Presentato il nuovo Piano regolatore: progetti per gli alberghi

Alloggi per 140 mila metri cubi

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

«Abbi­amo accolto il 71 per cen­to delle 400 domande di vari­ante», ha det­to il sin­da­co di Toscolano Mader­no, Pao­lo Ele­na, durante l’ul­ti­ma riu­nione del con­siglio comu­nale. Ma, al momen­to del­l’adozione del nuo­vo Piano rego­la­tore, sono rimasti appe­na in otto (su dici­as­sette). Man­can­do il numero legale, la votazione è sta­ta riman­da­ta a lunedì 5 novem­bre. Qual­cuno non si era pre­sen­ta­to, come Car­la­maria Menoni Fuma­gal­li, Pier Ange­lo Bonaspet­ti, Giu­liano Capuc­ci­ni (che pure fan­no parte del­la mag­gio­ran­za del Polo) o Daniela Vas­sali­ni. Altri due (il vicesin­da­co Vin­cen­zo Chi­mi­ni e il pres­i­dente del­l’assem­blea Ser­gio Berta­sio, musicista) han­no las­ci­a­to l’aula per­chè alcu­ni loro stret­ti par­en­ti, cioè entro il ter­zo gra­do, sono diret­ta­mente inter­es­sati a costru­ire. Tre del­la mino­ran­za (Cristi­na Milani, ambi­en­tal­ista, Sil­vano Boni e Gior­gio Pip­pa del cen­trosin­is­tra) han­no invece abban­do­na­to in seg­no di protes­ta. L’esten­sore del­lo stru­men­to urban­is­ti­co, architet­to Mario Abba, ha illus­tra­to i pun­ti più ril­e­van­ti. La popo­lazione di Toscolano Mader­no è sce­sa da 6.800 a 6.653 abi­tan­ti nel peri­o­do 1971–91, risal­en­do poi a 7.109. Il numero delle famiglie, invece, ha avu­to un con­tin­uo incre­men­to: da 2.695 a 2.720 alle attuali 3.202. Una vol­ta «matri­ar­cali», adesso pic­coli nuclei. Una dinam­i­ca che deter­mi­na un modo diver­so di abitare, e stan­dard dif­fer­en­ti dal pas­sato. Così sono sta­ti col­lo­cati sul ter­ri­to­rio 140 mila metri cubi, di cui la metà nuove costruzioni (per 500 res­i­den­ti) e altret­tan­ti nei lot­ti di com­ple­ta­men­to. Abba ha spie­ga­to che almeno il 50 per cen­to dovrà essere con­ven­zion­a­to, in modo da sod­dis­fare le esi­gen­ze del­la gente meno danarosa. Ver­ran­no con­sumati 138.340 metri qua­drati di verde, il 30 per cen­to per servizi (parcheg­gi, aree pub­bliche). Per con­tenere l’u­ti­liz­zo di aree, si sono alza­ti gli indi­ci di edi­fi­ca­bil­ità. Nei cen­tri stori­ci ven­gono sem­plifi­cate le pro­ce­dure per il restau­ro e il risana­men­to degli edi­fi­ci. Accol­ta quin­di la lin­ea espres­sa nei mesi scor­si del migli­aio di nuovi vani. Per quan­to riguar­da gli alberghi (ne esistono trenta­tre, nes­suno con più di tre stelle), l’ar­chitet­to ha spie­ga­to che l’of­fer­ta è povera, riv­ol­ta soprat­tut­to a famiglie con red­di­ti medio-bassi. Da qui la neces­sità di riqual­i­fi­care il com­par­to, real­iz­zan­do 800–900 nuove stanze, con sale con­feren­ze e servizi adeguati. Nec­es­sario, infat­ti, che le strut­ture abbiano dimen­sioni più gran­di delle attuali. I vil­lag­gi tur­is­ti­ci dovran­no avere una ges­tione uni­taria, affit­tati per almeno una set­ti­mana (mas­si­mo, tre mesi), con vin­co­lo reg­is­tra­to e trascrit­to. Per i campeg­gi introdotte nor­ma­tive che con­sentono di chiedere (e ottenere) il miglio­ra­men­to degli stan­dard. Altre curiosità. L’at­trac­co del­la dovrà essere sposta­to. Saran­no creati un por­to e un per­cor­so ciclope­donale lun­go tut­ta la fas­cia a lago. Ver­rà riqual­i­fi­ca­ta la vas­ta area adi­a­cente al cam­po sporti­vo, in gran parte già comu­nale, attrez­zan­dola a strut­tura bal­n­eare (gli ammin­is­tra­tori del Polo vedono bene l’in­ter­ven­to di un grup­po pri­va­to, sia in fase di real­iz­zazione che di ges­tione). Si cercherà di incen­ti­vare le attiv­ità agri­t­ur­is­tiche, di accoglien­za e ris­toro, con par­ti­co­lare inter­esse nei con­fron­ti dei vec­chi edi­fi­ci del­l’en­troter­ra, mag­a­ri abban­do­nati. La , per la quale si è stip­u­la­to un accor­do con l’Am­min­is­trazione provin­ciale, è con­sid­er­a­ta il luo­go mas­si­mo del­la val­oriz­zazione nat­u­ral­is­ti­ca e ambi­en­tale, da attuare attra­ver­so piani par­ti­co­lareg­giati. L’ex sin­da­co Boni e Pip­pa han­no con­tes­ta­to i tem­pi con­ces­si per esam­inare il nuo­vo Piano rego­la­tore (appe­na quat­tro giorni), dicen­do che gli spazi degli mino­ranze sono ormai inesisten­ti. Ele­na ha sostenu­to che l’Am­min­is­trazione comu­nale sta lavo­ran­do allo stru­men­to urban­is­ti­co da un paio di anni, e di essere sod­dis­fat­to delle risposte date ai cit­ta­di­ni, molti dei quali aspet­ta­vano dal ’97 («abbi­amo accetta­to il 71 per cen­to delle loro domande di vari­ante). Al momen­to del voto, tra assen­ze, uscite «politiche» e altre per inter­esse, è man­ca­to il numero legale. Se ne ridis­cuterà, come det­to, fra una set­ti­mana. Adot­ta­to invece il rego­la­men­to edilizio (il prece­dente risali­va al 1971). Bisog­na­va recepire le pre­scrizioni del­la . La nor­ma­ti­va va di pari pas­so col Piano ter­ri­to­ri­ale di coor­di­na­men­to del­la Comu­nità mon­tana par­co. La delib­era del rego­la­men­to sarà espos­ta per trenta giorni. Nei suc­ces­sivi trenta i cit­ta­di­ni avran­no la pos­si­bil­ità di pre­sentare le osservazioni.