«Attenti alla piega che sta prendendo l'offerta turistica a Torbole sul Garda sta diventando un paese dormitorio con un turismo fatto di pullman e di anziani»

Allarme turistico nell’alto lago

09/11/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
st.is.

«Atten­ti alla pie­ga che sta pren­den­do l’of­fer­ta tur­is­ti­ca a Tor­bole sul Gar­da sta diven­tan­do un paese dor­mi­to­rio con un tur­is­mo fat­to di pull­man e di anziani». Così Rober­to Bet­ta, pres­i­dente dei pub­bli­ci eser­cizi del­l’Al­to Gar­da e Ledro e vicepres­i­dente provin­ciale, e così anche Anna Perug­i­ni, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione alber­ga­tori Alto Gar­da e Ledro: da fron­ti opposti han­no vedute piut­tosto sim­ili, cosa non scon­ta­ta per due set­tori che spes­so fat­i­cano a con­vi­vere. Nei giorni scor­si il sin­da­co di Nago Tor­bole, Ennio Bertoli­ni, ha impos­to la chiusura antic­i­pa­ta al Wind’s bar di via Mat­teot­ti e al con­tiguo pub Moby Dick (tut­ti i fine set­ti­mana di sta­gione all’1 di notte). Entram­bi i locali pub­bli­ci sono rino­mati per il loro servizio sia in ambito tur­is­ti­co sia in ambito locale. «Non sono d’ac­cor­do — dice Rober­to Bet­ta , con­ti­to­lare del Cut­ty Sark pub — che un sin­da­co pos­sa lib­era­mente decidere per un provved­i­men­to repres­si­vo quan­do pri­ma ha dato l’ok alla licen­za. Per quan­to riguar­da l’or­dine pub­bli­co poi sono con­trari­a­to dal fat­to che agli eser­centi vengano sem­pre addeb­i­tate tutte le colpe anche per respon­s­abil­ità esterne al locale. Non siamo scer­if­fi: ci fan­no appen­dere le tabelle del­l’al­col, dovrem­mo con­trol­lare l’età dei ragazzi anche sen­za averne l’au­torità e dovrem­mo pure gestire i cli­en­ti all’ester­no quan­do non sono più nos­tri cli­en­ti ma per­sone respon­s­abili di ciò che com­pi­ono. È assur­do. Sono nor­ma­tive vec­chie: ho chiesto al pres­i­dente provin­ciale di lavo­rare per fare abrog­a­re tali leg­gi». Bet­ta ricor­da che il rumore in stra­da può essere fat­to anche da gente che non c’en­tra nul­la con un pub: «Ci sono ros­tic­cerie e negozi da asporto dove si recano per­sone a com­per­are mag­a­ri una bir­ra per poi piaz­zarsi davan­ti al Wind’s bar. Cose che suc­ce­dono per car­ità. I tito­lari del Wind’s per­al­tro han­no mostra­to grande sen­so di respon­s­abil­ità e col­lab­o­razione: han­no persi­no paga­to dei “but­taden­tro”». Poi Bet­ta arri­va al noc­ci­o­lo del ragion­a­men­to. «Tor­bole è già sta­ta pri­va­ta del­la dis­cote­ca Con­ca d’oro. Ora vogliono far chi­ud­ere i pub. Gli alberghi si pos­sono anche riem­pire di vec­chi­et­ti e con i pull­man… ma atten­zione, per­ché se ques­ta è la polit­i­ca tur­is­ti­ca, domani chi­ud­er­an­no anche i negozi di abbiglia­men­to per gio­vani e lenta­mente Tor­bole diven­terà un paese dor­mi­to­rio. E allo­ra mi chiedo per­ché prog­ettare una bike area alle Busat­te. Per gli ottan­ten­ni? Se il tur­is­mo è quel­lo dei wind­surfer, dei bik­er e dei freeclime­ber dob­bi­amo pro­porre un’of­fer­ta qual­i­ta­ti­va all’al­tez­za. Il rispet­to si ha solo con il rispet­to. Cre­do sia urgente un incon­tro con sin­da­co e asses­sore provin­ciale al tur­is­mo per capire cosa vogliamo dal futuro di ques­ta local­ità, altri­men­ti non ci sarà più un oper­a­tore eco­nom­i­co dis­pos­to ad aprire un negozio o un bar a Tor­bole». «Cre­do — ter­mi­na Bet­ta — che per il Moby il Comune farebbe bene a chi­ud­ere la piazzetta e ren­der­la pedonale: Wal­ter Pilo ha fat­to sem­pre un bel lavoro per una local­ità come la nos­tra. Cre­do che se non ci fos­sero un Moby, un Wind’s, un Cut­ty e tan­ti altri, forse Tor­bole non sarebbe quel­la che è». Anna Perug­i­ni «Non capis­co l’or­di­nan­za del sin­da­co, andrò a par­largli domani (oggi per chi legge ndr.). Dico la ver­ità: io ven­erdì, saba­to e domeni­ca, altro che antic­i­pare la chiusura, io li ter­rei aper­ti più a lungo,i pub, per­ché offrono un servizio ai tur­isti. Non entro nel mer­i­to dei prob­le­mi di ordine pub­bli­co. Ripeto se fac­ciamo chi­ud­ere a mez­zan­otte, allo­ra Tor­bole diven­ta un dor­mi­to­rio. Io sarei per aprire una dis­cote­ca in mez­zo al lago per i gio­vani, fig­uri­amo­ci. Se non diamo qual­cosa ai tur­isti gio­vani, se questi non provano niente in una vacan­za, non ne veni­amo fuori. So che spes­so la con­viven­za è dif­fi­cile ma dob­bi­amo trovare un gius­to equi­lib­rio. Van­no stu­di­ate attrat­tive non solo per i gio­vani ma anche per i meno gio­vani».