Italia chiama Slovenia mostra a quattro mani di Maher e Morandi. La rassegna rimarrà aperta sino al 27

Allestimento a Palazzo Coen

04/02/2005 in Manifestazioni
Di Luca Delpozzo
a. m.

Da Mari­bor a Salò. Questo l’itin­er­ario del­la mostra “Niti Niti ?Carteg­gio”. I cura­tori del prog­et­to, Bre­da Kolar Slu­ga e Alber­to Zanchet­ta, han­no invi­ta­to Plona Maher a esporre le opere in rap­p­re­sen­tan­za del­la Slove­nia e Albano Moran­di per l’I­talia. E dopo l’alles­ti­men­to all’Umet­nos­t­na Galer­i­ja di Mari­bor, la mostra sarà inau­gu­ra­ta domani, alle ore 18,30, pres­so la Civi­ca rac­col­ta del dis­eg­no di Salò al Fon­da­co di Palaz­zo Coen. La man­i­fes­tazione cul­tur­ale è sta­ta illus­tra­ta ieri mat­ti­na dal vicesin­da­co pro­fes­sor Gualtiero Comi­ni e dai due cura­tori nel­la con­feren­za stam­pa svoltasi pres­so il salone del­l’Ho­tel Bel­lerive, pre­sen­ti gli artisti. Una mostra?dialogo, come ha sot­to­lin­eato Bre­da Kolar Slu­ga, alle­go­ria e accer­ta­men­to del­la ver­ità. «Il dial­o­go sim­bo­leg­gia una stra­da non vio­len­ta, dove il nos­tro con­trib­u­to e l’ac­cettazione del­l’al­tra parte s’in­con­tra­no nelle giuste pro­porzioni». La Maher e Moran­di offrono prospet­tive sim­ili nel «dis­tanziare il quadro e la scul­tura di tipo clas­si­co nel­l’ogget­to e nel­la rif­les­sione del sig­ni­fi­ca­to che ha il col­lo­ca­men­to nel­lo spazio». Entram­bi, per le loro creazioni, uti­liz­zano mate­ri­ali «non artis­ti­ci»: car­ta, stoffe, ogget­ti diver­si. La rasseg­na è sta­ta pen­sa­ta come dial­o­go fra opere che si com­ple­tano e si con­t­a­m­i­nano a vicen­da, più che con­fron­to fra due artisti (o due nazioni). I “gesti quo­tid­i­ani” di Moran­di e i “carci­ti” di Plona Maher si sfio­ra­no per analo­gie: Moran­di scom­pone ogget­ti banali, carte rici­clate, lib­ri, quaderni, e li model­la in con­teni­tori, scat­ole e cor­ni­ci, real­iz­zan­do pitture?sculture di valen­za geo­met­ri­ca; Plona Mahler opera, a sua vol­ta, attra­ver­so la strat­i­fi­cazione del­la car­ta e del­la stof­fa, cre­an­do efflo­rescen­ze, strut­ture flut­tuan­ti, del­i­cate quan­to frag­ili e poet­iche. Il pun­to d’in­con­tro è quin­di nel­l’indagine del rap­por­to tra for­ma e super­fi­cie, tra for­ma e col­ore nel­la con­tin­ua ricer­ca di una definizione spaziale. Ed ecco la car­ta offrire la pos­si­bil­ità di essere trat­ta­ta in sen­so plas­ti­co per dare vita a scul­ture dis­crete o a instal­lazioni rar­efat­te. Il vicesin­da­co, Gualtiero Comi­ni, ha sot­to­lin­eato il carat­tere inter­nazionale del prog­et­to che vede pro­tag­o­nisti due artisti di diver­sa orig­ine (la Maher di Mari­bor, Moran­di di Salò) ma di for­mazione ital­iana. La man­i­fes­tazione vuole anche essere con­fer­ma del­la vital­ità cul­tur­ale del ter­ri­to­rio in un momen­to dif­fi­cile in cui tut­tavia già si vedono i pri­mi seg­ni di ripresa. La mostra sarà aper­ta pre­so il Fon­da­co di Palaz­zo Coen di Salò da saba­to 5 (ore 18,30) e sino adomeni­ca 27 feb­braio (ore 18?20 dal mart­edì al ven­erdì e ore 10?13 e 15?20 saba­to e domeni­ca, lunedì chiu­so) e avrà una sig­ni­fica­ti­va appen­dice nel­lo spazio espos­i­ti­vo di “Area Imprint­ing” del­l’ex Cotonifi­cio De Angeli Frua di Roé Vol­ciano con tre instal­lazioni, una delle quali real­iz­za­ta a quat­tro mani.