I comuni veronesi ricorrono al Tar del Lazio, i bresciani potrebbero fare altrettanto: un coordinamento in vista. La Coldiretti denuncia: «Rischia il 50 per cento della superficie»

Alta velocità, allarme Lugana

30/03/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Cesare Mariani

Il mal­con­tento gen­er­al­iz­za­to sta assumen­do la for­ma di una protes­ta sem­pre più orga­niz­za­ta e arti­co­la­ta. Parte da lon­tano la sper­an­za di un trac­cia­to meno inva­si­vo del­l’Al­ta capac­ità fer­roviaria. Questo è emer­so nel­la con­feren­za stam­pa orga­niz­za­ta ieri a Bres­cia dal­la lista «Ver­di ambi­en­tal­isti bres­ciani». Se il Tar di Cata­nia ha rin­vi­a­to alla Corte cos­ti­tuzionale il “ponte sul­lo stret­to”, altret­tan­to potrebbe fare il Tar del Lazio con l’Al­ta capac­ità. Il tri­bunale ammin­is­tra­ti­vo è sta­to chiam­a­to in causa dai Comu­ni verone­si del trat­to -Verona per il prog­et­to del­la lin­ea fer­roviaria approva­to dal Cipe. Da una parte il Cipe con­sid­era il prog­et­to prati­ca­mente defin­i­ti­vo, anche se nel­la realtà delle cose si trat­ta di un prog­et­to pre­lim­inare che dovrebbe accogliere le mod­i­fiche pas­sate al vaglio dalle Ammin­is­trazioni comu­nali e fil­trate da Province e Regioni. Di fat­to, come già accadu­to nel Bres­ciano, i Comu­ni han­no soll­e­va­to le osser­vazioni che sono state recepite da Provin­cia e Regione, ma sono state prati­ca­mente igno­rate dal Cipe. Ad occu­par­si del ricor­so pre­sen­ta­to dai Comu­ni verone­si è l’avvo­ca­to Rosa Maria Ghi­rar­di­ni, disponi­bile a fare da pun­to d’in­con­tro tra l’es­pe­rien­za veronese e quel­la bres­ciana, che si sta arti­colan­do in una protes­ta orga­niz­za­ta attra­ver­so alcu­ni comi­tati e le Ammin­is­trazioni comu­nali stesse, una dozzi­na delle quali, dopo la con­feren­za stam­pa di ieri, sono decise a seguire la stra­da per­cor­sa dai verone­si. Sul­la ques­tione è inter­venu­ta anche la che, già nel cor­so del­la fes­ta del Ringrazi­a­men­to di Chiari sot­to­lineò l’ur­gen­za di inter­ven­ti con­creti sulle ques­tioni Alta capac­ità e Brebe­mi: «Dob­bi­amo difend­ere gli inter­es­si del­la cat­e­go­ria, oltre che a quel­li ter­ri­to­ri­ali e ambi­en­tali — spie­ga Gian­fran­co Zanet­ti -. Il nos­tro obi­et­ti­vo è fare pres­sione per­ché la lin­ea del­l’Al­ta capac­ità affi­anchi i bina­ri delle fer­rovia già esistente. In caso con­trario accuser­e­mo dan­ni irrepara­bili. Pen­si­amo solo alla zona del Lugana che perderebbe il 50% del­la super­fi­cie pro­dut­ti­va. Nel­la zona del Lugana, con il trac­cia­to in rilie­vo, sono inoltre pre­visti cam­bi di bina­ri, con un inter­es­sa­men­to notev­ole del­l’area colti­va­ta. Abbi­amo un accor­do di mas­si­ma con l’Ente vini e il Con­sorzio di tutela del e ci bat­ter­e­mo per trovare una soluzione che sia com­pat­i­bile con le colti­vazioni, così come sare­mo atten­ti ad ogni dan­neg­gia­men­to del­la super­fi­cie colti­va­ta in tut­to il trat­to del­la Milano-Venezia».

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