Un esperto del settore avverte: «Infrastrutture carenti, il resto del mondo corre ma noi non teniamo il passo».
Monese: «Tanta concorrenza e gusti mutati. Bisogna reagire con qualità»

Allarme sul futuro del turismo

24/06/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

Doman­da retor­i­ca, o forse no. «Per­chè un tur­ista dovrebbe scegliere il per una vacan­za?», si chiede Lui­gi Mon­ese, 73 anni, oper­a­tore tur­is­ti­co da 52 anni e tito­lare di un’agenzia di viag­gi. È seg­re­tario del­la Cor­po­razione Antichi Orig­i­nari di Gar­da, è sta­to per 20 anni con­sigliere regionale del­la Fed­er­azione ital­iana agen­zie viag­gi e per 4 con­sigliere di quel­la nazionale, vice pres­i­dente provin­ciale dell’Aido e vice pres­i­dente vic­ario per 18 anni dell’Azienda di Sog­giorno di Gar­da. Un tec­ni­co del set­tore, che vede un oriz­zonte con molte nuv­ole. «Oggi c’è un’offerta con­cor­ren­ziale spi­eta­ta in tut­to il mon­do», ammonisce, «che rischia di com­pro­met­tere il futuro eco­nom­i­co del nos­tro ter­ri­to­rio se non si pro­por­rà qual­cosa di nuovo».Incalza: «Solo il lunedì, dall’aeroporto di Vil­lafran­ca, partono 13 voli char­ter per la Tunisia e se un tem­po per atti­rare qui bas­ta­vano sole e lago, ora il tur­ista vuole molto di più. Chiede l’abbinamento all’entroterra, con­sid­er­a­to ambi­ente più pro­tet­to, vuole la trat­to­ria tipi­ca e la scop­er­ta delle tradizioni del ter­ri­to­rio». «Quin­di — con­clude — è l’ambiente il nos­tro pri­mo prodot­to di qual­ità; ma negli ulti­mi decen­ni ci siamo man­giati gran parte del nos­tro pat­ri­mo­nio e non si sono fat­ti inves­ti­men­ti adeguati sulle infrastrutture».Ambiente e servizi di qual­ità, dunque, per Mon­ese, le «chi­avi» del tur­is­mo. «In questi 30 anni molto è cam­bi­a­to: si sono costru­ite solo sec­onde case e sac­cheg­gia­to il ter­ri­to­rio, che non offre più quel pae­sag­gio che carat­ter­iz­za­va il lago.Gli appar­ta­men­ti in affit­to non li vuole qua­si più nes­suno, se fino agli anni Ottan­ta — Novan­ta era la for­ma più richi­es­ta ed eco­nom­i­ca per le vacanze delle fam­i­lie, da 15–20 anni l’appartamento è sem­pre più in calo. Col­pa del­lo scar­so ammod­er­na­men­to delle case e del­la riduzione dei com­po­nen­ti del nucleo familiare».E qui appare la «soci­olo­gia del tur­is­mo». «Se pri­ma era­no 4 — 5 i com­po­nen­ti delle famiglie — avverte Mon­ese — ora sono 2 o 3. L’alto numero di divorzi ha por­ta­to alle vacanze sep­a­rate, tan­to che molti tour oper­a­tor preve­dono il pac­chet­to “gen­i­tore sin­go­lo con bam­bi­no”. E se una vol­ta la vacan­za era uni­ca, 2–3 set­ti­mane, adesso è medi­a­mente di una set­ti­mana, più volte l’anno in diver­si Pae­si. Per trovare solo sole e acqua, ci sono offerte da tut­to il mon­do, gra­zie a Inter­net e ai voli low cost. Noi cosa fac­ciamo quin­di per com­bat­tere la con­cor­ren­za?», chiede. Par­la come un agente viag­gi, che in 50 anni ha gira­to il mon­do e sa bene cosa offra la con­cor­ren­za. «Noi invece di costru­ire infra­strut­ture, con­tini­amo a edi­fi­care appar­ta­men­ti da 45 metri a 250–300 mila euro. Il tur­ista una vol­ta veni­va e rimane­va all’interno di campeg­gi, o res­i­dence e alberghi, ora invece vuole girare e muover­si, conoscere l’ambiente, ma come fa se rimane imbot­tiglia­to per ore sulle strade e non tro­va parcheg­gi di accesso?».Già, le infra­strut­ture. «Quan­do un tur­ista esce ai casel­li di Peschiera o di Affi, la pri­ma cosa che tro­va è il col­las­so via­bilis­ti­co, con strade strette e indi­cazioni carenti».Monese con­clude con un aus­pi­cio di nuo­va offer­ta tur­is­ti­ca: «Ciò che il tur­ista chiede oggi è tran­quil­lità, man­giar bene e buoni servizi. Se da una parte l’enogastronomia è sen­si­bil­mente miglio­ra­ta, ambi­ente e infra­strut­ture han­no subito una regres­sione: siamo rimasti fer­mi, men­tre il mon­do è anda­to avan­ti a pas­si da gigante e così rischi­amo di regredire eco­nomi­ca­mente, schi­ac­ciati dal­la con­cor­ren­za». Un nuo­vo tur­is­mo quin­di, poichè se quel­lo di ieri ha fagoc­i­ta­to il ter­ri­to­rio, quel­lo futuro dovrebbe puntare alla sua ricostruzione. Pena la perdi­ta di «mate­ria pri­ma».

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