Rilievi e fotografie subacquee parlano del pericolo per Sant’Anna e per l’ingresso delle mura. Fondazioni instabili per colpa dell’età e del moto ondoso

Allarme per la porta di Sirmione

25/07/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sirmione

All’interno del­la chieset­ta di Sant’Anna, la cap­pel­li­na che si tro­va a ridos­so del­la por­ta medievale di ingres­so a Sirmione, si sono prodotte alcune fes­sur­azioni. La causa? Le fon­dazioni in pietra, sot­to la super­fi­cie del lago, pre­sen­tano vis­i­bili ced­i­men­ti. Insom­ma: c’è il ris­chio, per for­tu­na non immi­nente, che i pun­ti d’appoggio sub­ac­quei pos­sano cedere trasci­nan­do nel crol­lo la cap­pel­la e forse anche parte delle strut­ture adi­a­cen­ti. A provo­care ques­ta situ­azione di pre­ca­ri­età sareb­bero due fat­tori: il tem­po, lon­tano, al quale risal­go­no le costruzioni, con le loro fon­da­men­ta real­iz­zate diret­ta­mente sul lago, e, un po’ come a Venezia, il con­tin­uo movi­men­to dell’acqua orig­i­na­to anche dal pas­sag­gio dei moto­scafi nel baci­no inter­no del Castel­lo. A lan­cia­re l’allarme è sta­to Mario Arduino, ex sin­da­co e oggi con­sigliere di oppo­sizione, il quale, dopo aver rac­colto le pre­oc­cu­pate seg­nalazioni di mon­sign­or Eveli­no Dal Bon, il par­ro­co di San­ta Maria del­la Neve che ha «giuris­dizione» su Sant’Anna, ha pre­sen­ta­to una inter­rogazione al sin­da­co attuale. Un paio di anni fa, si era alla vig­ilia delle elezioni comu­nali che poi avreb­bero seg­na­to il suc­ces­so del cen­trode­stra di Mau­r­izio Fer­rari, pro­prio Arduino si riv­olse alla Sovrin­ten­den­za ai beni architet­toni­ci sot­to­lin­e­an­do la situ­azione. «Due tec­ni­ci ven­nero a Sirmione, fecero i rilievi e poi se ne tornarono a Bres­cia. Feci notare che il pavi­men­to del­la chieset­ta deno­ta­va una pen­den­za innat­u­rale, così come ave­va seg­nala­to gius­ta­mente mons. Dal Bon». Nel frat­tem­po, lo stes­so par­ro­co incar­icò l’ingegner Clau­dio Tonio­lo, esper­to in strut­ture murarie, del­la real­iz­zazione di alcu­ni rilievi. «Sì, effet­tuai dei rilievi — con­fer­ma il pro­fes­sion­ista — man­dan­do un sub­ac­queo a fotogra­fare le fon­dazioni. Si può notare che i ced­i­men­ti riscon­trati han­no provo­ca­to le fes­sur­azioni nel pavi­men­to del­la cap­pel­la, comunque direi che non ci tro­vi­amo davan­ti a un immi­nente peri­co­lo, ma è comunque con­sigli­a­bile un inter­ven­to di con­sol­i­da­men­to delle fon­dazioni nel lago e del muro ver­ti­cale nel quale si apre la por­ta di Sirmione. Sono inter­ven­ti aus­pi­ca­bili — pros­egue Tonio­lo — per­chè non si pos­sono conoscere le reazioni future, anche per­chè la por­ta pog­gia per esem­pio su fon­dazioni di pali in leg­no, e anch’essa man­i­fes­ta dei ced­i­men­ti». Ma qui com­in­ciano i prob­le­mi, per­chè la por­ta è di pro­pri­età del­la Sovrin­ten­den­za, men­tre la cap­pel­li­na è del­la Curia. «Il peri­co­lo può aumentare — riprende Arduino — per­chè l’erosione, con il pas­sare dei sec­oli, ha sicu­ra­mente prodot­to dei ced­i­men­ti; del resto ci sono le fotografie sub­ac­quee a tes­ti­mo­ni­ar­lo. Repli­ca il sin­da­co Mau­r­izio Fer­rari: «Noi con­ce­di­amo alle par­roc­chie sirmione­si l’8 per mille degli introiti derivan­ti dagli oneri d’urbanizzazione, e con questo denaro le stesse dovreb­bero inter­venire. La cap­pel­li­na è del­la Curia, la por­ta è un bene del­la Sovrin­ten­den­za. Noi quin­di non pos­si­amo inter­venire. Per Sant’Anna — con­clude — non c’è arriva­ta una pro­pos­ta. Ci dicano qual­cosa e noi potrem­mo decidere sul da far­si». Comunque non c’è da scherzare. Ogni giorno sul ponte pas­sano migli­a­ia di per­so ne e un centi­naio di veicoli, men­tre Sant’Anna è vis­i­ta­ta da migli­a­ia di fedeli. Non sarebbe male, forse, un inter­ven­to più deciso delle autorità competenti.