La Provincia trasformerà l'ex casa Martinelli e la casa sociale di S.Giorgio in appartamenti per anziani e spazi per la comunità. Il Comune ci mette gli edifici dismessi, l'Itea li ristruttura a proprie spese

Alloggi, sale ed ambulatori a costo zero

08/01/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Una deci­na di appar­ta­men­ti da des­tinare ad anziani indi­gen­ti, soli o che vivono in con­dizioni poco deco­rose. Ma anche ambu­la­tori, sale riu­nioni e persi­no far­ma­cie. A guadag­nar­ci, dal­la ristrut­turazione del­l’ex casa Mar­tinel­li a Bolog­nano e del­la malmes­sa casa sociale di S.Giorgio, sarà soprat­tut­to la comu­nità. E all’am­min­is­trazione non costerà un solo cen­tes­i­mo di euro.A real­iz­zare i due inter­ven­ti sarà l’Itea. E ciò gra­zie alla legge provin­ciale 16 del 1990 che dis­ci­plina i finanzi­a­men­ti per opere pub­bliche a carat­tere sociale. I lavori di restau­ro del­l’ex casa Mar­tinel­li coster­an­no, sec­on­do il bilan­cio di pre­vi­sione del­l’am­min­is­trazione arcense, qua­si 500 mila euro men­tre per la casa sociale di S.Giorgio la spe­sa pre­vista superà i 700 mila euro. «Per quan­to con­cerne casa Mar­tinel­li — spie­ga l’asses­sore alle politiche sociali Vale­rio Cos­ta — la prat­i­ca è già sta­ta avvi­a­ta dal­l’Itea e presto toc­cherà alla casa sociale di S.Giorgio. Il comune ci guadag­n­erà due strut­ture rimesse a nuo­vo ed una serie di locali da uti­liz­zare per scopi pub­bli­ci. Sen­za dover­ci spendere un sol­do, vis­to che la legge provin­ciale prevede la totale cop­er­tu­ra in caso di ristrut­turazioni di edi­fi­ci dismes­si des­ti­nati a final­ità sociali». I lavori nel­l’ex casa Mar­tinel­li si arti­col­er­an­no su tre liv­el­li e ad ogni piano ver­ran­no rica­vati due allog­gi per anziani men­tre al piano ter­ra tro­ver­an­no ubi­cazione servizi ed attiv­ità di vario tipo. «L’idea era quel­la di real­iz­zare lì la sede del­la far­ma­cia — spie­ga l’asses­sore Cos­ta — ma lo spazio era trop­po esiguo. Sarem­mo sta­ti costret­ti ad uti­liz­zare anche parte del pri­mo piano e non ci sem­bra­va il caso. Vedremo come adop­er­are questi spazi; un’ipote­si potrebbe essere quel­la del­l’am­bu­la­to­rio medico». Molto più chiare, invece, le idee a S.Giorgio dove l’o­ra­mai fatis­cente casa sociale si trasformerà in una serie di allog­gi per anziani (in totale 5, com­pre­so 1 sen­za bar­riere architet­toniche) ma anche sale riu­nioni ed ambu­la­to­rio medico al piano ter­ra e nel­l’in­ter­ra­to le can­tine. «L’in­ten­zione è quel­la di non costru­ire dei ricov­eri o ghet­ti per anziani — spie­ga Cos­ta — per questo vogliamo che questi allog­gi siano inser­i­ti nel con­testo sociale del­la comu­nità. Addirit­tura, come ammin­is­trazione, siamo propen­si a mesco­lare nel­la stes­sa strut­tura diverse gen­er­azioni, vale a dire anziani e gio­vani. Era quel­lo che vol­e­va­mo fare nel com­pen­dio di via Cadu­ti di Cefalo­nia ma non ci è sta­to pos­si­bile per­ché lo spazio è trop­po ridot­to rispet­to alle esi­gen­ze di questo prog­et­to. Ad Arco vivono molti anziani e quel­lo degli allog­gi diven­ta un prob­le­ma sem­pre più sen­ti­to. Ed, infat­ti, abbi­amo rice­vu­to parec­chie domande in tal sen­so. Questi due inter­ven­ti si spie­gano con la nos­tra volon­tà di non sradi­care, se pos­si­bile, gli anziani dal pos­to in cui han­no sem­pre vis­su­to. Per rius­cir­ci dob­bi­amo dis­lo­care su tut­to il nos­tro ter­ri­to­rio svariati allog­gi».