La siccità di quest'estate ha scatenato la caccia all'acqua. L'opera è subordinata al finanziamento provinciale. I consorzi irrigui danno il via libera al progetto di Prandi

Alleati per salvare l’olivaia arcense

17/12/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Nonos­tante la piog­gia set­tem­b­ri­na abbia lim­i­ta­to un po’ i dan­ni, la rac­col­ta ormai agli sgoc­ci­oli non passerà cer­to tra gli annali come una delle più for­tu­nate per gli olivi­coltori arcensi. La sic­c­ità di quest’es­tate ha rov­ina­to, in maniera più o meno mar­ca­ta, la pro­duzione d’o­li­va. Per cor­rere ai ripari Comune e pro­dut­tori han­no sanci­to un’al­lean­za che dovrebbe risol­vere una vol­ta per tutte il problema.L’obiettivo è tan­to sem­plice quan­to ambizioso: portare l’ac­qua nel­l’o­li­va­ia arcense, quel­la che da Varig­nano si estende fino al castel­lo e che poi riprende ai pie­di del­lo Sti­vo. Un prog­et­to dai costi impre­cisati e che per forza di cose dovrà pas­sare al vaglio del servizio acque del­la Provin­cia. Intan­to, però, è arriva­to l’ok dei con­sorzi irrigui del­la zona. Il vicesin­da­co, nonché asses­sore all’a­gri­coltura, Ser­gio Pran­di ha incon­tra­to i pres­i­den­ti e i seg­re­tari dei vari con­sorzi inter­es­sati (il Fit­ta di Arco, quel­lo di miglio­ra­men­to fon­di­ario di Oltre­sar­ca e oli­va­ia di Romar­zol­lo) per tastare il ter­reno e sot­to­porre l’idea. Dagli incon­tri è emer­sa la pre­cisa volon­tà a portare avan­ti il prog­et­to anche se l’im­pre­sa non si pre­sen­ta facile. Sia dal pun­to di vista eco­nom­i­co, sia da quel­lo mera­mente prati­co. Per real­iz­zare l’opera ser­vono notevoli somme di denaro che nè il Comune e nep­pure i vari con­sorzi (ossia i pro­pri­etari degli uliveti) dispon­gono. Per­tan­to il palli­no è nelle mani del­la Provin­cia e presto Pran­di incon­tr­erà il nuo­vo asses­sore all’a­gri­coltura. Poi, inutile nascon­der­lo, esistono i cam­panili che sono sem­pre dif­fi­cili da super­are. Oltre­sar­ca dispone già del­l’ac­qua in quo­ta (la prel­e­va dal­la gal­le­ria del­l’Enel che por­ta a Tor­bole) men­tre ad Arco occor­rerebbe pom­par­la. Prob­le­mi, comunque, che ver­ran­no cer­ta­mente risolti (un aiu­to potrebbe arrivare dal prog­et­tone real­iz­za­to a suo tem­po, per il fu con­sorzio di sec­on­do gra­do, dal­l’ingeg­nere di Tren­to Fed­eri­co Vivari) affinché l’ac­qua pos­sa, sta­vol­ta, arrivare alla gola.