La zona turistica del Garda fa gola agli speculatori, che rastrellano sul mercato immobili lesionati. La vigilanza dei sindaci. La denuncia: «Immobiliari spingono gli anziani in difficoltà a svendere»

Allarme: sciacallaggio sulle case

25/02/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo

Nei comu­ni ad alto pre­gio tur­is­ti­co del Gar­da res­ta vivo l’allarme «sci­a­callag­gio immo­bil­iare». La denu­cia parte da Ida Ari­ci del­la Cgil: «diver­si pro­pri­etari di case dan­neg­giate, soprat­tut­to anziani, ven­gono con­tat­tati da agen­zie immo­bil­iari che chiedono loro di com­prare l’abitazione». La stes­sa denun­cia era sta­ta soll­e­va­ta dai sin­daci di Salò e Gar­done Riv­iera anco­ra all’indomani del ter­re­mo­to. Il fenom­e­no sem­bra essere rien­tra­to da quan­do sono sta­ti defin­i­ti i para­metri dei rim­bor­si per la ricostruzione (il 60 per­cento per le prime case, con deroghe per nuclei famil­iari a bas­so red­di­to) «ma sono tan­ti i res­i­den­ti, sopratut­to anziani, che si chiedono quan­do arriver­an­no questi sol­di» aggiunge l’Arici. Il ris­chio effet­ti­vo è che pos­sano «cedere» alle allet­tan­ti offerte di qualche agen­zia immo­bil­iare inter­es­sa­ta — vista la zona ad alto pre­gio tur­is­ti­co — a real­iz­zare con­grui prof­itti. «Abbi­amo chiesto un incon­tro urgente con il com­mis­sario gov­er­na­ti­vo Mas­si­mo Busce­mi — chi­ude l’Arici — per far­ci por­ta­tori di un malessere gen­er­al­iz­za­to nel­la popo­lazione e per seg­nalargli i rischi di sci­a­callag­gio». Il ris­chio «sci­a­callag­gio edilizio» è emer­so ieri in coda all’incontro che ha vis­to sin­da­cati e orga­niz­zazioni arti­giane fir­mare l’iniziativa «dona un’ora di lavoro» ed è sta­to Gher­ar­do Girar­di — rap­p­re­sen­tante garde­sano del­la Con­far­ti­giana­to — a toc­care il prob­le­ma del­lo spopo­la­men­to di certe zone del Gar­da e del­la Vallesab­bia: «sono soprat­tut­to i pro­pri­etari delle vec­chie case da ristrut­turare o che sono in affit­to che devono essere aiu­tati». Tan­ti anziani pen­sion­ati, non pos­sono per­me­t­ter­si di accen­dere un mutuo con un isti­tu­to ban­car­io, a meno che non ipotechi­no la casa: l’appello del seg­re­tario del­la Csil Rena­to Zaltieri va pro­prio in ques­ta direzione: «il sis­tema ban­car­io bres­ciano dovrebbe avere una sen­si­biltà par­ti­co­lare nei con­fron­ti di queste per­sone». L’interessamento delle agen­zie immo­bil­iari si è con­cen­tra­ta soprat­tut­to su abitazioni dis­lo­cate nei comu­ni a più alto pre­gio tur­is­ti­co, come Salò e Gar­done Riv­iera, la frazione Morgna­ga, anco­ra nei pri­mi giorni suc­ces­sivi al sis­ma. Il sin­da­co di Salò ave­va provve­dut­to ad allertare la popo­lazione tramite man­i­festi. «Ci sono sta­ti casi in cui agli anziani è sta­ta offer­ta la pos­si­biltà di per­mu­ta — spie­ga Cipani -: l’immobiliare pro­pone­va di ricavare tre appar­ta­men­ti da un grande caseg­gia­to, las­cian­done uno ai pro­pri­etari. Sono oper­azioni dif­fi­cili da val­utare e l’ente pub­bli­co può fare ben poco». Ad ogni modo il pri­mo cit­tadi­no con­fi­da nel «buon sen­so» dei suoi cit­ta­di­ni. Intan­to a Salò cresce il numero di domande per l’indennità autono­ma di sis­temazione (471 l’altro ieri, 500 oggi) e si sti­ma pos­sano salire a 650 nelle prossime due set­ti­mane. Per Alessan­dro Baz­zani, sin­da­co di Gar­done Riv­iera, il fenom­e­no del sci­a­callag­gio immo­bil­iare era pre­oc­cu­pante a dicem­bre «quan­do nes­suno sape­va l’entità dei fon­di per la ricostruzione. Dal 17 feb­braio il fenom­e­no del sci­a­callag­gio è rien­tra­to». A Vobarno non si sono ver­i­fi­cati episo­di di questo tipo — assi­cu­ra il sin­da­co Car­lo Panz­era — e nem­meno a Sab­bio Chiese: «non sono zone a forte inter­esse tur­is­ti­co». Panz­era, in veste di pres­i­dente dell’Acb, annu­cia che si sta for­man­do il «coor­di­na­men­to dei sin­daci»; riu­nirà i sette comu­ni più col­pi­ti dal sis­ma i pres­i­den­ti delle Comu­nità Mon­tane di Alto Gar­da e Valle Sab­bia e l’assessore alla Cor­ra­do Sco­lari e provved­erà a sti­lare le pri­or­ità nel­la dis­tribuzione dei fon­di di sol­i­da­ri­età raccolti.

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