I danni del terremoto alla Madonna del Carmine. Il restauro è da rifare dopo le lesioni del sisma

Allarme per il Santuario

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

Crepe, lesioni, fes­sure, e persi­no una rotazione di 40 cen­timetri dell’edificio sul pro­prio asse, tan­to che il lavoro svolto dai restau­ra­tori negli scor­si anni è anda­to in gran parte per­du­to: tut­to da rifare a causa del sis­ma del 24 novem­bre. E’ ques­ta la scon­for­t­ante situ­azione in cui ver­sa il prezioso san­tu­ario del­la Madon­na del Carmine di san Felice, dove si è tenu­to sere fa un cin­con­tro roga­niz­za­to dal Lions’ Club Valte­n­e­si, pre­siedu­to da Lucio Vez­zo­la. L’incontro cul­tur­ale sull’arte in Valte­n­e­si e sulle con­seguen­ze del ter­re­mo­to si è svolto pro­prio nel­la nava­ta del San­tu­ario. Il tema è sta­to il restau­ro nelle moltepli­ci sfac­cettature: stu­dio del sito, val­u­tazione delle con­dizioni dell’opera, esa­mi dei mate­ri­ali orig­i­nali, anal­isi strati­gra­fiche, ter­mo­gra­fiche e chimiche, sta­to dei pig­men­ti e per i sup­por­ti e quant’altro è nec­es­sario conoscere per tentare di sal­vare un’opera d’arte irripetibile. Il pro­fes­sor Gian Car­lo Quaglia è sta­to mae­stro nel ren­dere acces­si­bile a tut­ti la com­pren­sione teor­i­ca del come si opera, a liv­el­lo di alta pro­fes­sion­al­ità, per real­iz­zare un com­ple­to restau­ro in situ­azioni di questo tipo. Il pro­fes­sor Quaglia, anche alla pre­sen­za pre­oc­cu­pa­ta di padre San­ti­no, ha evi­den­zi­a­to con la mati­ta laser tutte le fes­sur­azioni, lesioni e cret­tature che il ter­re­mo­to ha las­ci­a­to sul­la strut­tura del San­tu­ario, specie sull’abside e sul cam­panile, aggiun­gen­do che la gran parte del lavoro di restau­ro real­iz­za­to in questi ulti­mi anni all’interno del San­tu­ario, per col­pa del ter­re­mo­to, è anda­ta per­du­ta. Purtrop­po si dovrà ripren­dere da zero e i costi si pre­an­nun­ciano ingen­ti. Un altro iin­ter­es­sante con­trib­u­to è sta­to offer­to dall’assistente del pro­fes­sor Quaglia, che ha illus­tra­to con grafi­ci, planime­trie e proiezioni tridi­men­sion­ali come si svilup­pa e come si trasmette un ter­re­mo­to, e soprat­tut­to come agisce sug­li immo­bili in gen­erale e nel­la fat­tispecie sul San­tu­ario. E’ emer­so fra l’altro che, per effet­to del­la scos­sa, l’edificio sacro abbia gira­to su se stes­so in sen­so orario, con uno sposta­men­to nell’ordine di 30–40 cen­timetri. Questo aspet­to del­la ser­a­ta ha pre­so spazio anche durante il con­viv­io che è segui­to all’osteria del lago di Maner­ba. Le domande dei pre­sen­ti sono state molte, inter­es­sate e pre­oc­cu­pate. Ma soprat­tut­to cariche di aus­pi­ci affinchè di ter­re­moti non si deb­ba più par­lare per almeno un altro secolo.