Le continue richieste dei turisti hanno indotto i proprietari ad estendere le possibilità di visitare la storica residenza. L’imbarco dal porticciolo di Barbarano. Tre le aperture: 23 luglio, 13 agosto e 10 settembre

All’isola del Garda anche alla domenica

Di Luca Delpozzo
se.za.

Le con­tin­ue richi­este dei tur­isti han­no indot­to la famiglia Cavaz­za ad aprire l’ anche la domeni­ca. Per ora sono state pro­gram­mate tre : domeni­ca prossi­ma, il 13 agos­to e il 10 set­tem­bre. In segui­to si vedrà. Parten­za alle ore 9.30 dal por­tic­ci­o­lo di Bar­bara­no, tra Salò e Gar­done. La tar­if­fa (23 euro, cinque meno del­la cifra abit­uale, 15 per i bam­bi­ni dai 6 ai 12 anni) com­prende il viag­gio sul moto­scafo dei Danieli, il per­cor­so nei gia­r­di­ni e all’in­ter­no del palaz­zo, la degus­tazione di . Per le iscrizioni bisogna tele­fonare al numero 0365–62294 o col­le­gar­si via Inter­net, e‑mail info@isoladelgarda.com.Situata di fronte a pun­ta Grosti e alla Baia del Ven­to, in ter­ri­to­rio di San Felice, l’iso­la ha una super­fi­cie di 65mila metri qua­drati. Ha ospi­ta­to S.Francesco d’As­sisi, che vi edi­ficò uno dei pri­mi ere­mi di preghiera, S.Antonio da Pado­va, San Bernardi­no da Siena, Dante Alighieri, Cosi­mo de’ Medici e altri per­son­ag­gi cele­bri. Nel 1869 fu ven­du­ta dal barone berga­m­as­co Raf­faele Scot­ti al duca gen­ovese Gae­tano De Fer­rari, ricorda­to nel­la sto­ria del Risorg­i­men­to per avere finanzi­a­to (in parte) la spedi­zione dei Mille di Garibal­di. Assieme alla moglie, Anna Maria Annenkoff, figlia del­l’ex imper­a­tore di Rus­sia, il duca decise di costru­ire l’at­tuale grande palaz­zo, in stile goti­co-veneziano, prog­et­ta­to dal­l’ar­chitet­to Lui­gi Rov­el­li e real­iz­za­to negli anni 1900-02. L’iso­la fu las­ci­a­ta all’u­ni­ca figlia, che ave­va lo stes­so nome del­la mam­ma e, nel 1895, andò in sposa a Sci­p­i­one Borgh­ese, principe di Sul­mona, ricorda­to per una serie di leggen­darie imp­rese: spedi­zioni, sca­late e, in par­ti­co­lare, il raid Pechi­no-Pari­gi del 1907: sedicim­i­la chilometri a bor­do del­l’au­to «Ita­la», col gior­nal­ista Lui­gi Barzi­ni e il mec­ca­ni­co Ettore Guiz­zar­di, attra­ver­san­do tor­ren­ti, palu­di, piste sab­biose. Nel novem­bre ’24, all’età di cinquan­t’an­ni, Anna Maria Borgh­ese scom­parve nei flut­ti del lago, men­tre sta­va piantan­do semi di quer­cia. Nes­suno la vide cadere. Una delle figlie, don­na Livia, sposò il con­te bolog­nese Alessan­dro Cavaz­za: nac­quero , Pao­lo Emilio e Camil­lo, che si unì all’in­glese Char­lotte Tal­bot Chetwynd. Lei e i sette figli, gui­dati da Sig­mar (gestisce un paio di campeg­gi e occu­pa un pos­to di rilie­vo nel­l’oleifi­cio «La ver­ità»), con­tin­u­ano a man­tenere con mano sal­da la proprietà.Qualche anno fa l’iso­la è sta­ta aper­ta (d’es­tate) ai tur­isti, diven­tan­do subito una meta gra­di­ta. I sin­goli han­no la pos­si­bil­ità di andar­ci il mart­edì e il giovedì mat­ti­na, con imbar­co da Bar­bara­no. Il lunedì, il mer­coledì e il ven­erdì sono pre­viste parten­ze, a cura del­la (tele­fono 030–9149520), sia dal­la spon­da veronese che da Sirmione. La visi­ta, con spie­gazioni in tre lingue, inizia dai gia­r­di­ni, ric­chi di alberi sec­o­lari, palme delle Canarie, limoni, fichi, olivi, mel­o­grani, aran­ci, pom­pel­mi, fichi d’In­dia, giug­gi­ole, rose del­la Cina, cap­peri, boun­gav­ille, rose gialle, dalie, iris, lec­ci sem­pre­ver­di, cedri del Libano e del­l’Hi­malaya, cipres­si, lau­ri gigan­teschi, mag­no­lie, querce, piop­pi, pla­tani, abeti, pini, ole­an­dri. La visi­ta pros­egue in alcune stanze del palaz­zo e ter­mi­na con un drink sul bal­cone, a fian­co del car­ro uti­liz­za­to (in pas­sato) per la , sot­to la cam­panel­la che veni­va fat­ta suonare per seg­nalare l’o­ra del­la cena. Adesso l’am­pli­a­men­to, molto gra­di­to, del cal­en­dario delle visite.