Terzo soggiorno estivo, ricavati una tribuna di 700 posti e un campo vicino al Comunale. La squadra miracolo rifiuta offerte trentine e torna al ritiro fortunato

Alpi dribblate, il Chievo sul Baldo

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Di Luca Delpozzo
San Zeno di Montagna

Non fa due sen­za tre. Il Chie­vo Verona sceglie anco­ra una vol­ta la mon­tagna veronese, e San Zeno in par­ti­co­lare, come sede del ritiro esti­vo. Dall’11 luglio fino al 4 agos­to il sodal­izio gial­loblù sarà di casa al Park Hotel Jolan­da, splen­di­da e attrez­za­ta strut­tura vista lago di Luciano Chincheri­ni. Cinque campi da ten­nis, pisci­na cop­er­ta e quant’altro per gli ospi­ti più accla­mati e venerati nell’ultima sta­gione ago­nis­ti­ca del cam­pi­ona­to di serie A. Chie­vo che nonos­tante le «sirene» tren­tine e di altre local­ità tur­is­tiche sul­la car­ta ben più impor­tan­ti del pic­co­lo cen­tro del ha rin­no­va­to il pro­prio atto d’amore ver­so la gente e il paese veronese. Una scelta in lin­ea con il cre­do di una soci­età atten­ta al par­ti­co­lare, ai rap­por­ti umani e alla riconoscen­za in un mon­do pal­lonaro dove il dio denaro è il principe asso­lu­to. Già per­ché ques­ta vol­ta, dopo le due splen­dide espe­rien­ze del pas­sato coin­cise con una pro­mozione dal­la serie cadet­ta alla A e l’accesso alla Cop­pa Uefa, non è sta­to facile scegliere di nuo­vo San Zeno e rin­un­cia­re a cuor leg­gero alle van­tag­giose offerte eco­nomiche prove­ni­en­ti da zone tur­is­tiche rino­mate. D’altronde il Chie­vo è la squadra del momen­to, i suoi tifosi sono spun­tati come funghi in tut­ta Italia, e la pre­sen­za di gio­ca­tori e tec­ni­ci rap­p­re­sen­ta un volano tur­is­ti­co non indif­fer­ente. La ripro­va la cresci­ta espo­nen­ziale di ospi­ti in quel di San Zeno e la noto­ri­età di colpo assun­ta da questo lem­bo di ter­ra veronese, un vero par­adiso a pochi chilometri da Verona e dal . «Hic manebimus optime» (Qui rimar­remo otti­ma­mente) ha sen­ten­zi­a­to sen­za spoc­chia ma rispolveran­do una dot­ta citazione lati­na di Tito Liv­io il seg­re­tario del­la for­mazione delle Diga Gian­car­lo Fiu­mi. Al suo fian­co, oltre a Enzo Zanin e l’addetto stam­pa Mar­co Pacione, l’avvocato e con­sigliere gial­loblù Mar­co Bis­ag­no. Pro­prio al pro­fes­sion­ista forense va il mer­i­to di aver cuci­to tre anni fa, attorno ad una tavola imban­di­ta alla casa degli Spir­i­ti, il legame tra Chie­vo e San Zeno. Un binomio diven­ta­to vin­cente per la gioia del pri­mo cit­tadi­no Cipri­ano Castel­lani. «Ques­ta vol­ta non è sta­to facile super­are la con­cor­ren­za di altre local­ità molto più bla­sonate del­la nos­tra ma soprat­tut­to in gra­do di offrire al Chie­vo una con­tropar­ti­ta eco­nom­i­ca di mag­giore peso. Se siamo rius­ci­ti a con­fer­mar­ci è mer­i­to di tut­ta una serie di relazioni inter­per­son­ali ma anche, va det­to, di mere con­sid­er­azione, legate a riti e super­stizioni. A San Zeno sono legati gli incred­i­bile risul­tati ottenu­ti in due sta­gioni dai ragazzi di Del Neri». Paese del Bal­do che non è rimas­to alla fines­tra e si è prepara­to nel migliore dei modi al ritorno del Chie­vo. «Abbi­amo dota­to il cen­tro sporti­vo di una tri­buna da 700 posti e a fian­co del comu­nale è sta­to rica­va­to un sec­on­do cam­po», spie­ga Castel­lani. «È sta­to sis­tem­ato il sen­tiero del­la pine­ta e per i tifosi che sali­ran­no a San Zeno sti­amo pre­dispo­nen­do delle aree per parcheg­gia­re le auto. Il tut­to per un impeg­no finanziario supe­ri­ore ai cen­to mil­ioni di vec­chie lire. Sol­di che in parte ritornere­an­no gra­zie ai con­tribu­ti del­la Provin­cia (10mila euro) e del­la Regione (25mila euro)».

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