­ete, meno aria e acqua pulite. A dis­tan­za di qua­si mez­zo sec­o­lo i peri­coli sono rimasti invariati. Anzi, com’era preved­i­bile sono aumen­tati. Per­ché alla costruzione di nuovi hotel, inse­di­a­men­ti tur­is­ti­ci, sec­onde case, si sono aggiunte le innu­merevoli inizia­tive che coin­vol­go­no diret­ta­mente le rive del lago.«Si sono molti­pli­cati i prog­et­ti e le real­iz­zazione di inter­ven­ti che coin­vol­go­no le rive del Gar­da — spie­ga Gabriele Loviset­to del Comi­ta­to par­co colline moreniche -. Com­in­cian­do dal­la passeg­giate e dalle ed arrivan­do ai pon­tili, alle darsene, agli ampli­a­men­ti o alle costruzioni di por­ti nuovi. Spes­so otten­gono il via lib­era, in qualche caso ci si muove in ambiti non del tut­to rego­lari deter­mi­nan­do sem­pre vari­azioni sen­si­bili, a volte veri e pro­pri stravol­gi­men­ti dell’ambiente e del pae­sag­gio. Da queste con­sid­er­azioni è sca­tu­ri­to il ver­tice con Italia Nos­tra e Legam­bi­ente. La deci­sione pre­sa è quel­la di diventare delle vere e pro­prie ’’sen­tinelle’’ del Gar­da assumen­do una net­ta posizione di con­trasto di questi prog­et­ti. Sal­vo ques­tioni min­ime inten­di­amo con­trastar­li in tut­ti i modi possibili».E gli esem­pi di pro­poste e prog­et­ti giu­di­cati «abnor­mi», sul tap­peto o in alcu­ni casi già archiviati, non man­cano a sosteg­no dell’azione intrapre­sa. Van­no dall’idea di costru­ire un pon­tile nel lago, che dove­va ter­minare in una piaz­zo­la dove pot­er atter­rare con l’elicottero, alla passeg­gia­ta da real­iz­zare in acqua con pal­i­fi­cazioni in cemen­to. Bas­ta per­cor­rere le rive del lago per ren­der­si con­to di quan­to sta accadendo.Vigilanza e mobilitazione«Il peri­co­lo è reale — con­fer­ma l’arch. Rossana Bet­tinel­li, respon­s­abile del­la sezione Italia Nos­tra di Bres­cia -. E non ho esi­tazioni a puntare l’indice con­tro i Comu­ni che autono­ma­mente o attra­ver­so con­ven­zioni con i pri­vati met­tono in cam­po inter­ven­ti molto inva­sivi. Ci sono state troppe inizia­tive inva­sive sulle rive del Bena­co. Dunque vig­ilere­mo per stop­pare le mod­i­fiche delle rive del lago. Non solo. Occorre anche pro­cedere alle demolizioni, se la legge lo prevede. Per questo siamo mobil­i­tati per due episo­di quali l’hangar di Moni­ga e le costruzioni di Tremosine».

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