L’area «Centocase» prenota un albergo Scartata l’idea delle seconde case. Acqua: condotte riparate

All’assemblea del sindaco a Renzano

19/09/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Nes­sun prob­le­ma di acqua, ripresa dei con­tat­ti per l’intervento «Cen­to­case» e pros­e­cuzione dell’esproprio per real­iz­zare una stra­da di col­lega­men­to con via Fontane. Nel cor­so di un’assem­blea pub­bli­ca, svoltasi nel­la Sala dei Provved­i­tori del Palaz­zo comu­nale, il sin­da­co di Salò ha rispos­to alle domande e alle richi­este degli abi­tan­ti del­la frazione di Ren­zano, for­nen­do una serie di chiari­men­ti. Lo accom­pa­g­na­vano gli asses­sori Bernar­do Berar­dinel­li, Nir­vana Grisi, Alber­to Colom­bo, il con­sigliere Pasquale Mag­gi, il coman­dante dei vig­ili urbani Ste­fano Tra­ver­so. Pos­to in col­li­na, all’inizio del­la valle denom­i­na­ta Risec­co, l’abitato pre­sen­ta intat­ti molti scor­ci del­l’ar­chitet­tura rurale dei sec­oli scor­si. È poco inter­es­sato al traf­fi­co veico­lare, e si pres­ta soprat­tut­to alle passeg­giate, gra­zie alla vic­i­nan­za con Madon­na del Rio. Da qui la neces­sità di rispettare e val­oriz­zare le carat­ter­is­tiche ambi­en­tali. Il numero dei res­i­den­ti, però, con­tin­ua ad aumentare. Ques­tione acqua. «Quan­do è man­ca­ta – spie­ga Cipani — ci siamo atti­vati con il . L’ente gestore del­la rete idri­ca ave­va las­ci­a­to trasparire l’ipotesi che la caren­za fos­se dovu­ta alla real­iz­zazione di nuovi edi­fi­ci e piscine, ma poi ha scop­er­to che i guai era­no dovu­ti alla rot­tura di una tubazione, con grosse perdite. Così pos­si­amo garan­tire che non esiste alcun acqua prob­le­ma di man­can­za di acqua». Lot­tiz­zazione Cen­to­case. Su un’area com­p­lessi­va di 58.340 metri quadri, la stes­sa dove (in pas­sato) qual­cuno avrebbe real­iz­zare il nuo­vo ospedale. La pri­ma parte dell’intervento ha riguarda­to l’antica diroc­ca­ta casci­na di San Zago, di pro­pri­età del­la par­roc­chia. Abban­do­na­ta da decen­ni alle intem­perie e ai tossi­codipen­den­ti che dis­trussero pro­gres­si­va­mente tut­ti gli infis­si, tolsero e bru­cia­rono finestre, bot­ti, porte, bal­la­toio, demolen­do e asportarono infer­ri­ate, por­tali, soglie e con­torni in mar­mo. Acquis­ta­to da una soci­età che fa capo a Romano Dub­bi­ni, di Toscolano Mader­no, impren­di­tore tes­sile, l’immobile, com­ple­ta­mente in pietra, costru­ito nel sec­o­lo XVII, prob­a­bil­mente da una comu­nità reli­giosa, dis­pos­to su due liv­el­li, con sof­fit­ti a vol­ta su pianta squadra­ta e la corte inter­na a mo’ di for­til­izio, è sta­to trasfor­ma­to in ris­torante, dopo un pregev­ole inter­ven­to di recu­pero, e inau­gu­ra­to nell’estate 2004. Ma il piano approva­to a suo tem­po, oltre al recu­pero del­la casci­na, prevede­va la costruzione di pisci­na, campi di ten­nis e 11.500 metri cubi di «res­i­den­za tur­is­ti­co alberghiera». Altez­za mas­si­ma: sei metri e mez­zo. «Appar­ta­men­ti­ni con l’u­so autonomo del­la cuci­na — ave­va spie­ga­to Mau­ro Sal­vadori, asses­sore all’Urbanistica col cen­trosin­is­tra, poi con­fluito nel Polo — all’in­ter­no del lot­to, 5.033 mq. sareb­bero sta­ti des­ti­nati a verde attrez­za­to, 653 mq. a parcheg­gio pub­bli­co e 5.138 pri­va­to». «In questi giorni – annun­cia il sin­da­co — abbi­amo ricom­in­ci­a­to a dis­cutere con la pro­pri­età, che ha pre­sen­ta­to alcune pro­poste. Noi non vogliamo che sorgano sec­onde case. Pun­ti­amo all’albergo tradizionale, almeno per l’80% del­la vol­ume­tria. I tem­pi sono maturi affinchè l’operazione ripar­ta». Opere varie. Dopo la sis­temazione del cen­tro stori­co, col rifaci­men­to degli impianti tec­no­logi­ci e del­la pavi­men­tazione (acciot­to­la­to, con due fasce di por­fi­do), res­ta anco­ra aper­to il dis­cor­so delle fog­na­ture, da posare lun­go il trac­cia­to del­la prog­et­ta­ta stra­da di col­lega­men­to con la sot­tostante via Fontane. L’intervento è bloc­ca­to da uno dei tre pro­pri­etari dei ter­reno, che non ha accetta­to l’ac­cor­do bonario. «Le risorse finanziarie ci sono – affer­ma Berar­dinel­li -. Ma i ricor­si al Tar han­no bloc­ca­to l’inizio dei lavori». Si è pure par­la­to di illu­mi­nazione, cas­sonet­ti dei rifiu­ti, sala del­la frazione per le riu­nioni pub­bliche (potrebbe sorg­ere sul ter­reno che Cen­to­case ced­erà al comune da Cen­to­case), viot­toli da rip­ulire. E di ani­mali, con par­ti­co­lare rifer­i­men­to ai cav­al­li, che tran­si­tano spes­so, las­cian­do per ter­ra sgraditi…ricordi. «I con­du­cen­ti dovran­no dotar­si di sac­chet­ti e stru­men­ti adeguati. A tale propos­i­to invier­e­mo una let­tera ai pro­pri­etari di maneg­gi», assi­cu­ra il sindaco.

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