È emergenza per la flavescenza dorata, l’insetto che ha già distrutto due mila ettari di vigneto solo in Piemonte.

Allarme flavescenza

Di Luca Delpozzo
Veronica Zampedrini

È emer­gen­za per la flavescen­za dora­ta, l’insetto che ha già dis­trut­to due mila ettari di vigne­to solo in Piemonte. I ven­ti mil­iar­di di lire che dovreb­bero essere stanziati sono giu­di­cati dal­la Confa­gri­coltura una cifra asso­lu­ta­mente insuf­fi­ciente, ne servireb­bero 100. Per l’indennizzo dei dan­ni è nec­es­saria una speci­fi­ca nor­ma­ti­va che dispon­ga con­tribu­ti per l’estirpazione e il reimpianto dei vigneti, nonchè aiu­ti per com­pen­sare almeno in parte la man­ca­ta pro­duzione. Il Min­istro delle politiche agri­cole ha fir­ma­to in set­ti­mana il decre­to che rende obbli­ga­to­rie mis­ure di lot­ta fitosan­i­taria nec­es­sarie per con­tenere e, ove pos­si­bile, debel­lare la flavescen­za dora­ta, una malat­tia che sta cau­san­do gravi dan­ni alla viti­cul­tura. Nel Bres­ciano da domani 19 giug­no pren­derà il via il cen­si­men­to delle super­fi­ci vitate (Reg. CE 1493/1999) con l’attivazione di due postazioni sper­i­men­tali del­l’Aima al Cen­tro Vitivini­co­lo provin­ciale di Bres­cia, che ha sede in viale Bor­na­ta 110. I sogget­ti inter­es­sati dovran­no obbli­ga­to­ri­a­mente com­pi­lare una dichiarazione sul­la qual­ità e sul­la quan­tità delle delle super­fi­ci colti­vate a vit­ig­ni, uti­lizan­do l’apposita mod­ulis­ti­ca pre­dis­pos­ta dall’Aima. Le postazioni, che ver­ran­no com­ple­tate entro la pri­ma set­ti­mana di luglio, saran­no a dis­po­sizione degli agri­coltori per la stesura del­la dichiarazione, men­tre le orga­niz­zazioni pro­fes­sion­ali di cat­e­go­ria han­no dato la mas­si­ma disponi­bil­ità per la con­sulen­za e l’assistenza, che saran­no gra­tu­ite, alla pre­com­pi­lazione dei mod­el­li. E in tema di super­fi­ci vitate l’asses­so­ra­to provin­ciale all’A­gri­coltura ha pre­cisato nuo­va­mente che i con­dut­tori di vigneti affet­ti da flavescen­za dora­ta pos­sono pre­sentare le domande di estir­po e reimpianto, o solo di estir­po, durante tut­to il cor­so dell’anno e sen­za, quin­di, alcun vin­co­lo, uti­liz­zan­do gli apposi­ti mod­el­li in dotazione pres­so l’assessorato, che rimane a dis­po­sizione di tut­ti i con­dut­tori di vigneti per richi­este e chiari­men­ti sul­la ques­tione. La doman­da dovrà essere corre­da­ta dal­la doc­u­men­tazione richi­es­ta. Per quan­to riguar­da l’estirpo, i con­dut­tori pos­sono pre­sentare doman­da per sin­gole piante col­pite da flavescen­za, pre­cisan­do il numero delle piante estir­pate in rap­por­to a quelle che com­pon­gono il vigne­to. Se dopo la pre­sen­tazione del­la doman­da dovessero ver­i­fi­car­si nel vigne­to ulte­ri­ori casi di flavescen­za, l’im­pren­di­tore può pre­sentare un’altra. In atte­sa di definizioni nor­ma­tive che sta­bilis­cano le modal­ità di erogazione dei con­tribu­ti, l’estirpazione dà dirit­to al reimpianto solo per le super­fi­ci per le quali avviene l’espianto. Si rib­adisce che la lot­ta alla flavescen­za e al suo vet­tore, lo “scaphoideus titanus”, obbli­ga­to­ria per Decre­to del Min­is­tero delle Politiche agri­cole e fore­stali. Veron­i­ca Zampedrini